WALL STREET: INDICI USA IN ROSSO AL GIRO DI BOA

15 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta gli indici azionari Usa hanno incrementato le perdite. Il Dow Jones cede lo 0.93% a 10144 e il Nasdaq l’1.51% a 1954. Sui mercati pesano, in particolare, le preoccupazioni sulla ripresa del terrorismo islamico.

La probabile responsabilita’ di Al Qaeda nella strage di Madrid, unita all’assenza di catalizzatori evidenti in grado di spingere i listini, hanno indotto gli investitori a limitare i rischi. Alcuni esperti, tuttavia, ritengono che l’attuale fase di debolezza dei listini offra una buona opportunita’ di acquisto.

Dal fronte economico oggi sono arrivate notizie positive. Nel mese di febbraio la Produzione Industriale Usa e’ aumentata dello 0,6% e la Capacita’ di Utilizzazione degli impianti e’ si e’ attestata al 76.6%. Entrambi i dati si sono rivelati migliori delle attese.

Proseguono, inoltre, intense le operazioni di fusioni e acquisizioni. La conglomerata industriale General Elecric ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di InVision, societa’ specializzata in sistemi per la sicurezza negli aeroporti. Il prezzo dell’operazione e’ $900 milioni, in contanti.

Dei trenta titoli che compongono il Dow Jones, i maggiori guadagni li registrano United Technologies e Citigroup, spinte dagli upgrade di alcuni broker di Wall Street. Guidano la lista dei peggiori Disney e AT&T, e cede terreno Coca-Cola, nonostante il giudizio favorevole di una banca d’affari.

Sugli altri mercati, il dollaro ha parzialmente recuperato nei confronti dell’euro dopo la pubblicazione del dato sulla Produzione Industriale. Il cambio tra le due valute a meta’ giornata e’ 1.2237.

Le buone notizie dall’economia reale hanno solo parzialmente frenato gli acquisti sui titoli di Stato, tornati in lieve rialzo dopo la momentanea flessione di inizio mattinata. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 3.74%.

In progresso il prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza: il future con scadenza aprile guadagna $3.30 a $398.90 all’oncia. In rialzo, infine, il petrolio, che guadagna 36 centesimi a $36.55 al barile. Gli analisti pronosticano un taglio delle quote di produzione da parte dell’Opec nel meeting del 31 marzo.