Wall Street non sa approfittare delle trimestrali: focus sul G-20

22 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street non ce la fa ad allungare a tre la serie di sedute positive consecutive. Il mercato, tuttavia, ha chiuso in progresso la settimana per la terza volta di fila e per la settima volta su otto. Il Nasdaq e’ l’indice che meglio si e’ comportato, mentre il resto del mercato non ha saputo approfittare di una sfilza di conti trimestrali piu’ positivi delle attese.

In parte perche’ l’attenzione si e’ spostata dalle trimestrali all’incontro dei ministri delle Finanze del G-20, che cercheranno di allentare le tensioni durante gli incontri che si svolgeranno in Corea del Sud. Il Dow ha ceduto lo 0.13% a quota 11132.26, mentre il Nasdaq ha registrato un progresso dello 0.8% in area 2479.39 e l’S&P 500 ha guadagnato lo 0.24% a 1183.05 punti.

Sul Dow pesano i cali di American Express, Verizon (dopo i conti) e Home Depot. Bank of America avanza sulle ricoperture, in denaro anche Walt Disney, mentre Hewlett-Packard conquista la vetta del paniere. L’indice VIX della volatilita’, considerato una misura attendibile della paura che aleggia sui mercati, e’ sceso in area 19.

Sia sull’S&P 500 che sul Nasdaq si e’ verificato la cosiddetta “croce dorata” (golden cross), ovvero quando la media mobile a 50 giorni supera quella a 200 giorni. Secondo i graficisti un evento di questo tipo lancia una segnale positivo per i futuri corsi del mercato.

A livello settoriale materiali di base, telecomunicazioni e industriali sono quelli che sono stti piu’ presi di mira sinora, mentre gli energetici hanno guadagnato terreno.

Secondo gli economisti la disputa tra Usa e Cina difficilmente si risolvera’ questo fine settimana. Venerdi’ Geithner ha lanciato un appello perche’ le nazioni dalle economie piu’ solide provvedano a mettere in atto misure per apprezzare le proprie valute. In seguito a tali commenti il dollaro ha iniziato a perdere quota.

Da due mesi la divisa Usa si sta muovendo con un rapporto inversamente proporzionale rispetto al mercato. Nelle ultime otto settimane la valuta ha perso quasi il 7% contro il basket delle sei principali valute concorrenti.

La debolezza del dollaro in giornata e’ stata tuttavia piu’ contenuta degli ultimi tempi, con gli investitori che preferiscono aspettare di vedere cosa saltera’ fuori dall’incontro in Asia. Sono aumentate nelle ultime ore le speculazioni riguardanti i discorsi in materia di manipulazione della valuta e di protezionismo.

Al meeting del G-20 i funzionari di economia dei rispettivi paesi dovrebbero tentare di allentare le tensioni esistenti al momento sul fronte valutario. La parte cruciale di quella che e’ stata definita una “guerra delle valute”, ma che in realta’ e’ piu che altro uno scambio di scaramucce politiche, si giochera’ tra Stati Uniti e Cina, con entrambi gli stati che stanno cercando di deprezzare le proprie valute. Tuttavia, sono basse le possibilita’ che venga raggiunto un accordo significativo.

La stagione delle trimestrali nel frattempo prosegue a pieno ritmo. Gran parte delle big di Wall Street sta annunciando utili migliori del previsto, mentre le cifre sotto il profilo del fatturato non sono state nel complesso altrettanto consistenti. Questo preoccupa alcuni, tenuto conto sopratutto delle implicazioni che comporta per la capacita’ che le aziende hanno di attirare la domanda dall’esterno in condizioni economiche cosi’ difficili.

Tra l’altro gli investitori si trovano a dover digerire una sfilza di conti societari migliori delle attese, pur consapevoli che l’outlook economico e’ incerto. Un paradosso – quello di trimestrali molto buone, accompagnate da dati economici deboli – che ha alimentato una certa incertezza sui mercati.

Gli operatori di borsa sono pertanto riluttanti a prendere posizioni di rischio in vista di un fine settimana che si preannuncia ricco di notizie. Intanto il dissidente numero uno del comitato di politica monetaria della Federal Reserve e’ tornato a parlare, lanciando un allarme sull’eventualita’ che una nuova tornata di misure di quantitative easing possano creare una bolla distruttiva per la ripresa economica.

In ambito di notizie societarie, il colosso industriale General Electric ha comprato Clarient, gruppo di diagnostica specializzato nei sistemi per rilevare casi di tumore, con un’offerta da 5 dollari per azione. L’operazione valuta la societa’ acquistata $680 milioni.

Sul fronte trimestrale, la conglomerata Honeywell e l’operatore tlc Verizon hanno riportato un calo degli utili, ma la prima ha al contempo annunciato che il fatturato e’ migliorato e cosi’ i titoli si difendono bene. Il gruppo petrolifero Schlumberger ha registrato un incremento dei profitti nell’ultimo trimestre, in linea con le previsioni.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna novembre guadagnano l’1.4% a quota $81.69 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro segna un -0.04% a $1325.10 l’oncia. Il metallo prezioso ha perso il 3% in settimana. Sul fronte valutario l’euro avanza dello 0.15% a quota $1.394. Due giorni fa il dollaro ha toccato i minimi di tre mesi sulla moneta unica e di quindici sullo yen. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale registra un rialzo di 3.2 punti base attestandosi al 2.5630%