WALL STREET IN ROSSO: SELL THE NEWS SU TRIMESTRALI

22 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Apertura in rosso per i listini azionari americani, con il mercato che resta impassibile alla maggior parte dei risultati societari superiori alle previsioni. Il Dow Jones cede lo 0.58% a 10329.72 punti, il Nasdaq lo 0.63% a quota 2251.42, mentre l’S&P 500 lo 0.59% in area 1109.92.

La reazione fredda degli investitori ai profitti migliori delle attese di Google e Harley-Davidson (solo per citarne alcune), deriva in gran parte dall’approccio mentale tipico del “sell-the-news”, che trova le sue radici nella nozione che i risultati positivi sono gia’ scontati nei prezzi del mercato.

D’altronde l’azionario ha registrato un’accelerazione del 3% dall’inizio dell’anno, nonostante l’assenza di notizie positive sotto il profilo degli utili societari, fino a che Alcoa, il colosso dell’alluminio, non ha dato il via alla stagione delle trimestrali, a meta’ gennaio.

Inoltre il mercato si interroga sulle ripercussioni che la proposta del presidente Obama di riformare il sistema di regolamentazione del settore bancario avra’ sulle big della finanza Usa. Il settore e’ ancora debole quest’oggi (benchmark XLF -0.5%).

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Si vedono acquisti invece su General Electric (+3%) e McDonald’s (+1%), dopo che entrambe le aziende hanno chiuso il trimestre con utili piu’ alti delle stime. Anche Google e American Express hanno battuto le attese degli analisti, ma le azioni hanno perso terreno ieri nell’after-hours, un andamento che si e’ ripetuto anche in avvio di seduta.

Il gigante dei servizi online lascia sul terreno oltre il 3%, trascinando al ribasso l’intero settore dei servizi Internet. Stessa sorte e’ toccata a AMD, che cede oltre il 5%, Capital One (-4.5%) e Harley-Davidson (-2%). Le aziende hanno fatto meglio delle previsioni nel trimestre scorso, ma non e’ bastato a soddisfare un mercato apparentemente molto esigente.

A livello tecnico i listini si trovano poi in un punto di particolare incertezza, dovuto al fatto che l’S&P 500 scambia in prossimita’ della media mobile di 50 giorni, livello che non e’ stato toccato da due mesi. Pertanto gli operatori rimangono in attesa di vedere se l’azionario buchera’ quel supporto o riuscira’ invece a rimbalzare da tale area.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in calo le quotazioni del greggio. I futures con consegna marzo arretrano di $0.50 attestandosi a quota $75.58 al barile. Sul valutario la moneta unica si raffroza a $1.4132. In flessione l’oro a $1090.00 l’oncia (-$13.20). Arretrano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ salito al 3.6200% dal 3.6110% di ieri.