Wall Street in rosso per la doppia delusione dalle banche centrali

2 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Niente bazooka e scudo anti spread solo a certe condizioni e su richiesta. Questo il diktat di Mario Draghi, che si inchina al volere della Bundesbank, lasciando con l’amaro in bocca gli operatori di borsa. Dopo la botta iniziale arrivata da Francoforte, la seduta a Wall Street prosegue in calo.

In chiusura il Dow Jones cede -92,18 punti (-0,71%) a 12.878,88 punti, il paniere allargato S&P500 -10,14 punti (-0,74%) a 1.365,00 punti. Negativo anche il Nasdaq a -10,44 punti (-0,36%) a 2.909,77 punti.

Resta un dato di fatto, evidenziato anche dall’andamento dei titoli di stato: il banchiere fiorentino non ha fatto abbastanza per assicurare i mercati contro il rischio di un default sovrano o la rottura dell’area euro.

Tra i singoli titoli male DuPont, mentre Hewlett-Packard traina al rialzo i titoli tecnoligici. Tra i settori i piu’ venduti, energetici ed health care, mentre il gruppo dei beni al consumo discrezionale avanza dopo il risultato positivo registrato in luglio dalle vendite nei negozi aperti da almeno un anno.

L’euro cede terreno sotto l’area $1,22, anche se Draghi ha definito “inutile” scommettere al ribasso contro la moneta unica, ribadendone l’irreversibilita’. La Bce potrebbe comprare debito a breve termine, ma la struttura a lungo non cambia. Come dimostra il calo dei rendimenti dei titoli a due anni della periferia e il rialzo contemporaneo dei decennali, con lo spread tra Italia e Germania che risale sopra 480 punti base.

Le parole del Presidente della Banca centrale europea hanno penalizzato gli asset piu’ rischiosi. Il numero uno della Bce ha spiegato di essere stato mal interpretato: quando ha detto che avrebbe fatto tutto il possibile per preservare l’euro e che tali misure sarebbero state sufficienti, non intendeva che la Bce sarebbe tornata a comprare titoli di stato e ben che meno intendeva dotare il fondo salva stati EFSF/ESM di licenza bancaria, dal momento che cio’ non e’ consentito. Tra le misure possibili, invece, un maxi prestito alle banche.

Sono cosi’ scattati immediati i Sell in Borsa. Euro scivola sotto $1,22, gli spread tra la periferia rappresentata da Spagna-Italia e l’area core rappresentata dalla Germania si ampliano. Al momento il differenziale tra Btp e Bund decennali e’ superiore ai 480 punti (oltre +5%).

La lettera si abbatte anche su tutte le principali materie prime, con il gas naturale che al momento cede circa -2%. Argento -1%, mentre il rame -1,5%. Dopo essere risalita oltre quota $1,23 contro il dollaro, la moneta unica scende anche sotto $1,22 dopo le parole di Draghi.

I timori sulle mancate misure per risolvere la crisi europea e le varie implicazioni negative per l’economia globale, portano gli investitori alla ricerca di beni rifugio, dunque in rialzo i Treasury, con i rendimenti che cedono 5 punti base all’1,478%.

Smorzato l’entusiasmo iniziale dopo che il banchiere fiorentino ha dichiarato: “la Bce puo’ intervenire sui mercati rispettando il mandato”. Quel puo’ include una possibilita’, ma i mercati si aspettavano tutt’altro. Ovvero un’azione decisa e, piu’ in generale, chiarezza. Nonostante il nulla di fatto sui tassi, la Bce ha annunciato l’eventualita’ di scendere in campo con nuove misure non ortodosse se necessario.

Come da attese la Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro allo 0,75% (il minimo storico), con tassi sulle riserve bancarie allo zero, e sugli interessi marginali all’1,50%, come pronosticato da gran parte degli analisti intervistati nell’ultimo sondaggio condotto da Bloomberg.

Nella giornata di ieri anche la Federal Reserve aveva deciso di non intervenire, non ancora, con nuovi stimoli monetari a favore della ripresa degli Stati Uniti. Il chairman Fed, Ben Bernanke, ha lasciato i tassi al minimo storico, tra 0,0% e 0,25%. Nessun cambiamento alla politica monetaria fino al 2014, nessun nuovo programma di stimolo, niente liquidità aggiuntiva con un QE3. Adesso se ne riparlerà a settembre.

La delusione sul nulla di fatto dal Fomc (Federal Open Market Committee) e della Banca centrale europea, pesa sulle principali Borse europee.

Anche la Bank of England ha mantenuto invariati i tassi al minimo storico dello 0,5%, insieme al programma di espansione monetaria. Il mese scorso aveva deciso di effettuare altri 50 miliardi di sterline di acquisti, alzando il totale di questo programma a 375 miliardi di sterline.

Occhio comunque anche ai dati sul mercato del lavoro Usa: i sussidi di disoccupazione sono cresciuti a 365 mila unita’.

Il report occupazione governativo dovrebbe mostrare la creazione di 100 mila nuovi assunti in luglio, un aumento piu’ debole rispetto a giugno, secondo le attese degli analisti, i quali stimano che il tasso di disoccupazione rimanga intorno all’8,2%.

Continua nel frattempo sullo sfondo la stagione degli utili Usa. Tra i conti più attesi in giornata i risultati sul secondo trimestre di Procter & Gamble.

Abercrombie & Fitch in forte calo dopo aver ridotto le stime di fatturato in oltre 1.000 punti vendita. Da inizio 2012 fino alla chiusura di ieri a New York, il titolo ha perso -30% circa. Buon rialzo per Green Mountain, con utili nel secondo trimestre in rialzo +30%, e l’annuncio di riacquisto di azioni proprie per $500 milioni entro i prossimi due anni.

In ambito valutario, l’euro sul dollaro in calo a $1,2180; dollaro/yen a JPY 78,22. Euro/yen a JPY 95,28.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio invertono la rotta a quota $87,13 al barile; oro a $1.587,40 l’oncia.