Wall Street in vacanza

17 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street chiude di fatto piatta con il Nasdaq in calo spinto al ribasso dai deludenti risultati del colosso dei Pc, Dell. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,04% a quota 11410,21; il Nasdaq ha perso lo 0,47% a 2511,48 punti. La Borsa di NY ha ridotto i rialzi, dopo essere salita dell’1%. Il presidente americano Barack Obama ha annunciato un piano per stimolare l’economia Usa, tramite costruzione di infrastrutture come ponti e strade (dosi di keynesismo, denaro pubblico per mettere in moto lo sviluppo), nuove misure per il taglio delle tasse alle imprese che assumono personale e altri incentive alle aziende.

L’intenzione del presidente, di fatto, sarebbe quella di velocizzare la crescita dell’occupazione, aiutando i più poveri e la classe media. Il deficit Usa puo’ essere tagliato aumentando le entrate e senza interventi straordinari – ha detto il presidente Usa – che ha evidenziato come “non siano necessari interventi straordinari per raggiungere l’obiettivo”. Al contrario, ha spiegato, “se si raggiunge un accordo per ridurre il deficit che non prevede nuove entrate, e’ chiaro che bisogna intervenire drasticamente su settori come il servizio sanitario statale”.

In una sessione che appare tipicamente estiva per i volumi di contrattazione decisamente bassi, sono stati sotto i riflettori soprattutto i risultati di bilancio comunicati da alcune società retail, come Target e Staples. Gli utili si sono confermati superiori alle attese e i due titoli rimbalzano più del 5%.

Occhio ai titoli del settore hi-tech, che riescono a resistere alle previsioni negative rilasciate dal colosso dei pc Dell, ma che sicuramente non sono tra i migliori nella sessione odierna. L’azienda ha annunciato di aver riportato risultati di bilancio migliori delle stime; tuttavia, il gruppo ha anche tagliato le stime sul fatturato dell’anno intero, con il risultato che il titolo cede il 7%, confermandosi maglia nera dello S&P 500. In ribasso anche Hewlett-Packard, che arretra più del 2%.

Molto bene i titoli del settore energetico, che guardano alle quotazioni dei futures sul petrolio, che sono arrivate a balzare in giornata più di $2 a $88,69 al barile.

Ora le quotazioni si allontanano dai massimi, dopo i dati contrastati arrivati dal dipartimento di energia degli Stati Uniti, relativi alle scorte di greggio: le scorte di petrolio sono salite nella settimana terminata il 12 agosto di 4,2 milioni di barili (il consensus era per un calo di 500.000 barili); quelle di benzina sono scese di 3,5 milioni di barili (il consensus era per un calo inferiore, pari a 1,2 milioni); infine, le scorte di distillati sono aumentate di 2,4 milioni, contro il rialzo di 500.000 barili atteso). I futures rallentano così la corsa e si allontanano dai massimi intraday, salendo ora dell’1,94%, a $88,33 al barile.

Tra i settori, rimbalzano anche le banche, con Morgan Stanley e J.P Morgan che avanzano più del 2%.

In generale, gli operatori tentano di distogliere l’attenzione dall’incontro Merkel-Sarkozy di ieri, che non è riuscito a rassicurare i mercati globali su una soluzione anticrisi.

Il piano, che non ha tenuto in considerazione la soluzione degli eurobond, è stato bocciato dalla stampa estera e anche dagli altri mercati. Wall Street poi è stata poi il primo mercato a scontare l’iniziativa franco-tedesca di imporre una tassa sulle transazioni finanziarie.

Dal fronte economico è stato reso noto prima dell’inizio delle contrattazioni l’ l’indice dei prezzi alla produzione, che ha messo in evidenza un aumento superiore alle attese. In particolare, la componente core è salita al ritmo più forte dal mese di gennaio. Ma l’indicatore è praticamente ignorato dagli investitori, che stanno scommettendo sull’arrivo di nuovi strumenti a sostegno dell’economia.

L’attesa, per esempio, è anche per il discorso che il presidente della Fed, Ben Bernanke terrà il prossimo 26 agosto a Jackson Hole, nello stato dello Wyoming. “Una parte della maggiore stabilità dei mercati azionari si può spiegare con l’atteggiamento degli operatori, che sperano che da questi tipi di meeting salteranno fuori altre novità”, ha commentato a Reuters Alan De Rose, responsabile trader del trading sui titoli di stato e finanziari presso Oppenheimer & Co, a New York.

Sul fronte valutario l’euro guadagna sul dollaro a $1,4474 (+0,5%) e torna a salire anche sul franco svizzero a 1,1491 (la performance è comunque piatta, con un +0,07% appena). Sullo yen, sale dello 0,23% a 110,8010. Rapporto dollaro/yen in calo a 76,51.