Wall Street nervosa dopo i dati macro e la stretta in Cina

6 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Seduta lievemente negativa per la borsa americana, con gli indici che pero’ riescono a limitare le perdite accusando ribassi marginali. Dopo la doccia fredda di Moody’s, che ha abbassato il rating sul debito sovrano portoghese di quattro tacche a spazzatura, e’ arrivata a sorpresa la notizia di una nuova stretta monetaria in Cina.

Il Dow, passa in positivo anch se i rialzi sono comunque marginali (+0,1%), il Nasdaq cede lo 0,07% e l’S&P lo 0,15%. L’indice della volatilita’ del Vix, misura della paura che aleggia sui mercati, e’ salito sopra quota 16.

Pechino ha alzato i tassi di interesse per la quinta volta da ottobre e per la terza volta quest’anno, facendolo prima del previsto, con l’obiettivo di frenare la crescita dei prezzi piu’ intensa dal 2008. La stretta di 25 punti base era attesa per il fine settimana. Gli investitori iniziano a guardare avanti ai dati sull’occupazione che verranno annunciati domani e sopratutto venerdi’, quando usciranno i dati sul report mensile sul lavoro.

Sul fronte macro le cifre riguardanti il settore dei servizi (l’Ism dovrebbe essere aumentato in giugno, ma a un ritmo piu’ moderato rispetto a maggio) hanno deluso. Arrivano buone notizie invece dal mercato del lavoro: il numero complessivo di licenziamenti e’ sceso in Usa ai minimi livelli dal 2000. Lo riporta Challenger. Non si puo’ dire lo stesso dell’immobiliare con le richieste di mutuo settimanali che sono calate del 5,2% nell’ultimo periodo preso in esame, anche a causa di un incremento dei tassi di interesse.

Tra i singoli titoli a maggiore capitalizzazione i sell colpiscono Bank of America e JP Morgan, mentre si registrano Buy su United Tech e General Motors, dopo che Morgan Stanley ha migliorato il suo giudizio sul settore automobilistico a “Attractive”. Pesanti gli energetici, acquistati i titoli legasti ai consumi.

Riflettori puntati sui titoli finanziari in calo dall’Europa agli Usa dopo che Moody’s è tornata a colpire tagliando il rating del debito sovrano del Portogallo a Baa2, ovvero al livello spazzatura. Immediata la reazione dei rendimenti dei bond portoghesi, che sono schizzati (parliamo di quelli decennali) al 13% circa. La stessa asta di oggi, tanto attesa, non ha dato alcuna indicazione positiva.

Il problema dei Piigs torna a essere protagonista. Da segnalare anche i nuovi timori sulla Grecia e in particolare sulla possibilità che il salvataggio del paese sarebbe a rischio, come scritto dal Wall Street Journal.

Sugli altri mercati, i futures sul petrolio scambiati a New York scendono dello 0,35%, a quota $96,55 al barile. Sul fronte delle altre commodities, virano in positivo i prezzi dell’oro (+0,94% a $1.526,5 l’oncia).

Sul valutario l’euro e’ in calo dello 0,86% sui mercati newyorchesi a $1,4335. Quanto ai Treasury, i rendimenti del decennale sono in ribasso di 4,5 punti base a quota 3,091%.