WALL STREET INTIMORITA
DA BANCHE E AUTO

30 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

I persistenti timori sulla stabilita’ del settore finanziario, uniti all’incertezza sul futuro dell’industria dell’auto hanno trascinato l’azionario statunitense in profondo rosso per la seconda seduta consecutiva, erodendo buona parte dei guadagni messi a segno dal mercato nelle ultime tre settimane. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso del 3.27% a 7522.02 punti, l’S&P 500 del 3.48% a 787.53 puntiu, il Nasdaq del 2.81% a quota 1501.80. Per il mercato si tratta del peggiore risultato da tre settimane a questa parte.

In un intervento alla Casa Bianca il presidente Barack Obama ha detto che non lascera’ che l’industria dell’auto del Paese scompaia e che offrira’ piu’ tempo alle case automobilistiche in crisi GM e Chrysler per presentare piani di ristrutturazione adeguati. Tuttavia l’amministrazione controllata rimane un’opzione per entrambe e per entrambe, fa sapere Obama, sara’ necessaria una nuova visione, una vera e propria svolta. A GM rimangono 60 giorni di tempo per presentare un nuovo piano, mentre a Chrysler, che ha raggiunto un accordo per la fusione con Fiat, ne sono concessi 30.

Nel frattempo le parole del segretario del Tesoro Timothy Geithner, secondo cui alcuni istituti finanziari potrebbero avere ancora bisogno di “ampia assistenza” da parte del governo, hanno messo sotto pressione i titoli finanziari, che erano stati tra i principali artefici del rimbalzo dei mercati visto nelle ultime settimane.

“Il mercato si e’ reso protagonista di un notevole rimbalzo dai minimi”, dice David Katz, chief investment officer di Matrix Asset Advisors. “Penso che stia semplicemente tirando il fiato”. Sottoscrive anche Ron Weiner, presidente e AD di Westport: “E’ semplicemente prudente fare profitti di questi tempi. Bisogna unire contanti ad alternative che si muovono in direzione opposta al mercato”.

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Tutti questi problemi sono stati un incentivo a vendere per gli investitori. I titoli GM hanno ceduto oltre il 25%, ma le vendite colpiscono indiscriminatamente su tutte le azioni delle case automobilistiche. All’interno di un pesante comparto bancario, particolarmente prese di mira le blue chip Bank of America (-12%), Citigroup (-9%), JP Morgan Chase (-8%), Goldman Sachs (-7%), Morgan Stanley (-9%), a fronte di un benchmark settoriale dei finanziari (XLF) in flessione di oltre l’8%.

La lettera si abatte anche sui produttori di metallo dopo che Aluminum Corp. of China ha registrato un calo del 99.9% degli utili nel 2008 e detto di prevedere di chiudere in rosso il primo trimestre 2009. Alcoa, la societa’ leader nel settore dell’alluminio in Usa, ha fatto un tonfo del 14%, mentre l’azienda di commercio del rame Freeport-McMoRan Copper & Gold Inc. e’ scivolata di oltre otto punti percentuali.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in pesante calo il greggio. I futures con consegna maggio arretrano di $3.97 a $48.58 al barile. Si tratta del peggior risultato dell’ultimo mese. Sul valutario, scende l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ il cambio tra le due valute e’ 1.3190. In rosso l’oro a $917.70 l’oncia (-$7.60). Salgono i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 2.7140% dal 2.7610% della chiusura di venerdi’.