WALL STREET: NON SI FERMA LA CADUTA DEI FUTURES

21 Febbraio 2001, di Redazione Wall Street Italia

A pochi minuti dall’apertura delle contrattazioni a New York, non si arresta la caduta nel vuoto dei futures, iniziata dopo la diffusione dell’indice dei prezzi al consumo in gennaio.

Il piu’ colpito dai ribassi e’ il contratto sul Nasdaq che perde il 3,05%.

Lo spettro dell’inflazione, che ha aleggiato sul mercato per tutta la mattinata, alla fine si e’ manifestato nella forma dell’indice dei prezzi alla produzione (IPC), cresciuto in gennaio in misura maggiore alle aspettative di Wall Street.

L’IPC negli Stati Uniti e’ aumentato nel mese di gennaio dello 0,6%, a fronte di una previsione dello 0,3% e in crescita sulla crescita dello 0,2% di dicembre.

Il ‘core index’, ovvero il dato depurato dalle componenti piu’ volatili, relative al comparto energetico e alimentare, e’ cresciuto dello 0,3%.

Alle 15:15 (le 09:15 ora di New York) il contratto futures sull’indice S&P 500 e’ in ribasso di 10,80 punti (-0,84%).

Il contratto sull’indice Nasdaq e’ in ribasso di 65 punti (-3,05%).

Il contratto sull’indice Dow Jones e’ in ribasso di 75 punti (-0,70%).

Sul mercato obbligazionario, l’ultima emissione del titolo del Tesoro USA a 10 anni fa registrare prezzi a $992,8 e rendimenti al 5,10%.

In mattinata il mercato, in attesa dell’indice dei prezzi al consumo, aveva ignorato le cattive notizie giunte in mattinata dal comparto semiconduttori, con i futures che erano rimasti praticamente piatti.

Secondo un rapporto pubblicato dalla Semiconductor Equipment and Material International (SEMI) nella tarda serata di martedi’, in gennaio le imprese nordamericane del settore hanno visto una riduzione degli ordini del 19%.

Una tegola in piu’ che cade sulla testa degli investitori, dopo la diffusione del dato sull’inflazione.

I dati sull’inflazione al consumo in gennaio giungono infatti dopo un aumento sistenuto dei prezzi alla produzione USA, che nello stesso mese sono aumentati dello 1,1%.

Molti investitori cominciano a prendere sul serio la possibilita’ che il costante aumento dei prezzi osservato negli ultimi mesi, congiuntamente a un deciso rallentamento dell’econonomia americana, possano prefigurare uno scenario di stagflazione – la situazione cioe’ in cui i prezzi aumentano ma la capacita’ di acquisto dei consumatori diminuisce, in un clima di generale depressione economica.

Ma la Federal Reserve probabilmente rimarra’ concentrata su altri dati, come quelli relativi alla fiducia dei consumatori. Il governatore della Fed, Alan Greenspan, ha infatti ripetuto in piu’ di una occasione che la banca centrale USA e’ piu’ preoccupata della possibilita’ di una recessione che di un aumento dell’inflazione.