WALL STREET: NASDAQ SEMPRE PEGGIO (-2,04%)

4 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura contrastata per le borse USA, con gli indici che, dopo una giornata passata all’insegna della volatilita’, prendono strade opposte proprio nel finale.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.638,77 (-2,04%), il Dow Jones ha chiuso a 9.515,42 (+0,31%), l’ S&P 500 a 1.103,09 (-0,30%) e il Russell 2000 a 425,74 (-0,29%).

Terza seduta consecutiva in rosso per il Nasdaq, che mette a segno il nuovo minimo ‘intraday’ degli ultimi 29 mesi. Per trovare il tabellone elettronico cosi’ in basso bisogna infatti tornare al 19 ottobre 1998, quando il Nasdaq scese fino a quota 1.613,85.

Inoltre, il crollo dai massimi del marzo 2000 e’ a questo punto di circa -70%.

Riesce invece a chiudere col segno piu’ il Dow Jones. Nonostante alcune escursioni in territorio negativo, una delle quali lo ha portato addirittura oltre la soglia del ‘mercato orso’, l’indice delle blue chip e’ riuscito a chiudere in nero grazie ad un colpo di reni finale.

Il Dow Jones si e’ spinto in basso finora a quota 9.375,72 punti, oltre il 20% in meno dal massimo messo a segno il 14 gennaio 2000.

Se il Dow ha chiuso col segno piu’, non ha fatto altrettanto l’S&P 500, che riesce solo ad allontanarsi dalla pericolosa soglia dei 1.081 punti, il minimo delle ultime 52 settimane.

La seduta e’ stata caratterizzata soprattutto dall’estrema volatilita’ degli indici. Il Dow Jones, dopo essere finito nel ‘bear market’, e’ risalito quasi fino a quota 9.700, per poi ripiegare in negativo nel finale.

Il Nasdaq e’ salito invece sulle montagne russe. Dopo una partenza in picchiata, il tabellone elettronico e’ tornato, a meta’ seduta, fino a quota 1.698,21, per poi ributtarsi a precipizio fino a 1.619,58, con un’oscillazione complessiva di circa il 5%.

Dopo l’ennesima flessione del Nasdaq, arrivata dopo il crollo di martedi’, ora gli investitori cercano di capire se il mercato ha toccato il fondo e ricomincera’ a salire o se invece dovranno aspettarsi altri ribassi anche nelle prossime settimane.

“E’ estremamente difficile comprare ai minimi per rivendere ai massimi – commenta Elizabeth Mackay, chief strategist di Bear Stearns – solo piu’ avanti potremo dire chiaramente se il mercato e’ sottovalutato o sopravvalutato”.

Si sbilancia invece Philip J. Roth, della sezione Equity Research di Morgan Stanley Dean Witter, secondo cui “gli estremi raggiunti oggi dagli indicatori tecnici indicano che siamo vicini ad un’inversione del trend di ribasso”.

Per Roth, pero’, non e’ affatto chiaro il modo in cui la ripresa si sviluppera’ e quali saranno le condizioni per il ritorno del mercato toro.

“Molto probabilmente – continua l’analista di Morgan Stanley – l’inversione di marcia avverra’ attraverso forti oscillazioni, sia al ribasso che al rialzo, e chiusure forti”.

Piu’ cauta, invece, Michele Mondiello, chief market analyst di Wall Street Italia, secondo cui la parola d’ordine rimane ancora la cautela, visto che vi sono indicazioni che la formazione definitiva di un fondo non sara’ semplice e che il mercato potrebbe anche scivolare a nuovi minimi e testare i rialzi con molta volatilita’ nei mesi a venire.
(Vedi Nasdaq: e’ capitolazione oppure no? )

“L’analisi tecnica indica che il Nasdaq potrebbe anche scendere fino a quota 1.357 e successivamente 1.008 – dice Mondiello – Per contro, pero’, nel mezzo di un mercato decisamente esitante, molti indicatori tecnici evidenziano la possibilita’ di un mercato ‘oversold’ in cui il Nasdaq salirebbe verso la resistenza di medio periodo di 2.260 e poi alla resistenza chiave di 2.750”.

Sul fronte monetario, deluse le attese degli investitori, dopo l’intervento di Alan Greenspan davanti alla commissione finanza del Senato USA. Il presidente della Federal Reserve non ha infatti accennato ne’ a tassi d’interesse, ne’ a prossime manovre di politica monetaria.

Sui listini in generale, hanno mostrato una tendenza al rialzo il settore oro, petrolifero, chimico, auto, farmaceutico, biotecnologico, metallurgico, tessile.

In calo invece il settore delle bevande analcoliche, assicurativo, finanziario, media, infrastrutture per le telecomunicazioni, semiconduttori.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1) Smithway Motor Xpress (SMXC – Nasdaq) +41,18%;
2) Radiance Medical Systems (RADX – Nasdaq) +28,57%;
3) Analysts International (ANLY Nasdaq) – +27,87%;
4) Tumbleweed (TWEDULTK – Nasdaq) +23,68%;
5) Packeteer (PKTR – Nasdaq) +23,53%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1) Metawave Communications (MTWV – Nasdaq) -56,38%;
2) Onyx Software (ONXS – Nasdaq) -44,64%;
3) Crayfish Co. (CRFH – Nasdaq) -35,82;
4) Repligen (RGEN – Nasdaq) -29,41%;
5) Mpower Telemanagement (MPWR – Nasdaq) -28,77%.

Tra i principali titoli in movimento a Wall Street:

Nel settore delle assicurazioni :

Il titolo American General (AGC – Nyse) ha guadagnato oltre il 14% dopo che il gigante delle assicurazioni American International Group (AIG – Nyse) ha lanciato un’offerta d’acquisto sulla societa’. AIG ha valutato American General $46 per azione, $3,66 in piu’ rispetto alla precedente offerta fatta da Prudential Plc. Il titolo AIG ha subito una flessione di circa il 4,25%.

Nel settore dei chip :

SCM Microsystems (SCMM – Nasdaq)
ha chiuso la giornata di oggi senza variazioni, dopo aver annunciato di essere stata scelta da Motorola (MOT – Nyse)
come fornitore di componenti elettronici.

Nel settore del commercio elettronico :

Commerce One (CMRC – Nasdaq)
ha guadagnato quasi il 7%, nonostante il ‘profit warning’ sul primo trimestre, lanciato nella giornata di martedi’ 3 aprile. La societa’ ha dichiarato che perderà circa 11 centesimi per azione nel primo trimestre, invece dei 6 centesimi stimati dal mercato.

Nel settore dei medicinali :

Pfizer (PFE – Nyse)
si e’ avvicinato ad un guadagno del 2% in seguito alla pubblicazione di un articolo su una rivista medica, secondo il quale, un farmaco della Pfizer, Lipitor, riduce il rischio di infarti.

Nel settore delle infrastrutture per le tlc :

Lucent Technologies (LU – Nyse) ha perso oltre 13,5%. Questa mattina erano circolate alcune voci secondo cui il colosso delle infrastrutture per le tlc era vicino alla bancarotta. Tale indiscrezioni sono state poi successivamente smentite dal direttore finanziario della societa’ che le ha definite “irresponsabili e totalmente false”.

Nel settore tecnologico

In questo settore spicca oggi la flessione che ha colpito Intel (INTC – Nasdaq). Il titolo del gigante dei chip per personal computer lascia sul campo circa il 9,5%, contribuendo a trascinare in rosso anche il Dow Jones.