WALL STREET: INDICI IN CALO, RECUPERA IL PETROLIO

25 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta in lettera. Il dato macro sugli ordinativi di beni durevoli e’ risultato superiore alle attese. Anche il dato sulla vendita di case nuove e’ stato positivo. Il prezzo del greggio e’ salito sopra i $50 al barile, a seguito del dato sulle scorte in discesa.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in lettera di 61 punti a 10442 Nasdaq è in ribasso di 16 punti a 2045 e l’S&P500 sta perdendo 6 punti a 1187.
Si stanno distinguendo in negativo i settori finanziari, semiconduttori, banche, software e trasporti.
L’indice VIX si trova al livello di 12.95. L’indice ”advance/decline” sta facendo registrare una lettura di -1150. I volumi sul NYSE sono di 543 milioni di titoli scambiati.

L’indice Dow Jones ha chiuso a quota 10503, appena sopra l’importante livello di 10500. Il Nasdaq ha nuovamente mostrato forza relativa terminando a quota 2061, in rialzo per l’ottava sessione consecutiva. La sessione di pausa di ieri e’ stata positiva poiche’ gli “internals “, indice “advance/decline”, tecnologia e volumi, sono stati eccellenti.
Nonostante il mercato ieri sia sceso, il livello di ipercomprato e’ salito da +2.5 di lunedi’ a +3.5. Ricordiamo che a fine marzo il mercato si trovava in territorio di forte ipervenduto a oltre –7. E’ molto importante notare infine che un mercato che passa da livelli estremi di ipervenduto a livelli estremi di ipercormprato e’ un mercato che denota solidita’.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, tra le nostre posizioni si stanno distinguendo in negativo i titoli di YHOO –1.3%, SLR –1.7% e FCS –2%. USNA e AU stanno guadagnando lo 0.4%, mentre CHK e’ invariato.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
WSI nella rubrica Titoli Caldi, una delle 11 sezioni in tempo reale
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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Domani mattina saranno pubblicati i dati macro sulle richieste di nuovi sussidi di disoccupazione, sul prodotto interno lordo (preliminare), sul “chain-deflator” (preliminare) e sull’indice “Help-Wanted”.

POSIZIONI RIALZISTE:

YHOO (APERTA IL 13/12 A $37.65; ATTUALE $36.15; PERF –3.98%)

CHK (APERTA IL 17/3 A $22.35; ATTUALE $19.94; PERF –10.78%)

USNA (APERTA IL 21/3 A $45.0; ATTUALE $44.31; PERF –1.53%)

MERQ (APERTA IL 24/3 A $46.55; CHIUSA IL 23/5 A $46; PERF –1.18%)

AU (APERTA IL 7/4 A $35.12; ATTUALE $32.17; PERF –8.40%)

KLIC (APERTA IL 5/5 A $5.22; CHIUSA IL 19/5 A $5.74; PERF +9.96%)

SLR (APERTA IL 18/5 A $3.55; ATTUALE $3.50; PERF +1.16%)

FCS (APERTA IL 23/5 A $14.26; ATTUALE $14.20; PERF –0.42%)

BORSA: WALL STREET GIU’, SOFFRE CARO-PETROLIO E DATI /ANSA

Gli indici Usa procedono su cali frazionali risentendo del rialzo del greggio, tornato oggi a New York sopra i 50 dollari barile, e dei dati deboli relativi agli ordini di beni durevoli ad aprile che al netto della voce trasporti hanno segnato un calo dello 0,2% e della compravendita di nuove case sempre ad aprile che hanno messo a segno solo un modesto +0,2%.

Si segnala a Wall Street la giornata-no del comparto computer e software appesantito dalle dichiarazioni della big dei data-storage Network Appliance che gli utili e le vendite del primo trimestre fiscale dovrebbero attestarsi su cifre inferiori alle attese degli analisti. Network Appliance lascia dunque sul terreno il 4,6%, a 28,99 dollari, risultando la maglia nera dello S&P 500.

Alle sue spalle, nella classifica delle protagoniste in negativo, si piazza la produttrice di acciaio Us Steel, che risente, assieme ad altre grandi del settore, del ribasso delle stime sui prezzi medi nel 2005 di alcuni metalli – tra cui acciaio, rame, zinco e alluminio – effettuato dagli analisti di Ubs. La big dell’acciaio cede dunque il 4,4%, a 38,24 dollari.

In calo anche Ford. Il colosso automobilistico cede 11 cents, a 9,87 dollari, dopo aver detto che sosterrà oneri di 1,15 miliardi di dollari per gli interventi accordati a favore della ex-controllata Visteon che cerca di uscire da una situazione di perenne rosso dei bilanci sin dal suo spin-off effettuato nel 2000. Ford ha dichiarato che si riprenderà temporaneamente l’onere di gestione di 24 fabbriche tra Usa e Messico con il programma di una futura parziale dismissione. Visteon, produttrice di componenti per auto, balza da parte sua del 22%, a 7,62 dollari.

Sullo S&P 500 si distingue l’azienda del comparto energia Calpine che mette a segno un balzo del 24%, a 2,45 dollari, in vista dell’annuncio di una sua riorganizzazione che, secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal, la porterà entro l’anno alla vendita di asset e a ridurre il debito per 3 miliardi di dollari.

Bene anche la big della difesa Titan, che, sempre secondo indiscrezioni del Wsj, è vicina a essere acquisita da L-3 Communications. Il titolo sale dunque di 58 cents, a 22,40 dollari.

Quando sono trascorse poco più di due ore dall’avvio delle contrattazioni, questa la situazione dei principali indici dela Borsa Usa: il Dow Jones cede lo 0,61% (10.439,25 punti), lo S&P 500 perde lo 0,56% (1.187,37) e il Nasdaq scivola dello 0,84% (2.044,34).