Wall Street in slow motion: si teme per i tassi sui mutui

30 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Prosegue nervosa la seduta per l’azionario americano, con gli indici che scambiano contrastati dopo la pubblicazione di una nuova serie di dati macro, gli ultimi prima della fine dell’anno. Dopo le cifre positive sul lavoro, l’attenzione si e’ sposta su quelle, altrettanto incoraggianti, sull’immobiliare e sull’attivita’ manifatturiera. Il Dow cede lo 0,1%, l’S&P o 0,09% e il Nasdaq lo 0,11%.

A rinsaldare gli animi, sebbene i contratti sui principali indici di borsa siano ancora in calo, e’ stato il calo piu’ netto del previsto del numero di americani che ha fatto domanda di indennita’ di disoccupazione la settimana scorsa. La cifra e’ scesa ai minimi da luglio 2008, sotto quota 400.000. Ieri Dow, S&P e Nasdaq hanno chiuso ai massimi plurimensili cn dicembre che registrera’ un buon progresso a prescindere dalle sedute di oggi e domani. Sara’ il miglior dicembre dal 1991.

Tuttavia gli investitori hanno paura che i tassi sui mutui in rialzo avranno l’effetto di indebolire il mercato immobiliare. L’interesse medio sui prestiti a 30 anni a tasso fisso e’ salito sui massimi in sette mesi.al 4,86%.

Per quanto riguarda le notizie societarie, i titoli della compagnia farmaceutica Endo Pharmaceuticals sono favoriti dall’approvazione incassata dalla FDA per la commercializzazione di una cura contro i bassi livelli di testosterone. All’interno della sfera aerospazioale, le azioni della compagnia aerea United Continental potrebbero guadagnare terreno dopo che il gruppo ha annunciato che i dipendenti del servizio flotta della divisione Continental hanno ratificato un nuovo contratto di lavoro.

Il gigante del private equity Blackstone ha lanciato un’offerta per rilevare gli asset gruppo di centri commerciali australiano Centro Properties Group, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Anadarko Petroleum fa un bel balzo dopo che il quotidiano britannico Daily Mail ha pubblicato un’indiscrezione secondo cui BHP Billiton avrebbe messo sul piatto $90 per azione per aggiudicarsi il produttore di gas naturale e petrolio.

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Tra le piazze finanziarie europeee, Milano cede in un anno il 12% e diminuisce il suo valore che oggi è pari al 27,6% del Pil. Secondo i dati aggiornati alla chiusura di ieri, diffusi oggi da Borsa Italiana, il Ftse Mib ha perso dalla fine del 2009 l’11,95%, il Ftse All Share il 10,29% e il Fte Mib storico il 7,66%.

In controtendenza solo il segmento Star con l’indice Ftse Italia Star in rialzo nel 2010 del 3,24%. La capitalizzazione complessiva delle società nazionali quotate in borsa è scesa così da 459 a 429,9 miliardi di euro, con un’incidenza sul Pil che scende dal 30,4% al 27,6% del Prodotto interno lordo. Invariato a 332, rispetto alla fine del 2009, è invece il numero delle società quotate sui mercati di Borsa italiana: si tratta di 272 società del Mta, 36 del Mta international, 5 del Miv, 11 dell’Aim Italia e 8 del Mac. Complessivamente, ci sono state 10 “matricole” (rispetto alle 7 del 2009) e dieci società revocate contro le 12 dell’anno scorso.

Nel panorama dei principali listini europei, solo Madrid (-17,36%) ha fatto peggio di Piazza Affari. In lieve calo Zurigo (-0,93%) e Parigi (-2,11%), mentre hanno chiuso il 2010 con rialzi in doppia cifra Francoforte (+15,93%) e Londra (+10,41%).

In compenso, Piazza Affari è in Europa quella dove le azioni passano più spesso di mano. Nei primi undici mesi del 2010, il mercato borsistico italiano si distingue in ambito europeo per la liquidità relativa delle proprie azioni: ha il primato – si legge in una nota – in termini di turnover velocity, l’indicatore che, rapportando il controvalore degli scambi telematici alla capitalizzazione, segnala il tasso di rotazione annuale delle azioni. La turnover velocity italiana è infatti pari a 173,2%.

Nel corso dell’anno gli scambi sull’azionario hanno raggiunto una media giornaliera di 2,9 miliardi di euro e 243.306 contratti con 62 milioni di contratti scambiati per un controvalore di 746,3 miliardi. Il massimo giornaliero per controvalore trattato è stato raggiunto il 10 maggio con 7,1 miliardi di euro, mentre il 7 maggio è stato raggiunto il massimo in termini di contratti (542.772). Unicredit è stata l’azione più scambiata sia per controvalore, con un totale di 173,7 miliardi di euro, sia in termini di contratti (7,4 milioni).

A rappresentare un’eccezione è stato il mercato di Etf, obbligazioni e derivati che ha fatto registrare numeri da record dopo la stasi del 2009. Quanto ai singoli titioli, la maglia rosa tra le blue chip è andata ad Exor (+75%), seguita da Saipem (+53%), Fiat (+43%) e Tod’s (+42%). In coda invece l’intero settore finanziario: la flessione più marcata è quella subita da Bpm (-46%), che precede al ribasso Fondiaria-Sai (-43%), Intesa SanPaolo (-35%), Banco Popolare (-35%) e Ubi banca (-34%). Giù anche la stessa Unicredit che malgrado i record di scambi chiude l’anno con un -32%.