WALL STREET: NASDAQ IN ROSSO, DOW PIATTO

14 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Bassi volumi di scambio stanno caratterizzando la seduta odierna a Wall Street. L’indice Dow Jones oscilla sulla parita’, mentre il Nasdaq Composite sembra essersi ormai ancorato in territorio negativo.

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Gli investitori continuano a mantenere gli occhi fermi verso l’economia americana e aspettano con impazienza la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Il Federal Open Market Committee (FOMC), l’organo responsabile della politica monetaria USA, si riunisce infatti martedi’ a Washington e un comunicato ufficiale e’ atteso per le 20.15 (14.15 ora di New York).

La maggioranza degli analisti a Wall Street si attende un taglio del costo del denaro di 50 punti base anche se una manovra cosi’ aggressiva non e’ piu’ sicura come lo era qualche settimana fa. A indurre il dubbio tra gli operatori sono stati i dati economici piovuti sui mercati venerdi’ scorso e questa mattina.

Dopo i dati sorprendenti relativi alle vendite al dettaglio, salite dello 0,8% in aprile, quest’oggi gli investitori hanno passato in rassegna quelli sulle scorte di magazzino, scese per la seconda volta consecutiva, e il dato contrastante sulla produzione industriale.

“Sulla scia dei pessimi dati sul mercato del lavoro, martedi’ un taglio di 50 punti base sembrava ormai cosa fatta – dice Ian Shepherdson, chief U.S. economist presso High Frequency Economics – ma gli indicatori pubblicati venerdi’ scorso hanno reso tale aspettativa molto piu’ labile”.

Shepherdson fa notare che una riduzione di soli 25 punti base rappresenterebbe un chiaro segnale che la fine di una politica di tagli da parte della Fed e’ ormai vicina alla fine.

Un eventuale taglio di mezzo punto percentuale porterebbe i tassi al 4%, il livello piu’ basso degli ultimi 7 anni. Sarebbe inoltre la prima volta che la Fed di Alan Greenspan approverebbe una riduzione del costo del denaro per la quinta volta consecutiva.

Gli investitori si aspettano comunque un intervento aggressivo, quindi se la Fed non dovesse soddisfarli, la fiducia dei consumatori potrebbe risentirne.

“Se non dovesse intervenire con un taglio di 50 punti base, vedremo un deciso calo del mercato azionario e della fiducia dei consumatori”, ha previsto Sung Won Sohn, capo economista di Wells Fargo.

Ad avere una certa incidenza sui mercati quest’oggi intervengono anche alcune valutazioni sul fronte microeconomico.

La banca d’affari Thomas Wiesel Partner ha espresso nei confronti del leader della telefonia finlandese Nokia (NOK – Nyse) un upgrading mentre
non e’ stata altrettanto benevola circa le stime future di Intel Corp. (INTC – Nasadq).

“Downgrading” anche Jp Morgan (JMP – Nyse), per mano di Golman Sachs.