WALL STREET NERVOSA, RIMBALZA SUL FINALE

25 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Grazie ad uno sprint decisivo sul finale, l’azionario Usa chiude in rialzo una seduta a due facce, in cui le promettenti notizie sul fronte macroeconomico hanno finito per avere la meglio sul pessimismo alimentato dal debole esito dell’asta del Tesoro di titoli a cinque anni e dai nuovi timori legati alla deflazione. Il Dow Jones, che ha toccato punte di +200 punti a meta’ seduta prima di scivolare in rosso nel pomeriggio, si riscatta negli ultimi minuti delle contrattazioni, chiudendo in progresso dell’1.17% a 7.749,81 punti. L’S&P 500 avanza dello 0.95% a 813,88 punti, grazie in particolare al progresso del settore finanziario, che ha oscurato la debolezza delle utility. Il Nasdaq ha registrato un rialzo dello 0.82% a quota 1.528,95.

Il mercato, positivo in mattinata, ha invertito rotta dopo la deludente asta dei titoli governativi a cinque anni, che ha registrato una domanda sorprendentemente debole, con un rapporto bid/cover attestatosi solo a quota 2.02, con il 19% del totale collocato. Era dal 1995 che non si verificava un risultato di questo tipo su aste relative a bond convenzionali, o comunque ad obbligazioni non indicizzate all’inflazione.

Sono piaciute poco inoltre le parole del presidente della Federal Reserve di San Francisco, Janet Yellen, secondo cui per un certo periodo di tempo la disinflazione e persino la deflazione rappresenteranno rischi maggiori dell’inflazione.

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Tuttavia, l’ultimo intervento del presidente Barack Obama, che ha detto di vedere “segnali di progresso” negli sforzi compiuti per combattere la recessione, e’ evidentemente condiviso da alcuni trader. Gli ultimi dati macro, in particolare sul fronte immobiliare, suggeriscono un possible miglioramento delle condizioni economiche. Nel mese di febbraio le vendite di nuove case sono salite inaspettatamente, spiazzando gli economisti. E’ da oltre un anno che gli esperti del mercato continuano a ripetere che il settore immobiliare, da dove e’ partita la crisi, si sarebbe stabilizzato prima del resto dell’economia e dell’azionario. Le cifre hanno spinto al rialzo i titoli delle societa’ di costruzioni, tra cui Toll Brothers e D.R. Horton.

Gli industriali hanno ricevuto una notevole iniezione di fiducia quando in mattinata la lettura degli ordini manifatturieri ha mostrato una crescita a sorpresa del 3,4% a febbraio, dopo il risultato deprimente di gennaio (rivisto al ribasso a -7.3%). Gli economisti si attendevano una contrazione del 2%.

In un andamento opposto a quello dell’inizio dell’anno, alcuni titoli particolarmente sensibili all’andamento dell’economia e alcuni finanziari si sono opposti con successo anche al selloff pomeridiano: Alcoa, Bank of America, JP Morgan e Boeing sono stati tra i titoli migliori della seduta. L’indice settoriale dei finanziari XLF segna un rialzo di oltre l’1%.

Sugli altri mercati, il petrolio chiude in ribasso, appesantito dal balzo delle scorte settimanali, salite sui massimi di 16 anni. I contratti con consegna maggio cedono $1.21 a $52.77. Sul valutario, l’euro riguadagna terreno nei confronti della controparte americana. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ il cambio tra le due valute e’ di 1.3584. Rimbalza l’oro, salito a quota $938.00 l’oncia (+$12.00). In pesante calo i prezzi dei Titoli di Stato Usa, depressi dall’esito deludente dell’asta dei bond a cinque anni: il rendimento sul benchmark decennale e’ salito al 2.7720% dal 2.6540% della chiusura di martedi’.