WALL STREET: LA SETTIMANA CHIUDE IN ROSSO

24 Maggio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Prevale ancora la sfiducia a Wall Street. La settimana e’ stata piuttosto altalenante e nonostante estemporanee fughe al rialzo nella sua fase centrale, si e’ nuovamente conclusa con gli indici in rosso.

Nel clima di incertezza, gli operatori hanno preferito ridurre le posizioni lunghe prima della festivita’ del Memorial Day. Ricordiamo infatti che lunedi’ 27 maggio i mercati rimarranno chiusi.

I mercati azionari

E’ probabile che ad aver pesato negativamente sui mercati finanziari siano stati i timori per nuovi attentati terroristici, l’escalation della tensione tra India e Pakistan nonche’ i persistenti dubbi circa il vigore della ripresa dell’economia americana.

Performance particolarmente deludenti hanno registrato i settori software (GSO) e semiconduttori (SOX). I giudizi negativi sono arrivati ad inizio settimana da parte di Merrill Lynch , e Salomon Smith Barney e si sono conclusi venerdi’ con il downgrade da parte di Goldman Sachs.
































Performance settimanale dei listini
americani
Indici Settimana del 10/5 Settimana del 17/5 Settimana del 24/5
S&P500 -18,02 (-1,68%) +51,6 (+4,90%) -22,77 (-2,40%)
DJIA -66,71(-0,67%) 413,16 (+4,16%) -248,82 (-2,06%)
Nasdaq
Comp.
-12,18 (-0,76%) +140,53 (+8,78%) -79.9 (-4,59%)
Fonte dati: Ufficio Studi
WallStreetItalia

I numeri sono relativi ai punti persi o guadagnati dai listini nella settimana di riferimento, mentre tra parentesi vengono riportate le performance percentuali.

I dati macroeconomici pubblicati in settimana

  • Superindice. Il dato ha registrato una flessione maggiore rispetto a quella prevista dagli analisti. Per l’indicatore macroeconomico si tratta del primo calo dal settembre 2001.
  • Sussidi di disoccupazione. Il dato e’ piuttosto positivo. Il mercato del lavoro non sembra tuttavia mostrare segni di chiara solidita’: la maggior parte dei nuovi lavori creati sarebbero soprattutto a bassa retribuzione e temporanei.
  • Ordini di beni durevoli. E’ stato il dato piu’ positivo della settimana. La crescita, ben al di sopra di quanto previsto, e’ la quinta consecutiva su base mensile e ha portato una ventata di ottimismo a Wall Street: la seduta borsistica di mercoledi’ si e’ chiusa con un consistente rialzo degli indici.
  • Prodotto interno lordo (dato rivisto). Il dato e’ stato corretto al ribasso, deludendo le aspettative di chi sperava in un’eventuale sorpresa positiva. La crescita del PIL nel primo trimestre resta comunque molto consistente, nonostante a contribuirvi abbiano giocato un ruolo importante la ricostituzione delle scorte e le spese governative per la sicurezza.
  • Vendita di case nuove. Il settore immobiliare gode buona salute e conferma che l’economia si trova all’interno di un circolo virtuoso: le vendite tendono infatti ad essere piu’ forti durante la fase iniziale del ciclo e a stabilizzarsi verso la fine.

Le obbligazioni:

Sul fronte dei titoli di Stato la settimana non ha riservato grosse sorprese. Dopo il calo dei rendimenti registrato nella giornata di mercoledi’, i tassi sono rimasti abbastanza stabili. I dati macroeconomici incoraggianti, l’apprezzamento delle materie prime e quelle delle valute straniere sul dollaro, rendono sempre piu’ pressante la domanda sulle mosse future della Fed.

  • Tasso sui Treasury a 5 anni (FVX – CBOE)
  • Tasso sui Treasury a 10 anni (TNX – CBOE)

Per quanto riguarda le obbligazioni corporate, in settimana si e’ assistito ad un differenziale sui rendimenti rispetto alle obbligazioni di Stato, stabile con tendenza al restringimento. Ad avvantaggiarsi sono state le emissioni con piu’ alto merito di rating.

Il corporate bond di Merrill Lynch ha beneficiato dell’accordo raggiunto dalla banca d’affari con il procuratore Spitzer sul conflitto d’interessi tra analisti e investment banker. Da segnalare inoltre Berkshire Hathaway: la societa’ del guru Warren Buffett ha emesso, per la prima volta, obbligazioni convertibili in azioni con un rendimento negativo (-0,75%).

La valuta

La settimana del biglietto verde ha avuto un andamento diviso in due parti. Nella prima meta’ ha mostrato un proseguimento della debolezza della settimana precedente fino ad arrivare al massimo di $0,9275 contro euro.

Giovedi’ e venerdi’ invece il dollaro ha recuperato riportandosi vicino alla soglia di $0,92 contro la moneta europea. In presenza di dati macroeconomici forti che mostrano un economia americana con prospettive di recupero molto incoraggianti, le possibilita’ dell’euro di superare la forte resistenza posta a $0,93 sembrano in questo momento limitate.

Anche un incremento nel tasso di sconto da parte della BCE, che sembra probabile avvenga presto dato il livello di inflazione in Europa, non dovrebbe sortire effetti rilevanti: e’ vero che i bassi tassi USA hanno favorito operazioni di vendita di dollari allo scoperto, ma in genere i grossi movimenti nei mercati valutari sono influenzati dai tassi di lungo periodo.

Le conclusioni

La settimana borsistica e’ stata ancora una volta interlocutoria. Continuano a pervenire dall’economia segnali sicuramente incoraggianti, ma gli operatori aspettano di vedere risultati piu’ concreti sul fronte dei bilanci e di ricevere maggiori rassicurazioni sul modo in cui questi vengono redatti. L’ombra inquietante del terrorismo non contribuisce a diffondere serenita’ sui mercati.

Tra i dati macroeconomici da osservare la prossima settimana ci saranno:

  • Index of investors optimism il 28 maggio (relativo a maggio)
  • Reddito personale e spese al consumo il 28 maggio (relativi ad aprile)
  • Vendita di case esistenti il 28 maggio (relativo ad aprile)
  • Fiducia conference board il 28 maggio (relativo a maggio)
  • Sussidi di disoccupazione il 30 maggio (per la settimana del 25 maggio)
  • Chicago PMI il 30 maggio (relativo a maggio)
  • Produttivita’ (dato definitivo) il 31 maggio (relativa al primo trimestre)
  • Fiducia Michigan – finale il 31 maggio (relativa a maggio)
  • Ordini alle fabbriche il 31 maggio (relativo ad aprile)