Wall Street innervosita dalla ripresa del dollaro

28 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Seduta interlocutoria a Wall Street, con gli indici che hanno bruciato i guadagni moderati dell’avvio, chiudendo poco variati. Bene le blue chip, male i tecnologici. Gli investitori sono rimasti delusi dai dati sulla fiducia dei consumatori. Penalizzate cosi’ le societa’ di vendite al dettaglio. Intanto a New York le attivita’ e i trasporti sono lentamente tornate alla normalita’ con la tempesta di neve che si sta dirigendo verso il Canada.

Tuttavia i volumi rimangono molto sottili con molti trader ancora in vacanza o che per due giorni sono rimasti bloccati dalla neve. Un contributo lo aveva offerto in avvio il calo del dollaro contro le principali valute rivali, ma poi il biglietto verde si e’ ripreso.

L’indice Dow Jones chiude in rialzo dello 0,25%. Particolarmente pesanti le blue chip Caterpillar, Walt Disney e American Express, mentre Bank of America e Hewlett-Packard si distinguono in positivo. Positivo anche l’S&P 500 (+0,11%), in rosso invece il Nasdaq (-0,16%). L’indice della volatilita’ VIX, misura attendibile della paura che aleggia sui mercati, e’ salito in prossimita’ dell’area dei 18 punti.

Il maltempo – con la neve che si e’ abbattuta sulla Costa nordorientale americana – ha contribuito a mantenere su livelli contenuti i volumi alla borsa Usa. I servizi di trasporto sono tornati a pieno servizio nella capitale finanziaria mondiale solo nel pomeriggio e le societa’ di vendite al dettaglio sperano che il maltempo non abbia tenuto i consumatori lontani dai negozi.

Aziende retail che sono state penalizzate dagli ultimi dati sulla fiducia dei consumatori, scesa inaspettatamente in dicembre. Sempre per quanto riguarda i dati economici, alle 15 italiane e’ stato pubblicato l’indice S&P/Case Shiller dei prezzi delle case nelle 20 maggiori citta’ Usa: il valore e’ sceso piu’ delle attese a ottobre.

Analizzando le prove dei singoli titoli, General Motors ha fatto un bel balzo, grazie ai giudizi positivi incassati dagli analisti di Wall Street. Le banche americane e inglesi hanno sempre piu’ fiducia nella performance 2011 del gruppo di Detroit, in particolare per quanto riguarda il business in America del Nord e nei mercati in via di sviluppo.

I titoli del gruppo assicurativo AIG non sono riusciti ad ampliare i guadagni visti ieri che hanno permesso all’azienda di raggiungere i massimi di 52 settimane. Motivo a monte della bella prova della vigilia: la societa’ salvata dal governo si e’ assicurata $4,3 miliardi di linee di credito.

A livello settoriale, come sottolineato, sotto i riflettori il gruppo delle societa’ di vendite al dettaglio. Ieri e’ stato annunciato che le spese al consumo sono state del 5,5% superiori nel 2010 rispetto all’anno prima durante le festivita’, ai massimi dal 2005. Vestiti e gioielli tra i piu’ richiesti, secondo quanto riportato dalla divisione di MasterCard Advisors, SpendingPulss. Il rapporto da’ una misura dell’andamento delle vendite, auto escluse, nel periodo di 50 giorni che va dal 5 novembre al 24 dicembre.

Sul fronte macro hanno deluso i prezzi delle case, con sei aree metropolitane su 20 – tra cui Seattle, Portland, Charlotte e Tampa – che hanno toccato i minimi del periodo post recessione.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna febbraio sono in progresso dello 0,54% a quota $91,49 il barile. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro segna +1,64% a $1.405,60 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in rialzo dello 0,35% a quota $1,3117. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale il 3,481% in rialzo di 13 punti base.