WALL STREET: MARTEDI’ NERO, NASDAQ -6%

3 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Le borse americane chiudono una seduta da dimenticare. L’indice Dow Jones termina al di sotto dell’importante soglia dei 9.500 punti, mentre il Nasdaq Composite, trascinato ai livelli dell’ottobre 1998 da un’ondata di ‘profit warning’, perde oltre il 67% dai massimi del marzo 2000.

Forti i ribassi anche per l’indice S&P 500 che chiude con una cessione di oltre il 3%. Sull’indice che raccoglie le societa’ ad alta capitalizzazione di mercato, ben 1 titolo su 10 e’ sceso al nuovo minimo sulle 52 settimane.

I ribassi che hanno colpito i mercati USA – oggi 30 titoli su sette erano in rosso – sembrano aver risparmiato solo il settore farmaceutico, in rialzo di circa lo 0,5%, e quello dei metalli preziosi. Massicce, invece, le perdite per il comparto dei software e quello del business-to-business.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.672,63 (-6,19%), il Dow Jones ha chiuso a 9.485,31 (-2,99%), l’ S&P 500 a 1.106,40 (-3,44%) e il Russell 2000 a 426,96 (-2,91%).

A innescare la raffica di ordini di vendita sono stati i ‘profit warning’ che dalla serata di lunedi’ hanno colpito il settore dei software. Gli annunci di Ariba (ARBA – Nasdaq), Inktomi (INKT – Nasdaq) e BroadVision (BVSN – Nasdaq) hanno spinto in forte calo anche il tracking stock del Nasdaq 100 (QQQ), sceso ai nuovi minimi storici.

“Gli investitori temono che ancora per diverse settimane possano arrivare annunci negativi come questi”, ha commentato John Leo, money manager del fondo Northern Technology Fund.

Concorda anche Rod Smyth, chief investment strategist presso First Union Securities, secondo cui “una recessione del settore industriale e’ difficile da evitare quando si continua ad assistere a utili in declino, tagli delle spese e inarrestabili licenziamenti”.

Con il Nasdaq ai nuovi minimi degli ultimi 12 mesi – oggi il tabellone elettronico e’ sceso fino a 1.660,92 punti – e l’indice S&P 500 ai livelli del novembre 1998, gli investitori si trovano nella difficile situazione di decidere cosa fare dei propri investimenti.

“La volatilita’ a cui stiamo assistendo sta procurando perdite sostenute – afferma Todd Petzel, direttore generale e chief investment officer di Commonfund Asset Management Company – E avere in portafoglio molti titoli non aiuta se questi puntano tutti al ribasso”.

Petzel consiglia di resistere a qualsiasi tentazione, sostenendo che sia meglio attendere, piuttosto che andare alla ricerca di improbabili forti guadagni.

Al pessimismo di fondo che domina a Wall Street, tra gli elementi che hanno pesato sulla seduta odierna, anche le notizie negative arrivate dall’indice relativo all’attivita’ economica dell’area di Chicago.

Il Chicago Fed National Activity Index, compilato dalla Federal Reserve di Chicago, e’ sceso in febbraio a un livello pari a -0,89, contro il -0,87 di gennaio. Secondo la Fed di Chicago il declino dell’indice indica una maggiore possibilita’ che l’economia americana possa tendere verso un periodo di recessione.

Gli economisti della banca federale di Chicago precisano pero’ che nei periodi di recessione passati l’indice e’ sempre stato molto piu’ basso rispetto al livello attuale.

Non hanno giovato alla situazione neanche le tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cina, dopo che domenica mattina un veivolo militare statunitense e’ stato forzato ad atterrare su territorio cinese. I diplomatici americani sono ora al lavoro per convincere il governo di Pechino a rilasciare i 24 membri dell’equipaggio.

“Storicamente – ha detto Mark Boutote di Direct Brokerage – ogni qualvolta militari americani o cittadini statunitensi si trovano in pericolo, le borse USA reagiscono con forti cali”.

Sui listini in generale, ha mostrato una tendenza al rialzo il settore oro.

Segno meno, invece, per il settore dei software, personal computer, commercio elettronico business-to-business, infrastrutture di rete, telecomunicazioni, bancario, brokeraggio, archiviazione dati, meccanica, tabacco, bevande.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1) Freeserve plc (FREE – Nasdaq) +43,33%;
2) DTM Corporation (DTMC – Nasdaq) +37,29%;
3) Standford Microdevices (SMDI Nasdaq) +27,22%;
4) Ultrak (ULTK – Nasdaq) +24,29%;
5) Greater Atlantic Financial (GAFC – Nasdaq) +33,72%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1) SynQuest (SYNQ – Nasdaq) -71,43%;
2) Comdisco (CDO – Nyse) -67,51%;
3) Friede Goldman Halter (FGH – Nyse) -62,40%;
4) Inktomi (INKT – Nasdaq) -57,72%;
5) Penn Treaty American (PTA – Nyse) -56,50%.

Tra i titoli in movimento oggi a Wall Street:

Nel settore dell’ abbigliamento

Berkshire Hathaway (BRKA – Nyse)
ha perso oltre l’ 1% dopo aver acquistato 8 milioni di titoli Gap (GPS – Nyse) per $204 milioni. L’acquisto delle azioni della societa’ d’abbigliamento e’ stato reso noto in quanto l’organo di controllo della borsa americana, la Securities and Exchange Commission (SEC), non ha permesso a Warren Buffett di utilizzare la procedura per la quale generalmente viene ritardata la divulgazione di tale operazioni. (Vedi Warren Buffett compra 8 mil di azioni Gap )

Nel settore finanziario:

Il gigante dell’informazione finanziaria Reuters Group Plc (RTRSY – Nasdaq) ha iniziato le procedure per la quotazione in borsa di Instinet, piu’ grande societa’ di brokeraggio del mondo riservata a investitori istituzionali. Reuters ha annunciato il collocamento di 33,9 milioni di azioni di Instinet, pari al 14,1%. Il prezzo indicativo e’ compreso in una forchetta tra $11 e $14 per azione. Il titolo Reuters ha chiuso la seduta in calo di quasi il 7%.

Nel settore della grande distribuzione

Best Buy (BBY – Nyse)
ha guadagnato circa il 10%. La catena di negozi di elettronica di consumo ha riportato per il primo trimestre – il suo quarto trimestre fiscale – un utile di 89 centesimi per azione, al di sopra degli 82 centesimi attesi dal mercato.

Nel settore dei media:

Il titolo AOL Time Warner (AOL – Nyse) ha chiuso la seduta con una flessione di quasi il 5%. Gerald Levin, l’amministratore delegato del colosso americano dei media, ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa a New York, di avere in corso dei colloqui con il management di Dreamworks, la casa di produzione cinematografica fondata da Steven Spielberg, David Geffen e Jeffrey Katzemberg. Levin non ha pero’ specificato la natura dei colloqui, ma ha lasciato intendere di essere interessato al magazzino cinematografico della casa di produzione.

Nel settore del software

Ariba (ARBA – Nasdaq)
ha perso quasi il 32%, dopo il ‘profit warning’ diffuso nella tarda serata di ieri. La softwarehouse specializzata nel business-to-business ha inoltre fatto sapere che si prepara a tagliare 2.100 posti di lavoro. A seguito dell’annuncio una pioggia di ‘dowgrade’ ha colpito il titolo: Robertson Stephens, Merrill Lynch, UBS Warburg e Bear Stearns hanno tutte ridotto il proprio rating sulla societa’.

Sotto pressione anche il titolo Commerce One (CMRC – Nasdaq) che oggi ha ceduto circa il 28,5% . Il rating sulla societa’ e’ stato ridotto sia da Bear Stearns che da Merrill Lynch.

Broadvision (BVSN – Nasdaq)
ha subito una flessione di oltre 34%. La societa’ di software ha annunciato ieri dopo la chiusura della seduta di borsa che nel primo trimestre riporterà una perdita, invece del profitto atteso dagli analisti. Previsto anche il licenziamento di 325 dipendenti, pari al 15% della forza lavoro.

Inktomi (INKT – Nasdaq)
e’ in ribasso oggi di circa il 55%. La societa’ di software per Internet ha dichiarato il prossimo licenziamento del 25% del personale e ha ammesso di non essere in grado di raggiungere i risultati di bilancio precedentemente annunciati per il secondo trimestre. La Inktomi prevede adesso una perdita compresa tra 23 e 25 centesimi per azione, ben al di sotto della perdita di 4 centesimi attesa dagli analisti a Wall Street.

Entrust Technologies (ENTU – Nasdaq)
ha perso oltre il 41,5% dopo che il produttore di software per la sicurezza dei sistemi informatici ha annunciato di attendersi per il trimestre una perdita tra 32 e 34 centesimi per azione. Gli analisti di First Call/Thomson Financial si aspettavano per il trimestre un utile di 2 centesimi per azione. La banca d’affari Goldman Sachs ne ha ridotto il rating a “market performer”.

E.piphany (EPNY – Nasdaq)
ha visto una flessione di oltre il 25%. La softwarehouse ha fatto sapere di non riuscire a rispettare le aspettative di bilancio per il primo trimestre. Le perdite – dicono i vertici della societa’ – saranno di 40 centesimi per azione mentre il fatturato si aggirera’ attorno a $38 milioni. Gli analisti di Wall Street si attendevano una perdita contenuta a 9 centesimi per azione.

Redback Networks (RBAK – Nasdaq)
ha ceduto circa il 16,5%. La societa’, specializzata nelle tecnologie di rete e per il settore delle fibre ottiche, ha lanciato un ‘profit warning’ relativo al primo trimestre. Redback ha aggiunto che tagliera’ 150 posti di lavoro, o il 12% dello staff.

Nel settore dei telefoni cellulari

Nokia (NOK – Nyse)
ha perso quasi il 7,5%. Il primo produttore di telefoni cellulari al mondo ha fatto sapere oggi di aver approvato un prestito di $2 miliardi a favore di France Telecom (FTE – Nyse) per lo sviluppo dei cellulari di terza generazione. La societa’ ha inoltre annunciato di essere stata scelta dal colosso francese per la fornitura delle reti destinate proprio ai cellulari di terza generazione. Sulla borsa di Helsinki il titolo segnava oggi una cessione del 6%.