WALL STREET: L’INFLAZIONE NON MOLLA, MERCATI TESI

30 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

Seduta contrastata per gli indci Usa, all’indomani del rally che ha portato il Nasdaq ai massimi di cinque anni. Il rialzo del greggio e l’aumento dei rendimenti sui bond hanno risollevato i timori di un aumento delle pressioni inflazionistiche che potrebbero spingere la Fed in una continuazione del ciclo rialzista sui tassi oltre le attese. Il Dow Jones ha perso lo 0.58% a 11150, l’S&P500 lo 0.20% a 1300, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.13% a 2340.

Contrastata la lettura del dato finale sul Prodotto Interno Lordo del quarto trimestre. Nel periodo ottobre-dicembre, l’economia Usa e’ cresciuta ad un tasso dell’1.7%, in rialzo rispetto alla stima precedente (1.6%) ed in linea con le stime degli analisti. E’ pero’ emerso un incremento dei prezzi al consumo: l’inflazione “core” e’ risultata in crescita del 2.4% dal 2.1%, ben oltre il tetto massimo stabilito dalla Fed (2%).

Buone notizie, invece, dal comparto del lavoro. Nella settimana conclusasi il 25 marzo, le nuove richieste per sussidi di disoccupazione sono diminuite di 10 mila unita’ a quota 302 mila; il consensus degli economisti era per un valore di 305 mila.

Nell’ultimo meeting, la Fed ha espressamente dichiarato che il proprio atteggiamento in ambito di politica monetaria dipendera’ largamente dalla qualita’ di aggiornamenti macro che verranno rilasciati quotidianamente sul mercato.

L’obiettivo della Banca Centrale Usa e’ quello di mantenere bilanciata la crescita economica e l’inflazione: l’aumento dei prezzi non puo’ che impensierire gli operatori, altamente dubbiosi sul livello al quale potra’ essere aumentato il costo del denaro.

L’aumento dei prezzi energetici non contribuisce a smorzare la tensione sull’azionario. A causa del rinnovato rifiuto dell’Iran ad abbandonare il programma sull’arricchimento dell’uranio, su sollecitazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il greggio ha scalato la soglia dei $67 al barile per terminare ai massimi livelli degli utlimi due mesi. I futures con consegna maggio sono avanzati di 70 centesimi (1.1%) a quota $67.15 al barile.

Nel mercato delle obbligazioni, in netto calo i prezzi dei bond. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ aumentato al 4.855% (massimo di 21 mesi) dal 4.80% della chiusura di mercoledi’. Solo alcuni giorni fa, alcuni operatori avevano annunciato che lo yeld sul T–10 anni sarebbe potuto arrivare presto al 5%.

Sul valutario, l’euro, forte delle prospettive di possibili rialzi ai tassi da parte della BCE, ha guadagnato terreno sul dollaro. Nel tardo pomeriggio il cambio contro il biglietto verde era a quota 1.2162.

Per quanto riguarda l’oro, forte rialzo del metallo prezioso (da sempre considerato bene rifugio per eccellenza), in rally in seguito alle nuove minacce inflazionistiche. I futures con scadenza giugno sono avanzati di $13.20 a quota $591.80, massimo di 25 anni.

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Per quanto riguarda la cronaca societaria, bene il comparto telecom, guidato al rialzo da Nokia. Il leader mondiale della telefonia mobile ha rivisto al rialzo le stime sulle vendite globali e il titolo e’ schizzato di oltre il 5%.

In calo Google. Il titolo del celebre motore di ricerca e’ arretrato dell’1.75%, dopo che la societa’ ha comunicato che metterà sul mercato 5,3 milioni di azioni, per un valore superiore ai due miliardi di dollari.

Ancora sotto i riflettori il colosso dell’auto General Motors. Il titolo ha continuato a cedere terreno (-5%) a causa della situazione finanziaria che non sembra poter migliorare neanche con la cessione di GMAC. L’azienda di Detroit ha anche ricevuti un downgrade del rating da parte dell’agenzia Moody’s.