WALL STREET IN RIBASSO, OCCHIO AI LIVELLI CHIAVE

20 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini procedono al ribasso, con Dow Jones e S&P500 particolarmente deboli, in calo di oltre un punto percentuale, mentre il Nasdaq e’ riuscito a restringere le perdite, passando addiritutta brevemente in territorio positivo ad un certo punto della sessione. Ieri l’indice delle blue chip aveva chiuso ai minimi di oltre 6 anni, violando il supporto del bottom di chiusura del 21 novembre di 7552.29 punti. In mattinata e’ stato violato anche il minimo intraday del 2008 di 7392.27 punti, toccando i 7327 punti.

L’S&P500 continua a muoversi in area 770, il supporto dei minimi di chiusura entra in gioco a quota 752.44 (20 novembre), mentre i minimi intraday, segnati tre mesi fa, sono a quota 741.02. Ancora lontano il Nasdaq dai livelli chiave di supporto dello scorso anno: 1316.12 punti (chiusura) e 1295.48 (intraday) segnati rispettivamente il 20 ed il 21 novembre.

“Non e’ ancora chiaro se l’ultimo movimento ribassista sia da considerarsi una nuova fase di mercato orso” afferma Simon Denham, managing director di Capital Spreads. “La violazione dei recenti minimi potrebbe rivoluzionare il trading range a cui ci eravamo abituati negli ultimi mesi”. Tra gli operatori montano i timori sulle prospettive economiche e sullo stato di salute di famiglie e aziende. Gli ultimi aggiornamenti hanno confermato il difficile momento per gli Usa, si teme che le mosse del governo possano non bastare ad arginare la crisi.

A guidare il ribasso sono ancora una volta i titoli finanziari a causa delle rinnovate preoccupazioni sull’efficacia delle mosse governative a sostegno delle banche in difficolta’. Bank of America segna una perdita di oltre il 14% nel preborsa sulla notizia che il CEO Kenneth Lewis e’ stato citato in giudizio
dal procuratore generale dello Stato di New York, Andrew Cuomo, per la possibile, fuorviante presentazione della proposta di acquisto di Merrill Lynch agli investitori. A muoversi in calo sono anche Citigroup (-15%), JP Morgan Chase (-7.2%), Morgan Stanley (-5%) e Goldman Sachs (-4%). Nel frattempo Citi e BofA hanno smentito le voci che parlano di una imminente nazionalizzazione delle due banche.

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Proseguono intanto le notizie negative all’interno del comparto dell’auto. Saab, divisione di General Motors, ha richiesto l’ingresso nella fase di protezione dalle richieste dei creditori, confermando l’ipotesi accarezzata in avvio di settimana dagli stessi manager di GM. Il titolo del colosso di Detroit cede il 5.5% in avvio, sotto la soglia dei $2.

Deludente la trimestrale della societa’ retail per la casa Lowe’s. I profitti sono scesi dell’11% nel quarto trimestre, a livelli inferiori alle attese; le stime sui risultati del trimestre in corso non sono state inoltre sufficienti a rispettare il consensus.

Contenuto l’impatto dell’unico dato macro presente in calendario. I prezzi al dettaglio hanno registrato il maggiore rialzo degli ultimi sei mesi, attestandosi agli stessi livelli stimati dagli analisti.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico ha ripreso a scendere il greggio. I futures con consegna marzo, all’ultimo giorno di scambi, segnano un ribasso di $2.20 a $37.28 al barile. Sul valutario, in ribasso l’euro nei confronti del dollaro a quota 1.2614. Sale con forza l’oro, al momento a $997.40 l’oncia (+$20.90) dopo aver sorpassato la soglia psicologica dei $1000. Avanzano i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 2.76%.