WALL STREET INVERTE ROTTA, INDICI SOPRA LA PARITA’

8 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

A tre ore dall’avvio delle contrattazioni, gli indici americani riescono a risollevarsi rispetto ai minimi intraday toccati poco dopo l’apertura. I listini si trovano sui massimi di seduta anche se i rialzi sono di circa lo 0.10%.

La giornata si e’ aperta con i nuovi timori riguardanti la Grecia. A condizionare la performance inizialmente negativa di Wall Street anche la delusione sul dato riguardante i sussidi di disoccupazione, inaspettatamente in crescita. Per gli analisti, comunque, il ritracciamento e’ normale: le azioni possono aver corso troppo negli ultimi due mesi.

Quanto alla Grecia, il numero uno della banca centrale europea Trichet (che oggi ha cofermato i tassi all’1%) ha detto che il fallimento non e’ in discussione. Prima delle sue dichiarazioni, il differenziale tra bund tedesco e l’equivalente greco aveva toccato per il terzo giorno di fila un nuovo record, a 456 punti base. “Gli spread sono insani, non sono tipici di un paese che fa parte dell’Euro zona. E come se si volesse spingere la Grecia verso gli aiuti”, ha riferito Panagiotis Dimitropoulos, tesoriere alla Millennium Bank ad Atene. Nuovi massimi storici anche per i Cds, il costo per assicurarsi contro il fallimento del paese. Il premio richiesto dagli investitori per tenere in portafoglio il decennale greco ha toccato il 4.4%, il piu’ alto livello dal debutto dell’euro nel 1999.

Il tutto accade mentre sono state smentite voci secondo cui Atene vorrebbe una modifica dei termini dell’aiuto da Ue e Fmi. Le principali quattro banche del paese, poi, hanno chiesto l’ok ad accedere ai restanti fondi (17 mld dei 28 mld di euro) del pacchetto di sostegno creato dal governo nel 2008 dopo la crisi subprime. Sarebbe anche in atto una fuga di capitali.

“Il mercato si aspetta un responso da parte delle istituzioni europee, degli altri paesi del vecchio continente e/o dell’Fmi”, ha detto Giada Giani di Goldman Sachs. “Il mercato sta forzando la mano affinche’le autorita’ competenti agiscano” ha commentato Deutsche Bank. “Non e’ tanto per la Grecia in se, quanto per gli effetti negativi che si potrebbero avere sugli altri paesi del sud Europa come Spagna, Portogallo e Italia”, ha aggiunto Stuart Hoffman, capo economista di PNC Financial Services.

Intanto il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner e il vicepremier cinese Wang Qishan si sono confrontati sulle relazioni economiche Cina-Usa a Pechino oggi. Lo ha comunicato il dipartimento del Tesoro Usa. Crescono le speculazioni secondo cui la Cina potrebbe annunciare un cambiamento di rotta nel suo regime valutario facendo rivalutare lo yuan e permettendone una piu’ ampia fluttuazione.

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A livello settoriale, i retailer si muovo positivamente grazie ai dati di vendita a marzo. Sacks ha registrato vendite in rialzo del 12.7% (contro l’atteso +8%), American Eagle Outfitters ha segnato un +15% (battendo il +10.8% previsto), +15% anche per Limited Brand (meglio del +6.8% stimato). Zumiez, Hot Topic e Stage Stores hanno centrato le attese. Tra i 12 retailer che hanno pubblicato i risultati, il 91% ha superato le previsioni degli analisti. Le festivita’ pasquali hanno dato il loro contributo, insieme a un clima favorevole. Ora si tratta di capire se il trend continuera’ anche ad Aprile e nei mesi a venire.

Attenzione anche al comparto aereo con le trattative in corso tra United Airlines e US Airways per una fusione. Un merger tra i due colossi del cielo darebbe origine al secondo gruppo americano dopo quello formatosi due anni fa dalla fusione di Delta Air Lines e Northwest Airlines. E’ la terza volta in dieci anni che United e Us Airways tentano il matrimonio. L’operazione rappresenta lo sforzo di consolidamento in un settore che nell’ultimo decennio ha perso $60 miliardi a causa di rialzo del greggio e calo dei passeggeri. I due titoli scattano in avanti.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio invertono riducono le perdite. I futures con consegna maggio retrocedono di $0.36 attestandosi a quota $85.52 al barile. Sul valutario la moneta unica viaggia a quota $1.3352, tentando il recupero (+0.02%). L’oro recupera le flessioni in area $1153. Invertono rotta anche i prezzi dei titoli di stato. Il rendimento sul benchmark decennale e’ in salita al 3.8760% contro il 3.8630% della chiusura di ieri.