Wall Street in rosso per il rischio downgrade

25 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Seduta negativa per gli indici di borsa americani, che cedono circa mezzo punto percentuale. Il mercato riesce a dimezzare le perdite dell’avvio, ma sconta sempre il timore che un accordo sull’innalzamento del debito Usa diventi difficile da raggiungere e che alla fine gli Stati Uniti finiscano per perdere la tripla AAA. Cali moderati in chiusura: S&P -0,56%, Nasdaq -0,56% e Dow Jones -0,7%.

I listini hanno reagito male al mancato accordo a Washington, ma senza panic selling, nella speranza che un compromesso possa essere raggiunto entro l’inizio di agosto. Come ha sottolineato El Erian di Pimco, il maggiore fondo obbligazionario al mondo, ora gli Usa sono vulnerabili a un possibile downgrade del debito, ora pari a 14.300 miliardi di dollari.

“Non puo’ andare avanti cosi’ per sempre. A un certo punti nelle prossime due settimane, assisteremo a un default tecnico, a un downgrade o a un accordo”m dice David Kelly, chief market strategist di J.P. Morgan Funds. Gli Usa hanno otto giorni per trovare un accordo sull’innalzamento del tetto del debito e sui tagli alle spese. I membri dei due partiti non sono ancora riusciti a trovare un compromesso e hanno deciso di lavorare separatamente su due progetti distinti.

“Il fatto che non siano scesi a un compromesso di qualche tipo e’ un’enorme delusione”, dice a Bloomberg James Dunigan, chief investment officer di PNC Wealth Management. “Siamo arrivati all’undicesima ora. C’e’ una sempre piu’ alta probabilita’ che senza un accordo importante il rischio di un declassamento del debito crescera’. Se cambia il giudizio sul titolo di stato piu’ sicuro al mondo, qualsiasi altra cosa si adattera’ di conseguenza contro di esso”.

La parola “debito” risuona in tutti i mercati globali, anche in Europa, scossa nuovamente dall’ennesima notizia negativa, ovvero la decisione di Moody’s di tagliare il rating della Grecia a un passo dal default, ovvero fino a “Ca”.

Ieri non erano attesi dati economici dagli Stati Uniti, ma la settimana e’ ricca di appuntamenti. Dal fronte aziendale, invece, la stagione degli utili è proseguita con i risultati di bilancio di Texas Instruments, resi noti dopo la fine delle contrattazioni.

Nel frattempo la banca svizzera Ubs ha deciso di declassare il giudizio sulle azioni americane a “Underweight”. Del ritorno dell’avversione al rischio beneficiano principalmente le quotazioni dell’oro, che sono arrivate a toccare il record assoluto a quota $1.624,30 l’oncia e che in chiusura si attestano sul Comex a $1.612,1 l’oncia. Per quanto riguarda invece i futures sul petrolio scambiati sul Nymex, $99,2 il barile.

Sul fronte valutario, l’euro e’ sostanzialmente invariato nei confronti del dollaro a $1,4376. Intanto il franco svizzero ha toccato un nuovo record contro il dollaro, a quota 80,21 (forte di un rialzo del 2,1%). Quanto ai Treasuries, i prezzi sono sotto pressione, con i rendimenti sul decennale che salgono di 5,1 punti base a quota 3,02%.