WALL STREET INDECISA TRA PIANO MUTUI E FED

18 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Alta volatilita’ a Wall Street con gli indici azionari che hanno piu’ volte attraversato la linea della parita’ prima di terminare la sessione poco variati. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.04% a 7555, l’S&P500 ha ceduto lo 0.10% a 788, il Nasdaq lo 0.18% a 1467. Il piano-mutui annunciato dal presidente Obama non e’ stato sufficiente a distendere la tensione tra gli operatori, evidentemente preoccupati dalle condizioni economiche dopo il rilascio degli ultimi dati macro. Ad ingrigire le prospettive di recupero e’ stata anche la Federal Reserve secondo cui l’attivita’ economica a stelle e strisce subira’ una contrazione nell’anno in corso, per poi ripartire probabilmente nel 2010.

Nel tentativo di limitare il crescente trend di pignoramenti, l’amministrazione Obama, sempre piu’ determinata a porre fine alla crisi in atto, ha evidenziato un nuovo programma rivolto alle famiglie in difficolta’ con il pagamento delle rate sui mutui della casa, secondo cui il Dipartimento del Tesoro condividera’ i costi principali dei prestiti immobiliari, per permettere ai contraenti di ricevere un incentivo per rispettare le scadenze dei pagamenti stessi. Il piano ha un valore iniziale di $75 miliardi, potrebbe ‘salvare’ ben 9 milioni di famiglie, e potrebbe raggiungere un valore finale di $275 miliardi.

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L’economia resta debole ed appare sempre piu’ evidente l’urgenza di un piano di rilancio di gorsse dimensioni, dopo le nuove, deprimenti notizie giunte dai nuovi cantieri edili, che in gennaio hanno subito una contrazione superiore delle attese, aggiornando i minimi storici. Nell’ultimo mese e’ risultata inferiore alle stime anche la produzione industriale , mentre i prezzi alle importazioni sono scesi in misura leggermente piu’ contenuta del consensus.

A gettare benzina sul fuoco e’ stata la Federal Reserve con il rilascio delle minute relative all’incontro svoltosi lo scorso 28 gennaio da cui e’ emerso che l’economia si e’ indebolita nell’ultimo periodo e addirittura potrebbe registrare una contrazione fino all’1.3% nel 2009, prima di riprendere la fase di espansione negli anni a seguire.

Continuano a polarizzare l’interesse degli operatori, inoltre, anche gli sviluppi all’interno del settore dell’auto, con GM e Chrylser che hanno chiesto al governo un ulteriore sforzo economico, sino a $39 miliardi. GM ha segnalato che per soppravvivere avra’ bisogno di diminuire il debito di due terzi. La casa di Detroit ha inoltre annunciato riduzioni alla forza lavoro pari a circa 47 mila unita’ in tutto il mondo.

Il titolo GM ha archiviato la sessione con un ribasso del 5.50%, risultando tra i peggiori componenti del Dow Jones. A fare peggio e’ stata Bank of America, in ribasso del 6.60% circa; male anche Citigroup ed Alcoa. A distinguersi in postivo tra le blue chip sono state invece Wal-Mart, McDonald’s ed Intel.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, seduta in calo per il petrolio. I futures con consegna marzo hanno ceduto $0.31 a $34.62 al barile. Sul valutario, euro in flessione nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2550. In rialzo l’oro: i futures con consegna aprile hanno guadagnato $10.70 a $978.20 l’oncia. In calo infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 2.7280% dal 2.6620% di martedi’.