WALL STREET: NASDAQ VERSO I MINIMI DI APRILE

5 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Situazione di forte debolezza sui mercati USA, su cui si fa sentire il peso del settore high tech.

Il Nasdaq Composite, che segna una flessione di circa il 2%, si e’ portato ad una manciata di punti dai minimi dello scorso aprile. Secondo alcuni analisti l’indice tecnologico potrebbe anche raggiungere quota 1.456,34-1.370,61 nell’autunno qualora sfondasse il canale tra 1.706,10 e 1.700,20.

Alto anche l’indicatore di volatilita’ sul Nasdaq – (o VXN – Cboe) – che segna ora un rialzo di circa il 3%.

In pessime condizioni anche gli altri due indici di mercato: Dick Dickson, capo analista tecnico di Hilliard Lyon, ritiene che una chiusura del Dow Jones sotto quota 9.900 e dell’indice S&P 500 sotto i 1.125 potrebbe spingere i due indici rispettivamente verso quota 9.650 e 1.090 nel breve termine.

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A pesare sul mercato sono le valutazioni negative delle banche d’affari sul settore delle infrastrutture per le tlc e i chip, ma anche gli ultimi dati sui licenziamenti negli USA.

Il numero di posti di lavoro eliminati da parte di societa’ americane e’ sceso ad agosto a 140.019, il 32% in meno del mese precedente, ma e’ rimasto ancora troppo alto per indicare una ripresa imminente.

Secondo dati dell’agenzia di collocamento Challenger, Gray & Christmas, l’annuncio dei tagli di posti di lavoro e’ addirittura aumentato del 145% rispetto all’agosto 2000, con i settori high-tech delle telecomunicazioni, computer e elettronica piu’ colpiti con un aumento dei licenziamenti del 1223% rispetto all’anno scorso.

Complessivamente le societa’ hanno annunciato 1.123.356 tagli quest’anno, l’83% in piu’ dell’intero 2.000 e solo 165.736 in meno del 1999 e 2000 combinati.


Agosto

a

140.019

Luglio

205.975

205.975

Giugno

124.852

124.852

Maggio

80.140

80.140

Aprile

162.867

162.867

Passano cosi’ in secondo piano i commenti di Paul O’Neill, segretario al Tesoro del governo USA, sullo stato di salute dell’economia.

“Continuo ad essere ottimista sul fatto che andando verso la fine di quest’anno e l’inizio del 2002 vedremo una ripresa della crescita economica – ha detto alla stampa O’Neill – il tasso di crescita per il 2002 sara’ tra il 2,5% e il 3%, forse anche di piu'”.

Nessuna reazione poi alla revisione sul dato relativo alla produttivita’ per il secondo trimestre. Il dato e’ stato rivisto a +2,1%, mentre inizialmente era stata comunicata una crescita del 2,5%.

Il dato e’ praticamente in linea con le attese di mercato. Un sondaggio condotto dall’agenzia di stampa Dow Jones insieme alla rete televisiva CNBC tra gli economisti di Wall Street aveva previsto in media un aumento del 2% per il secondo trimestre.

Una crescita della produttivita’ riduce i rischi di pressioni inflazionistiche e aiuta a dare una spinta agli utili aziendali. Poiche’ i lavoratori producono piu’ beni per ora, i datori di lavoro possono permettersi di pagare salari piu’ alti senza un conseguente aumento dei prezzi.
VEDI:


USA: PRODUTTIVITA’ +2,1% SECONDO TRIMESTRE