WALL STREET: INDICI POSITIVI, PREVALE L’OTTIMISMO

13 Luglio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street si risolleva a meta’ giornata e si colloca in territorio positivo, mentre tra gli investitori prevale l’ottimismo.

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“Penso che ci siamo spinti avanti piu’ del dovuto giovedi’, il mercato e’ salito troppo e troppo velocemente – ha affermato Kent Engelke, market strategist di Anderson & Strudwick, aggiungendo che – per una ripresa si devono prima vedere i segnali che gli utili stiano realmente recuperando, e non credo che siamo gia’ arrivati a questo punto”.

Dopo il rally scattato nella seduta di giovedi’ grazie alle positive trimestrali di Yahoo! (YHOO – Nasdaq), Motorola (MOT – Nyse), gli investitori attendono gli utili in pubblicazione settimana prossima.

Louis Navellier, di Navellier Performance Funds, si e’ detto entusiasta della prima tornata di utili societari positivi, come pure dell’annuncio ottimistico fatto mercoledi’ da Microsoft (MSFT – Nasdaq).

Navellier resta tuttavia cauto, sottolineando che le buone notizie tendono a essere piu’ numerose all’inizio della stagione degli utili, mentre “le cattive notizie giungono generalmente verso la fine del periodo in cui vengono diffusi i bilanci aziendali”.

Non sono mancati “profit warning”, lanciati da Kimberly-Clark (KMB – Nyse) e Toys R Us (TOY – Nyse), che hanno in parte frenato la ripresa del listino industriale.

“Fino a quando gli utili non si riprenderanno, si registreranno sedute caratterizzate da un andamento altalenante”, ha dichiarato John Davidson, chief investment officer della societa’ d’investimento Circle Trust Co., aggiungendo che in questi casi e’ preferibile “acquistare titoli di societa’ alternative, come quelle energetiche o quelle di servizi finanziari.

Verso le 16.40 (le 10.40 a New York) il Comitato Olimpico Internazionale, riunito a Mosca, ha deciso che i Giochi Olimpici dell’estate 2008 si svolgeranno a Pechino, in Cina.

Sono previsti grandi guadagni per le multinazionali americane.

Sebbene i vertici dei giochi olimpici stiano da anni tentando di ridurre la dipendenza dagli USA, ben sette dei dieci sponsor ufficiali sono societa’ americane. Il comitato riceve una media di circa $60 milioni in quattro anni da ogni sponsor.

Corporate America inoltre si e’ da sempre detta in favore della vittoria di Pechino per le Olimpiadi del 2008, preferendo la Cina alle altre due candidate, Parigi per la Francia e Toronto per il Canada.

Le grandi multinazionali USA vedono nel mercato cinese enormi opportunita’ d’investimento e crescita.

Per esempio Coca-Cola (KO – Nyse), il primo sponsor delle olimpiadi, sta portando avanti molti investimenti in Cina e questi potrebbero trarre vantaggio dalla decisione del comitato olimpico.

“Gli sponsor beneficeranno sembra ombra di dubbio dallo svolgimento delle Olimpiadi 2008 in Cina”, ha detto Lisa Delpy-Neirotti, docente di management dello sport alla George Washington University di Washington.

Delpy-Neirotti sottolinea come Eastman Kodaq (EK – Nyse) sia riuscita per esempio a trarre enorme vantaggio dalle olimpiadi di Nagano, Giappone. Proprio grazie ai giochi olimpici, la societa’ americana, e’ riuscita a perforare un mercato – quello delle pellicole fotografiche in Giappone – in cui Fuji sembrava fino ad allora avere il predominio.

A far risollevare la testa agli indici hanno contribuito i positivi dati macroeconomici, ignorati nella seduta della mattinata.

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno registrato una crescita dello 0,2% nel mese di giugno; lo ha comunicato questa mattina il dipartimento del Commercio Usa.

Un sondaggio condotto dal canale televisivo CNBC insieme all’agenzia di stampa Dow Jones mostra che gli economisti intervistati si attendevano un rialzo dello 0,3%, dopo che le vendite in maggio erano salite dello 0,4% (dato rivisto).

Escluso il settore automobilistico, il dato ha segnato un ribasso in giugno dello 0,2%, dopo essere cresciuto in maggio dello 0,4% (dato rivisto).

Positivo anche l’indice dei prezzi alla produzione negli USA, che ha registrato un calo dello 0,4% in giugno; lo ha comunicato questa mattina il dipartimento del Lavoro USA. Si tratta del calo piu’ marcato dal febbraio 1999.

Il ‘core rate’, ovvero l’indice depurato dalle componenti piu’ volatili, quali il settore alimentare e quello energetico, e’ aumentato dello 0,1%.

Un sondaggio condotto dal canale televisivo CNBC insieme all’agenzia di stampa Dow Jones mostra che gli economisti intervistati si attendevano l’indice dei prezzi alla produzione invariati rispetto a maggio, mentre il ‘core rate’ in rialzo proprio dello 0,1%.

Il calo di giugno dell’indice PPI, una misura per valutare le pressioni inflazionistiche, segue il rialzo dello 0,1% in maggio. La flessione riflette principalmente il calo del 2,5% nei prezzi energetici.

Su base annuale, l’indice dei prezzi alla produzione registra un rialzo del 2,5% nei 12 mesi fino a giugno. In maggio il dato su base annuale registrava un +3,8%.

Per il dato ‘core’, il rialzo su base annuale e’ dell’1,6% nei 12 mesi fino a giugno, lo stesso tasso registrato in maggio.

Infine, l’indice preliminare sulla fiducia dei consumatori americani compilato dall’ Universita’ del Michigan, il cosiddetto “Michigan Sentiment Index”, segna per luglio quota 93,7; il dato consuntivo di giugno si trovava a 92,6.

Sui listini in generale, stanno mostrando una tendenza al rialzo i settori sanitario, farmaceutico, tempo libero, infrastrutture per le tlc.

In ribasso, invece, i settori chimico, semiconduttori, grande distribuzione, tabacco, oro.

Tra i principali titoli in movimento a Wall Street:

Nel settore giocattoli:

Toys R Us (TOY – Nyse) ha annunciato per il secondo trimestre una perdita per azione superiore a quella precedentemente annunciata. TOY sta lasciando sul campo il 5,75%.
(Vedi Utili: Toys R Us riduce stime su secondo trimestre )

Nel settore prodotti di largo consumo:

Kimberly-Clark (KMB – Nyse), una delle societa’ leader nel settore dei prodotti di largo consumo, ha fatto sapere che gli utili relativi al secondo trimestre saranno inferiori alle attese a causa della debolezza del tasso di cambio per le valute straniere, l’aumento dei prezzi energetici e alcuni problemi di produzione. Tagliate anche le stime sull’intero anno. KMB cede ora quasi il 2%.
(Vedi Utili: Kimberly-Clark lancia ‘profit warning’ )

Nel settore software:

Microsoft (MSFT – Nasdaq) ha raggiunto un accordo extragiudiziale con il procuratore generale del New Mexico, uno dei 19 stati americani che hanno appoggiato la causa antitrust intentata dal governo USA contro la piu’ grande softwarehouse al mondo. MSFT non subisce adesso variazioni di rilievo.
(Vedi Antitrust: Microsoft si accorda con New Mexico )

Nel settore semiconduttori:

Rambus (RMBS – Nasdaq) ha annunciato di aver registrato nel secondo trimestre dell’anno, il suo terzo fiscale, un utile netto di $3,9 milioni, pari a 4 centesimi per azione. RMBS e’ in discesa di oltre l’11,5%.
(Vedi Utili: Rambus registra utile per azione di $0,04)

La societa’ di semiconduttori Advanced Micro Devices (AMD – Nyse), ha registrato un calo dei profitti a 5 centesimi per azione nel secondo trimestre, rispetto ai 60 registrati l’anno passato. AMD ha comunque battuto le stime degli analisti di 1 centesimo e adesso in borsa sta cedendo oltre l’8,75%.
(Vedi Utili: AMD registra utile di $0,05 per azione )

Nel settore infrastrutture per le tlc:

Juniper Networks (JNPR – Nasdaq), la societa’ che produce infrastrutture per Internet, ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con una perdita di $37,1 milioni, pari a 12 centesimi per azione. JNPR guadagna adesso oltre il 2,5%.
(Vedi Utili: per Juniper perdita di $0,12 per azione )
(Vedi Preborsa: Juniper +6% su bilancio trimestrale )

Nel settore telecomunicazioni:

AT&T Corp (T – Nyse), operatore telefonico sulla lunga distanza, vuole concedere in licenza il proprio nome per i CD, i DVD, i comandi per l’attivazione delle segreteria a distanza e in generale per altri prodotti ad alta tecnologia, nel tentativo di rafforzare il marchio. T cede ora il 2,25%.

Nel settore cartario:

International Paper (IP – Nyse), societa’ produttrice di carta e legname, diminuira’ la produzione di carta di 670.000 tonnellate, tagliando altri 655 posti di lavoro, per fronteggiare il declino dei profitti. IP non subisce variazioni di rilievo.