Wall Street interrompe fase cali più lunga da novembre. Alcoa +8%

11 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street ha chiuso in rialzo, in rimbalzo dopo le ultime cinque consecutive sedute in perdita. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,70% e chiuso a quota 12805,39; il Nasdaq ha ceduto lo 0,84% a 3016,46 punti, condizionata positivamente dal rimbalzo tecnico delle piazze europee. Gli indici tornano a salire dopo cinque sessioni consecutive di ribassi e all’indomani della peggiore seduta del 2012.

In particolare, con gli smobilizzi di ieri, lo S&P500 ha sofferto la fase più lunga di sell off dallo scorso novembre: l’indice è sceso anche al di sotto della media mobile degli ultimi 50 giorni, pari a 1.372 punti circa (valore riagguantato oggi), calando esattamente del 4,3% nel corso delle ultime cinque giornate di contrattazioni.

I rialzi sugli indici permangono anche dopo la pubblicazione dell’indice dei prezzi alle importazioni, che a marzo ha segnato un incremento su base mensile dell’1,3%, ben più sostenuto del +0,8% atteso dal consensus. L’aumento è stato alimentato soprattutto dal balzo della componente energetica dell’indicatore.

A sorprendere in positivo i conti di Alcoa; il colosso dell’alluminio ha battuto le attese degli analisti, riportando un utile per azione pari a 10 centesimi, contro le stime di una perdita di 4 centesimi per azione, nonostante il calo del prezzo dell’alluminio. Dopo il ribasso di ieri pari a -2,9%, il titolo è in rialzo più dell’8%. “Nel complesso, i risultati del primo trimestre si sono confermati migliori delle attese, se si considerano i guadagni della produttività, l’aumento dei volumi e il miglioramento del mix dei prodotti”, ha commentato in una nota ai clienti Brain MacArthur, analista di Ubs.

A dare un sostegno ai mercati americani sono poi, in un momento in cui alta è l’attenzione sul problema dei debiti sovrani europei, i cali dei rendimenti dei bond italiani e spagnoli, alimentati dalle parole di Benoit Coeure, membro del Comitato esecutivo della Bce. Coere ha parlato della possibilità che la Bce ripristini il proprio acquisto di bond spagnoli. Riguardo all’Italia, occhio ai risultati dell’asta di Bot a tre mesi e un anno indetta dal Tesoro italiano, che in realtà non ha avuto un esito confortante, tutt’altro: i tassi sono infatti saliti a valori che non si vedevano dalla metà di dicembre.

In una sessione positiva, non mancano notizie no dal fronte aziendale: tra i titoli protagonisti, Nokia, che è arrivata a perdere il 17% a Wall Street, dopo il profit warning lanciato dal colosso dei cellulari finlandese.

Il comparto hi-tech non accusa tuttavia il colpo e in particolare l’indice dei semiconduttori Philadelphia Semiconductor Index mette a segno un rialzo superiore al 2%. Tra i titoli tecnologici in rialzo, Apple +0,74%, Cisco +2,30%, Google +1,34%. Rally delle quotazioni del sito di informazione sui viaggi Travelzoo, che vola di più del 26% sulla scia di indiscrezioni secondo cui la società starebbe pensando di mettersi in vendita.

Yahoo invece in flessione dello 0,33% dopo che l’amministratore delegato Scott Thompson ha annunciato una fase di ristrutturazione della società di Internet.

Molto bene i finanziari, con Bank of America +3,63%, JPM +1,82%, American Express +1,35%; l’ETF che replica la performance del settore sullo S&P 500 è in rialzo dell’1,67% e all’interno del comparto spicca il balzo dell’assicurativo Genworth (+5,50%), dopo che gli analisti di BTIG hanno avviato la copertura del titolo con un rating “buy”.

In ambito valutario, l’euro sale sul dollaro dello 0,30% a quota $1,3120, mentre nei confronti dello yen guadagna lo 0,64% a JPY 106,24. Rapporto dollaro/yen in aumento dello 0,37% a JPY 81.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio salgono dell’1,12%, a quota $102,11 al barile; si scontano le indiscrezioni riportate dai media iraniani secondo cui l’Iran avrebbe interrotto le forniture di petrolio a Spagna e Germania, valutando contestualmente anche lo stop all’Italia. Le quotazioni dell’oro sono piatte a $1.660 l’oncia (-0,03%). Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in rialzo al 2,030%.