Wall Street non si arrende, miglior settimana in 1 mese

3 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Petrolio ai massimi di due anni verso quota $90, nuovo rally per l’oro oltre $1400, Treasury decennali (snobbati a inizio seduta) con un rendimento di nuovo sopra il 3%, il tutto con listini azionari poco mossi ma positivi dopo due giorni consecutivi di rialzi anche a tre cifre.

Questa la fotografia della seduta odierna a Wall Street, parzialmente condizionata dal deludente rapporto sul lavoro. Il Dow ha registrato +0.17% a 11382.09 (+19.68 punti), su dello 0.47% il Nasdaq a 2591.46 (+12.11 punti), rialzo dello 0.26% a 1224.71 l’S&P 500 (+3.18 punti).

Nella settimana i tre indici hanno guadagnato rispettivamente il 2.6%, il 2.2% e il 3%. Solo negli ultimi tre giorni incrementi di 3.4, 3.7 e 3.7 punti percentuali.

A livello settoriale, gli acquisti si sono concentrati sulle materie prime (+1% circa), seguite da industriali (+0.62%) e tecnologici (+0.55%). Moderato incremento per energetici e utilities (+0.4%), frazionali rialzi per finanziari (ma in settimana segnano +4.3%) ed health care.

La giornata e’ iniziata male a causa di una brutta fotografia del mercato del lavoro scattata dal governo Usa. La disoccupazione peggiore del previsto ha gettato nello sconforto gli operatori alle prese con un tasso al 9.8%, massimi di aprile e inaspettatamente sopra i livelli del mese precedente. Nel mese di novembre creati 39 mila posti contro i 130 mila attesi e dopo i 151 mila aggiunti a ottobre. I grafici parlano chiaro.

Verso la chiusura della seduta pero’ i trader avevano ormai digerito il dato, dimostrando che in alcuni casi “non si crede molto al rapporto” sul lavoro, ha spiegato a Marketwatch Jeffrey Kleintop, chief market strategist di LPL Financial. “Non cambia per niente la visione generale sull’economia, che gia’ di per se’ e’ un pasticcio”, ha conlcuso.

“Qualcosa puzza di bruciato in questo rapporto”, ha aggiunto Marc Pado, U.S. market strategist per Cantor Fitzgerald. L’analista fa riferimento al fatto che, stando ai dati elaborati dal Dipartimento del Lavoro, sono andati persi posti di lavoro nel settore retail, protagonista di robuste vendite dall’apertura delle scuole fino all’attuale stagione dello shopping natalizio. “Sembra che il comparto dovrebbe assumere anziche’ licenziare dipendenti”, ha specificato.

Forse il mercato, piu’ che continuare a guardare alla situazione del mercato del lavoro ha preferito guardare alle prospettive che l’azionario puo’ offrire, consapevoli che il numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke continuera’ a sfoderare un aggressivo piano di allentamento monetario.

C’e’ anche chi a Wall Street pensa che il quadro occupazionale poco confortante possa fare accelerare le decisioni al Congresso, come quella di un’estensione ai tagli alle tasse decisi sotto l’amministrazione Bush.

Non manca pero’ chi resta convinto che cosi’ facendo, la banca centrale non farebbe altro che creare bolle negli asset e non stimoli. Lo ha sostenuto ai microfoni di Cnbc Wilbur Ross, numero uno di W.L. Ross.

Il noto investitore si e’ soffermato anche sulla crisi del debito sovrano in Europa. Su questo fronte non manca l’ottimismo, tanto che Ross ha specificato che i problemi dell’Irlanda sono a se’ stanti. Essi non sembrano poi tanto gravi visto che il money manager americano ha detto di avere comprato titoli delle banche di Dublino.

Nel Vecchio Continente si e’ preferito dare retta all’affievolirsi delle tensioni sul debito sovrano, dimostrato anche dal restringimento del differenziale dei rendimenti dei titoli di stato “periferici” rispetto al Bund tedesco. Questo non significa che i problemi siano risolti, tanto meno per le banche italiane. Congiuntura economica, incertezze politiche ed esposizione al debito dei paesi Ue a rischio potrebbe minare i loro profitti e rendere piu’ difficile la ricerca di risorse finanziarie sul mercato. Intanto dalle ultime indiscrezioni sembra che la Bce abbia fatto incetta di titoli di stato portoghesi e irlandesi.

Alla fine le borse del Vecchio Continente hanno archiviato l’ultima seduta della settimana in modo misto e comunque con grandi sbalzi: il Ftse a Londra ha registrato -0.20%, giu’ dello 0.07% il Dax a Francoforte, su dello o.28% il Cac a Parigi, meglio a Piazza Affari con un + 0.33% per il Ftse/Mib ma Madrid ha ancora una volta seminato tutti con un rialzo dello 0.84%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna gennaio hanno guadagnato $1.22 a $89.22 per barile, sui livelli dell’ottobre 2008. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro ha messo a segno un +$18.70 a $1408.00 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro ha messo a segno un rialzo dello 1.50% a quota $1.3414. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale 3.0170% contro il 3% di ieri sera.