WALL STREET: INDICI DEBOLI, PREOCCUPA L’INFLAZIONE

23 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta debole per i mercati americani, incapaci di riprendere la via dei rialzi per le crescenti preocupazioni sull’aumento di inflazione e tassi d’interesse. Il Dow Jones (-0.08%), l’S&P500 (-0.10%) e il Nasdaq (+0.10%) sono quasi invariati, rispettivamente a 10462, 1170 e 1992.

Dopo il selloff di martedi’, seguito alle decisioni della Federal Reserve sui tassi d’interesse, sui mercati Usa continua a prevalere la cautela. Le principali preoccupazioni degli operatori riguardano la crescita dell’inflazione e le prospettive di ulteriori aumenti dei tassi d’interesse da parte della Fed.

Ricordiamo che la Banca Centrale Usa, come atteso, martedi’ ha alzato il costo del denaro di 25 punti base al 2.75%. Nel testo che accompagna la decisione, la Fed ha evidenziato che le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti sono in aumento. Il mercato ha interpretato la nota come un’avvisaglia di possibili accelerazioni da parte della Fed sulla strada delle strette creditizie.

Gli ultimi dati sull’andamento dei prezzi, diffusi oggi, confermano che l’economia Usa sta registrando un certo surriscaldamento. Nel mese di febbraio l’indice dei prezzi al consumo e’ salito dello 0.4, al di sopra dello 0.3% atteso. Escluse le componenti piu’ volatili, quali alimentari ed energia, il dato si e’ attestato +0.3% (consensus 0.2%).

Ancora dal fronte economico, sono risultati migliori delle attese i dati sulle vendite di case esistenti. L’indicatore a febbraio ha registrato un calo dello 0.4% a 6.79 milioni di unita’. Le stime erano per una flessione dello 0.7%.

Alle 16:30 sara’ la volta dei dati settimanali sulle scorte di greggio, previste in aumento. Tali aspettative (insieme alla forza del dollaro) ieri hanno alimentato forti vendite sui mercati petroliferi. I sell proseguono anche nelle prime battute della mattinata. Il prezzo del greggio in questo momento cede 85 centesimi a $55.18 al barile.

Passando alla cronaca societaria, il colosso software Oracle martedi’ ha riportato risultati trimestrali negativi, con utili in calo del 15%. Alcuni analisti sono pero’ intervenuti a difesa del gruppo.

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Sugli altri mercati, sono in ribasso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.65% contro il 4.61% della chiusura di martedi’. L’oro cede $4 a $427.6 all’oncia e l’euro viene scambiato a 1.3036 contro il dollaro.