WALL STREET: NASDAQ, E’ L’ INTERNET A TENERE BANCO

21 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Seconda seduta contrastata consecutiva per la Borsa di New York. Sulla piazza finanziaria statunitense colpita come ormai consueto dai prezzi elevati del greggio – arrivato a oggi quota $54,50 al barile – la giornata ha visto avanzare in maniera decisa il listino tecnologico del Nasdaq, sostenuto dalle brillanti performance del comparto Internet, e rallentare il Dow Jones, che ancora una volta accusa il colpo per le vicende giudiziarie delle società assicurative.

Al termine degli scambi il Dow Jones è sceso dello 0,21% a 9.865,76 punti mentre lo S&P 500 è avanzatodello 0,26% a 1.106,49 punti e il Nasdaq dell’1,07% a 1.953,62 punti gratificato dall’ottima prestazione di eBay, capace di trascinare verso alto l’intero settore delle aziende attive sulweb.

Tra i singoli titoli molto bene, come detto, si sono comportati i gruppi hi-tech con eBay a guadagnare intorno ai nove punti percentuali, dopo avere annunciato una trimestrale impreziosita da utili in progresso del 77% e Google in crescita di oltre il 6% (nell’after hour la corsa e’ proseguita, fino al nuovo record assoluto di quota $157). In scia anche Yahoo! e Amazon, avanzate – rispettivamente – di circa tre punti e mezzo percentuali e quattro punti e mezzo percentuali.

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Tra le aziende connotate dal segno meno, invece, si segnalano Caterpillar arretrata di circa tre punti e mezzo percentuali in coda ad una trimestrale non troppo brillante e le case assicurative Marsh&McLennan (arretrata intorno al punto e mezzo percentuale) e Aig (regredita intorno al punto e mezzo percentuale) già coinvolta dalle indagini a tutto tondo avviate dalla Procura Generale di New York e, adesso, anche da un Gran Jury federale dell’Indiana in merito ad una serie di contratti stretti con la produttrice di telefoni cellulari Brightpoint.

Sempre sul crinale negativo, spiccano la casa farmaceutica Merck, scesa intorno al mezzo punto percentuale dopo avere comunicato utili in discesa del 29% (a causa degli oneri sopportati per il ritiro dal mercato del farmaco antireumatico Vioxx) mentre positive le case di telefonia At&T eQWest Communications. La prima è salita intorno al punto e mezzo percentuale malgrado una trimestrale in ombra, mentre la seconda è progredita intorno ai quattro punti percentuali in seguito alla transazione da 250 milioni di dollari raggiunta con la Securities and Exchange Commission in materia di contabilità.

Notizie contrastanti sono arrivate dal fronte economico. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione la settimana scorsa sono scese di 25.000 unita’ a 325.000. Gli analisti si aspettavano un valore di 345.000 unita’.

Si e’ attestato in linea con le attese il Superindice. Nel mese di settembre l’indicatore che fornisce una previsione sull’attivita’ economica Usa ha segnato una flessione dello 0.1%. Da notare che si tratta ormai della quarta flessione consecutiva.

Nettamente migliore delle aspettative il Philadelphia Fed. Nel mese di ottobre l’indicatore sull’attivita’ manifatturiera nell’aerea di Philadelphia e’ salito a quota 28.5 punti dai 13.4 del mese di settembre. Il pronostico era di un incremento a 18.0.

Continua a condizionare l’andamento dei mercati il petrolio. Il prezzo del greggio ha chiuso a $54.50 al barile. A contribuito ad allentare le pressioni sulle quotazioni il dato sulla disponibilita’ di gas naturale. Le scorte sono infatti cresciute piu’ delle attese. Ricordiamo che nelle ultime settimane un importante sostegno al petrolio e’ arrivato dalle preoccupazioni che l’offerta di combustibile possa essere insufficiente rispetto alla domanda mentre ci avviciniamo alla stagione invernale.

Sugli altri mercati, il dollaro rimane debole nei confronti dell’euro. Il cambio tra le due valute era alla chiusura di $1.2610. Stabili i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni ha chiuso al 4.00% rispetto al 3.99% della chiusura di mercoledi’.