Wall Street non riemerge dalle vendite

29 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Wall Street resta in apnea a metà giornata, in scia alle perdite dilagate in Europa. A pesare sui mercati globali concorrono ancora le preoccupazioni per la crisi del debito europea, che rischia di contagiare altri Paesi ad elevato deficit. L’allargamento degli spreads dei rendimenti dei titoli di stato spagnoli, portoghesi ed italiani la dice lunga sull’umore degli investitori, che temono un effetto domino ed un collasso dell’Aea Euro. Neppure il sostegno offerto all’Irlanda e la decisione di creare un meccanismo permanente anti-crisi sono riusciti a rassicurare la comunità finanziaria mondiale, lasciando esposti anche i mercati americani. La crisi che sta investendo l’Europa non risparmia neanche gli USA, che pensano a misure più aggressive per il contenimento del deficit. In quest’ottica, il Presidente USA, Barack Obama, ha annunciato oggi il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici nei prossimi due anni. Sul mercato valutario, il dollaro ha continuato a guadahgnare terreno rispetto all’eurpo, spingendo sotto la soglia degli 1,31 USD. L’indice Nasdaq mantiene un calo dell’1,23%, lo S&P 500 dell’1% ed il Dow Jones dell’1,13%. Questa sera si attendono i dettagli del cosiddetto Cyber Monday, ovvero il lunedì che segue la festività del Rigraziamento ed il rinomato Black Friday, che da il via agli acquisti natalizi. I risultati delle vendite nell’arco del week-end hanno rassicurato gli operatori retail, con un volume di vendite superiore del 6,4% rispetto al 2009, ma ora si da il via agli acquisti su Internet. l settore della grande distribuzione resta sotto pressione, fatta eccezione per il big delle vendite on-line Amazon.com che conserva un progresso dello 0,89%. Fra i temi caldi della giornata va segnalata anche la Boeing, che viaggia in retromarcia dell’1,22%, risentendo del taglio delle stime di profitto operato da JP Morgan a causa dei ritardi del programma Dreamliner. Corre la Fedex, che fa un balzo del 3%, grazie ad un upgrade di Credit Suisse a “outperform” da “neutral” ed il rialzo del Target Price a 111 da 98 dollari.