WALL STREET: LISTINI IN ROSSO, PESA IL PETROLIO

7 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura negativa per gli indici azionari americani, condizionati dalle preoccupazioni per i continui incrementi dei prezzi energetici. Il Dow Jones cede l’1.12% a 10125, l’S&P500 l’1.00% a 1130 e il Nasdaq l’1.14% a 1948.

In mancanza di forti catalizzatori dal fronte economico o societario, gli occhi degli investitori continuano a essere puntati sull’andamento del petrolio, che nel corso dell’intraday si e’ spinto a $53 per poi ripiegare marginalmente. In chiusura il future con scadenza novembre ha fatto segnare un rialzo di 65 centesimi a $52.67 al barile. Si tratta dell’ennesimo record. Dall’inizio anno l’aumento dei prezzi petroliferi e’ di circa il 60%.

A sostenere i prezzi energetici sono state soprattutto le preoccupazioni che l’offerta di combustibile non sia in grado di far fronte alla crescita della domanda attesa per la stagione invernale. Ricordiamo che i dati settimanali sulle scorte pubblicati mercoledi’ hanno evidenziato un calo della disponibilita’ di distillati, che comprendono i carburanti usati per il riscaldamento.

Ha solo parzialmente migliorato il clima dei mercati la pubblicazione degli ultimi dati sui sussidi di disoccupazione. La settimana scorsa le nuove richieste di benefit dei senza lavoro sono scese di 37.000 unita’ a quota 335.000. Gli economisti in media stimavano un valore di 355.000.

Cresce nel frattempo l’attesa degli operatori sul dato di settembre sull’occupazione, in calendario venerdi’. Gli economisti stimano in media un aumento del numero degli occupati di 150.000 unita’. I mercati presteranno particolare attenzione a questi nuovi dati anche perche’ potrebbero influenzare la campagna elettorale in corso negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali di novembre.

Passando al settore societario, oggi e’ entrata nel vivo la stagione degli utili. Questa sera dopo la chiusura delle borse, riportera’ la trimestrale il colosso dell’alluminio Alcoa: e’ la prima societa’ del Dow Jones a pubblicare i risultati di bilancio.

Venerdi’ sara’ la volta della conglomerata industriale General Elecric. Restando alle societa’ del Dow Jones, una banca d’affari ha emesso un giudizio positivo sul gigante finanziario Citigroup.

Ha continuato a pesare sui titoli del settore farmaceutico la vicenda del Vioxx, il farmaco della Merck contro l’artrite ritirato dal mercato per il presunto rischio di aumento delle probabilita’ di attacco cardiaco. Il New England Journal of Medicine in un articolo ha suggerito che anche il Celebrex, il medicinale della Pfizer usato nel trattamento della medesima patologia possa causare complicazioni cardiache. Immediate le ripercussioni sul titolo che ha perso quasi il 5% nel corso della sessione.

Tra le bleu chip del Dow Jones i migliori rialzi li hanno registrati Intel, Walt Disney e AIG. In rosso invec,e oltre a Pfizer e Merck, anche Johnson&Johnson, Honeywell, Boeing, Hewlett-Packard, SBS Communications e Verizon. Vedi decine di azioni segnalate da
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Sugli altri mercati, il dollaro si e’ mantenuto ai massimi di due settimane sull’euro. Nel tardo pomeriggio a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2285. In lieve flessione l’oro: il future con scadenza dicembre ha chiuso in ribasso di 50 centesimi a $ 419.50 all’oncia.

Hanno perso terreno i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ passato al 4.24% contro il 4.22% della chiusura di mercledi’.

Per un commento operativo su indici, settori e titoli, vedi
l’aggiornamento
di meta’ sessione, curato da Marco
Bonelli
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