WALL STREET: LA FED LIBERA IL TORO

18 Aprile 2006, di Redazione Wall Street Italia

Seduta movimentata quella odierna con il greggio ad un nuovo record storico, l’oro ad un nuovo massimo di 25 anni e i listini azionari prepotentemente in progresso. Il Dow Jones e’ avanzato dell’1.76% a 11268, l’S&P500 dell’1.74% a 1307, il Nasdaq ha segnato un rialzo dell’1.95% a 2356. Una vera e propria prova di forza dei listini Usa, duvuta, oltre alle buone notizie giunte dal fronte degli utili, prevalentemente alla possibile conclusione del ciclo rialzista sui tassi d’interesse da parte della Fed.

Dai dettagli sull’incontro del Fomc, svoltosi lo scorso 28 marzo, e’ emerso che la Banca Centrale americana sarebbe “vicina” ad uno stop dei rialzi del costo del denaro. Molti membri del comitato hanno dichiarato che un inasprimento delle strette creditize potrebbe rivelarsi dannoso per l’economia, rafforzando le speranze di una vicina pausa.

Al momento i tassi sui fed funds sono al 4.75%. La Federal Reserve ha attuato ben 15 rialzi consecutivi di un quarto di punto percentuale dal giugno 2004. Il prossimo meeting e’ previsto per il 10 maggio: le attese sono per un ulteriore aumento del costo del denaro, che lo porterebbe al 5%, dopodiche’ Bernanke & Co. potrebbero optare per una tregua.

Notizie positive a riguardo sono arrivate in mattinata con il rilascio degli ultimi dati macro, che hanno confermato la favorevole condizione economica in riferimento all’inflazione. Nel mese di marzo, i prezzi alla produzione sono cresciuti dello 0.5%, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti, e la versione “core” ha registrato un modesto progresso dello 0.1% contro un consensus di +0.2%.

L’aggiornamento dal mercato immobiliare ha mostrato un ulteriore rallentamento del settore. Sempre nel mese di marzo, le licenze di costruzione sono risultate in calo, cosi’ come i nuovi cantieri edili, calati entrambi in misura superiore rispetto a cio’ che avevano previsto gli economisti.

A sostenere i listini nella brillante performance giornaliera sono stati anche i dati giunti dal fronte societario. Il colosso farmaceutico Johnson & Johnson, Boston Scientific e la banca d’affari Merrill Lynch, tra le altre, hanno comunicato risultati trimestrali superiori alle attese.

Subito dopo la chiusura delle borse sono attesi i numeri di IBM, l’azienda produttrice di computer piu’ grossa al mondo, Yahoo!, la societa’ media Internet, Motorola, colosso della telefonia mobile, e Texas Instruments, numero 1 di chip per cellulari.

Tutti i titoli del Dow Jones hanno chiuso in progresso. Le migliori performance sono state realizzate da Alcoa, Caterpillar e Honeywell, con rialzi superiori ai tre punti percentuali.

Bene anche Exxon Mobil, forte del notevole aumento dei prezzi petroliferi. Il greggio ha infatti toccato un nuovo massimo storico, sulle tensioni relative a possibili attriti tra l’Iran, sempre piu’ deciso nel programma nucleare, e l’Occidente.

I contratti futures con consegna maggio hanno archiviato la seduta in rialzo di 95 centesimi a $71.35 al barile, dopo aver toccato un massimo intraday di $71.60. Ricordiamo che il precedente record di $70.85 era stato registrato la scorsa estate subito dopo i danni causati nell’area del Golfo del Messico dagli uragani Rita e Katrina.

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Sugli altri mercati, in progresso l’oro. Il futures con scadenza giugno e’ avanzato di $4.50 a quota $623.30 all’oncia, nuovo massimo di 25 anni. Sul valutario, euro forte rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.2315. In recupero anche i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.97% dal 5% di lunedi’.