Wall Street mostra segnali di forza e chiude con ribassi risicati

30 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street chiude la giornata di contrattazioni in leggero territorio negativo. Ridotte le perdite iniziali, con Apple che guida l’avanzata dei titoli hi tech.

In chiusura il Dow Jones perde 6,74 punti (-0,05%), a quota 12.653,72 punti, il Nasdaq 4,61 (-0,16%), a 2.798,49. Giù anche lo S&P500 che arretra di 3,32 punti (-0,25%), a 1.313,01. Da segnalare che lo S&P500 scende per la terza sessione consecutiva.

Contrastato il dato relativo alle spese per consumo e ai redditi personali. A fronte dei redditi personali, che hanno battuto le stime salendo a dicembre dello 0,5%, le spese per consumo hanno deluso il consensus rimanendo praticamente piatte. Ma è all’Europa e al summit europeo che l’America guarda, e non all’indicatore comunicato.

Dall’Europa non giungono notizie incoraggianti, con la Grecia e le autorità Ue alla ricerca di condizioni condivise per un nuovo pacchetto di aiuti.

Mancano ancora accordi definitivi sullo swap del debito greco, anche se i privati hanno annunciato la loro disponibilità ad accettare perdite più consistenti rispetto a quanto precedentemente richiesto. Detto questo, nel corso di un’intervista al Wall Street Journal, il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeble è stato chiaro: la Grecia dovrà prendere le misure necessarie per riportare in ordine la propria economia e i propri conti pubblici. In caso contrario, ha precisato Schaeble, i leader dell’Eurozona potrebbero non erogare nuovi aiuti.

Le dichiarazioni si aggiungono a quelle arrivate sempre dalla Germania durante il weekend. I tedeschi hanno chiesto infatti di nominare un commissario dell’Unione europea che abbia un potere di veto sulle decisioni che la Grecia assume riguardo ai suoi conti. Tale proposta è tornata però al mittente, in quanto il ministro delle finanze Evangelos Venizelos la ha categoricamente esclusa.

“C’è molto in ballo per i mercati questa settimana – ha commentato a Marketwatch Mike Lenhoff, responsabile strategist presso Brewin Dolphin – la Grecia potrebbe ricevere un secondo bailout e i leader europei potrebbero indicare di essere pronti a firmare l’Unione fiscale”. Di certo, aggiunge Lenhoff, “qualsiasi fattore che porta l’Eurozona vicina alla soluzione della crisi aumenterà l’appetibilità degli asset di rischio”.

Esito positivo dell’asta italiana, che però non riesce a convincere i mercati, nonostante siano calati i rendimenti dei bond. Il Tesoro ha collocato titoli a 5 e 10 anni per un valore complessivo di 5 miliardi e 600 milioni di euro, sulla parte alta della forchetta solo per l’emissione a piu’ lunga scadenza. Ma si guarda ai nuovi record testati dai rendimenti dei bond portoghesi: quello a due anni è salito oggi fino al 20,78%, mentre quello a dieci anni si aggira attorno al 17,14%.

In calo Exxon Mobil, dopo l’annuncio di vendita del proprio business in Giappone, Yugen Kaisha, che produce e vende carburanti, a TonenGeneral Sekiyu per $3,9 miliardi.

Occhi sempre puntati sul fronte valutario, in particolare sull’euro, che contro il dollaro americano si attesta a $1,3125. Il rapporto dollaro/yen è in calo a 76,29.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono a quota $98,78 al barile. Le quotazioni dell’oro sono piatte a $1.731 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in ribasso all’1,844%.