WALL STREET: NETTO CALO, PESANO LAVORO E INTEL

5 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) NEW YORK – 5 DICEMBRE – Clima negativo e brutta chiusura per gli indici americani: il disappunto del mercato per il report sullo stato dell’occupazione a novembre e’ stato forte, e in piu’ Intel ha deluso le aspettative se non del consensus, degli investitori.

Alla fine della seduta il Nasdaq ha perso l’1.57%, a quota 1937. In rosso anche il Dow Jones, che lascia sul campo lo 0.69%, a 9862 punti. Lo S&P 500 perde 0.77% a 1061.

Dei 30 titoli dell’indice Dow Jones, 27 hanno chiuso in ribassso, compresi Intel (INTC) -4.29%, Hewlett-Packard (HPQ) – 2.17%, Boeing (BA) -2.84%, Walt Disney (DIS) -2.39%, Alcoa (AA) -1.33%e McDonald’s (MCD) -2.15.

Lo smobilizzo di posizioni prima del weekend e’ stato causato dai numeri relativi allo scenario macroeconomico. Il dato sui nuovi posti di lavoro ha pesantemente deluso le aspettative. A novembre sono stati aggiunti solo 57.000 posti di lavoro contro i 150.000 previsti. Il tasso di disoccupazione e’ sceso dal 6,0% al 5,9%.

Oltre al peso del dato congiunturale sull’occupazione, il mercato ha subito i sell sui titoli tecnologici, condotti in territorio negativo come si e’ detto da Intel. Il primo produttore mondiale di microchip è sceso pesantemente dopo avere presentato stime sugli utili per il quarto trimestre inferiori a quelle degli analisti.

Sulla sua scia, si sono inserite le altre aziende di semiconduttori come Texas Instruments, in calo del 2.68% e Advanced Micro Devices in frenata del 3.54%.

Fuori dal settore hi-tech, debole è apparsa la compagnia aerea a basso costo, JetBlue, scesa di circa il 17%, in seguito a stime per il fututo non brillanti mentre la farmaceutica Eli Lilly ha lasciato sul terreno circa mezzo punto percentuale in attesa delle decisioni della Food and Drug Administratin in merito alla commercializzazione di un prodotto per la cura dei tumori.

Nella grande distribuzione, infine, problemi per la catena di supermercati Albertson’s arretrata del 3.5% in seguito a utili trimestrali inferiori alle attese.

Sugli altri mercati, il dollaro e’ stato influenzato negativamente con ulteriori vendite, dal dato sul mercato del lavoro: la valuta Usa non puo’ che indebolirsi di fronte alla prospettiva che l’economia americana stia creando meno posti di lavoro del previsto. Cosi’ l’euro ha toccato oggi l’ennesimo massimo storico, a quota $1.2172 (da Target News, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER).

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