WALL STREET: MERCK AFFOSSA IL DOW JONES

30 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta gli indici americani sono in ribasso, condizionati dal crollo del colosso farmaceutico Merck & Co. Il Dow Jones perde lo 0.86% a 10048 e l’S&P 500 lo 0.38% a 1110. Negativo anche il Nasdaq che, dopo un avvio incoraggiante sostenuto dal buon progresso dei semiconduttori, ha azzerato i guadagni. Al momento l’indice tecnologico perde lo 0.24% a 1889.

Per un commento operativo su indici, settori e titoli, vedi l’aggiornamento
di meta’ sessione, curato da Marco
Bonelli
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A condizionare in maniera decisamente negativa i mercati prima ancora dell’apertura delle borse e’ stato l’annuncio da parte di Merck (MRK – Nyse)
del ritiro dal mercato del Vioxx. Si tratta di un farmaco per il trattamento dell’artrite che secondo gli ultimi studi clinici provocherebbe un aumento del rischio d’infarto. La notizia ha scatenato un’ondata di vendite sul titolo della seconda maggiore casa farmaceutica americana, che al momento perde oltre il 25%, ai minimi di otto anni. In flessione anche gli indici di riferimento del comparto e numerosi altri titoli del settore, tra cui Eli Lilly, ai minimi di agosto, Amgen e Wyeth. In progresso, invece, la concorrente Pfizer (PFE – Nyse). Ricordiamo che Merck e’ uno dei trenta titoli inclusi nel Dow Jones. L’indice risente quindi in maniera pesante dell’andamento delle azioni.

Non hanno contribuito a migliorare il clima le cifre sul mercato del lavoro. Nella settimana conclusasi il 25 settembre le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite di 18.000 unita’ a quota 369.000. Gli analisti si aspettavano un valore di 340.000. Il settore occupazionale continua ad essere l’anello debole della ripresa americana.

Migliori delle previsioni e’ invece risultato il dato di agosto sul reddito personale.

Ancora dal fronte economico, e’ risultato migliore delle attese il Chicago PMI. Nel mese di settembre l’indice che misura l’attivita’ manifatturiera nell’area di Chicago e’ salito a 61.3 punti dai 57.3 del mese precedente. Quest’ultimo dato era particolarmente atteso perche’ anticipa l’andamento dell’indice ISM, un importante indicatore sullo stato di salute dell’attivita’ manifatturiera.

Buone notizie dall’hi-tech. La Semiconductor Industry Association ha dichiarato che nel mese di settembre le vendite sono aumentate dell’1.1% rispetto a luglio e del 34% rispetto allo scorso anno. Tra i titoli del settore che beneficiano maggiormente dell’annuncio spiccano LSI Logic, Kla Tencor, Xilinx, Novellus e Altera. Luci e ombre, invece, sul colosso dei chip Micron Technology (MU – Nyse). La societa’ e’ passata in profitto, ma gli utili si sono rivelati peggiori delle stime. Contrastati i commenti degli analisti.

Nella old economy, proseguono le difficolta’ di Fannie Mae (FNM – Nyse), colosso dei mutui ipotecari: il Dipartimento di Giustizia Usa ha avviato un’inchiesta sulle pratiche contabili del gruppo, sospettato di aver condotto pratiche contabili illecite.

Tra le blue chip del Dow Jones i migliori rialzi li mettono a segno General Motor, Pfizer, 3M e DuPont. Sono sotto pressione, oltre a Merck & Co., AIG, Citigroup, Walt Disney e Verizon. Vedi decine di azioni segnalate da
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Sugli altri mercati, il dollaro e’ in calo nei confronti dell’euro ed e’ scambiato a $1.2431. La debolezza del biglietto verde favorisce l’oro che si spinge ai massimi di cinque mesi. Il metallo prezioso guadagna $4.40 a $417.00 all’oncia.

In rialzo il petrolio che nel corso degli scambi ha superato la soglia dei $50. Il future con sadenza novembre guadagna $0.39 a $49.90. Sono in netto calo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.14% contro il 4.09% della chiusura di mercoledi’.