WALL STREET NEGATIVA IN ATTESA DATI SUL LAVORO

2 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Dura poco l’euforia sulla Borsa di New York. Aperta la settimana, ieri, con un discreto rialzo, Wall Street riprende il cammino stanco dei giorni scorsi cedendo terreno con tutti e tre i listini principali. A fine contrattazioni, l’indice Dow Jones perde lo 0,81% a 10.591,48 punti mentre lo S&P 500 arretra dello 0,59% a 1.149,10 punti e il Nasdaq dello 0,88% a 2.039,66 punti.

Ad incidere negativamente sulla prima piazza finanziaria mondiale – oggi priva di riferimenti macroeconomici – l’attesa del dato sulla disoccupazione a febbraio in arrivo il prossimo venerdi’ e stimata in via di miglioramento dagli analisti. Proprio l’ottimismo degli esperti (secondo i quali vi sarà un incremento di 130.000 posti di lavoro rispetto a gennaio) e la consueta rilevazione mensile condotta da Challenger, Gray & Christmas sui tagli al personale programmati dalle aziende (-34% rispetto al mese precedente) hanno messo in difficoltà gli investitori.

Una crescita dell’occupazione – benché positiva – è considerata come una sorta di possibile via libera alla Federal Reserve per un rialzo del costo del danaro: eventualità poco gradita agli americani, oramai abituati ai tassi più contenuti degli ultimi 46 anni.

Tra i singoli titoli rallentano in maniera particolare quelli del Dow Jones, trascinati verso il basso da Eastman Kodak (-4%) e United Technologies (-2%) mentre ha tenuto Ford (+0,9%) pur colpita da un calo delle vendire di auto nel mese di febbraio. Frenata per la Walt Disney, attesa domani da una infuocata assemblea degli azionisti (in calo dello 0,4%), e per la società finanziaria Citigroup scesa dell’1,3%. In un settore tecnologico poco brillante – appesantito da Microsoft (-1,1%) e Sun Microsystems (-2,6%) – non sorridono nemmeno le case di semiconduttori, rallentate da Intel (-0,3%) e nonostante Applied Materials (-0,4%) si sia detta pronta a creare 500 nuovi posti di lavoro.