WALL STREET IN ROSSO, TRADITA DAI FINANZIARI

19 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Azionario colpito dalle prese di profitto nel comparto finanziario e dal placarsi dell’entusiasmo suscitato dalle misure annunciate dalla Federal Reserve. Il paniere delle blue chip Dow Jones perde l’1.15% a quota 7400.48, l’indice allargato S&P 500 cede l’1.30% a 784.04 punti, mentre il Nasdaq lascia sul campo lo 0.52% a 1483.48 punti.

Nemmeno i titoli energetici, galvanizzati per buona parte della seduta dal rafforzamento delle quotazioni del petrolio, riescono a limitare le perdite del mercato. Le Exxon Mobil chiudono in ribasso di oltre l’1% dopo una seduta in luce grazie al balzo dei contratti con consegna aprile sul greggio, saliti del 7,2% a $51.61 dollari il barile sui massimi di quasi quattro mesi. Poco mosse ConocoPhillips, dopo aver toccato punte di oltre tre punti percentuali.

La corsa dei prezzi dell’oro nero segue la decisione della Banca Centrale Usa di iniettare altri mille miliardi nell’economia del paese, in un’operazione che prevede l’acqusito di Titoli di Stato a lunga scadenza, un evento che non si verificava dagli anni sessanta. La misura ha spinto al ribasso i rendimenti dei Treasury e il dollaro, favorendo al contempo un apprezzamento delle materie prime.

Secondo gli analisti, gli investori si stanno interrogando sulla possibilita’ che l’azione della Fed porti con se’ dei rischi al rialzo sul lungo termine per l’inflazione. “Non si tratta tanto di gente che ora si chiede cos’altro possono fare, ma piuttosto di incominciare a valutare quali sono le conseguenze involontarie di tutte le azioni che stanno intraprendendo” per risanare le malattie dell’economia, osserva Alan Lancz, presidente di Alan B. Lancz & Associates societa’ di consulenza di investimenti.

“Quando gli investitori fanno un passo indietro e guardano al quadro nel suo complesso, questo potrebbe non essere cosi’ roseo da giustificare l’acquisto a piene mani di titoli azionari, come abbiamo visto di recente”. I principali indici azionari hanno messo a segno rialzi di circa il 14% nell’ultima settimana, ma oggi alcuni dati macroeconomici hanno ricordato agli investitori che la situazione e’ ancora critica, come dimostrano gli ultimi dati macro, poco incoraggianti.

Il calo dell’indice che fornisce una previsione sull’attivita’ economica americana per i prossimi 6-12 mesi, unito al balzo record delle richieste continuative per ottenere i sussidi di disoccupazione hanno depresso il morale del mercato. In realta’ in un primo momento gli investitori avevano accolto con favore il rapporto sul mercato del lavoro, che ha mostrato un calo delle richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana conclusasi il 14 marzo.

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Dopo i robusti rialzi delle ultime sedute, cadono vittima delle prese di profitto i finanziari. A un avvio positivo, sulla scia della decisione della Fed che dovrebbe migliorare le condizioni del mercato dei prestiti, ma anche dell’annuncio del lancio di un’operazione di “reverse stock split” da parte di Citigroup, segue una seconda parte di seduta da dimenticare. Il benchmark settoriale dei finanziari XLF cede quasi otto punti percentuali.

In seguito all’annuncio dell’operazione, mirata all’incremento del valore del titolo, le azioni Citi si sono spinte al rialzo avvicinandosi in giornata al prezzo di conversione fissato a $3.25. Ma i titoli hanno poco a poco seguito a braccetto il calo dell’intero comparto e in chiusura perdono il 14% circa.

Tra i peggiori del Dow 3M. La societa’ manifatturiera, cede oltre il 3% dopo che un broker ha tagliato il prezzo obiettivo citando la debolezze sul breve termine nei mercati dove opera l’azienda.

Tuttavia sul fronte societario e’ giunta anche qualche buona notizia: General Electric ha riferito che la posizione liquida dell’azienda e’ “estremamente solida” e che, secondo le sue previsioni, GE Capital dovrebbe chiudere il primo trimestre e il 2009 in utile. LE azioni GE scendono pero’ del 2% circa.

In netta controtendenza Oracle (+11,5%), che ha annunciato linee guida e utili migliori delle attese, oltre al primo dividendo della sua storia. L’upgrade di JP Morgan spinge al rialzo Alcoa (quasi +18%). Sempre tra le societa’ che hanno reso noti i risultati trimestrali, andamento opposto a quello del mercato per Nike, che si risolleva sul finale, nel giorno in cui ha annunciato un calo del libro ordini, ma anche utili superiori alle previsioni.

Sul valutario, l’euro si rafforza nei confronti della controparte americana. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ il cambio tra le due valute e’ di 1.3680. Impressionante recupero dell’oro che si issa a quota $958.80 l’oncia (+$69.70). Rallentano la corsa i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul benchmark decennale e’ salito al 2.5970% dal 2.5330% della chiusura di mercoledi’.