Wall Street in ribasso per la settima seduta consecutiva. Motivo: bond Grecia tagliati del 75%

25 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Chiusura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,20% a 11.235,48 punti, il Nasdaq cede lo 0,75% a 2.441,58 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,25% a 1.158,82 punti nella breve sessione del Black Friday (orario di chiusura alle 19 ora italiana).

Mai un ribasso cosi’ forte dal 1932 era stato registrato dal mercato azionario americano nella settimana di Thanksgiving. A far scattare le vendite sono stati il taglio del rating al Belgio e la news che la Grecia chiedera’ ai possessori di bond un taglio molto piu’ forte dei quello previsto, per il peggiorare della crisi debitoria in Europa. L’indice S&P 500 e’ calato per la settima seduta consecutiva, portando la perdita settimanale a un pesante -4.7%. L’l’euro ha perso -0.9% a $1.3229 e il dollaro e’ in rialzo su tutte le monete. L’indice Markit iTraxx SovX Western Europe dei credit-default swaps di 15 governi e’ salito verso i massimi assoluti, secondo Bloomberg, a quota 386.

Wall Street ha bruciato i guadagni della mattina quando Reuters ha scritto un report sulla Grecia, secondo cui Atene dara’ ai possessori dei nuovi bond da emettere come parte della ristrutturazione (debt swap) un valore netto attuale del 25%, molto piu’ basso di quello nella fascia alta del 40% a cui pensavano le banche. Infatti il bond della Grecia a 10 anni alla chiusura del mercato Usa trattava al 24.3% del valore facciale.

I volumi alla Borsa di New York sono stati particolarmente bassi. Di norma, infatti, nel giorno noto come Black Friday (immediatamente successivo alla Festa del Ringraziamento, che da’ inizio alla stagione delle vendite natalizie), i volumi di trading, a Wall Street, sono i più bassi dell’anno anche per via della seduta accorciata.

Intanto, non c’è alcun dubbio sul fatto che gli occhi di tutto il mondo continuino a guardare all’Italia, soprattutto a causa degli esiti catastrofici delle sue aste. Quella odierna si è confermata un vero e proprio shock, visto che i rendimenti hanno testato nuovi massimi e addirittura il tasso del Ctz a due anni si è avvicinato pericolosamente alla soglia dell’8%.

Come ha riferito una nota di palazzo Chigi arrivata all’indomani del trilaterale Monti-Merkel-Sarkozy, secondo la Francia e la Germania, nel caso in cui l’Italia dovesse crollare, crollerebbe anche l’euro.

E proprio a tal proposito Michael Gayed, responsabile degli investimenti presso Pension Partners, afferma: i mercati potrebbero “risvegliarsi all’idea che un evento importante potrebbe accadere in Europa molto, molto presto”. Continuando: “con il balzo dei rendimenti dei titoli italiani a due anni, è chiaro che la fragilità in Europa sarà la prima cosa che dominerà su tutto”. Dunque: “nessun esito delle vendite natalizie potrà compensare un eventuale collasso in Europa”.