Wall Street in rialzo per la quinta settimana di seguito

10 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street in rialzo per la quinta settimana di seguito, indici Usa ai massimi degli ultimi 4 mesi. Le previsioni sul rallentramento dell’economia in Cina e la profonda crisi nell’Eurozona inducono gli opeartori a mettere in conto interventi di stimolo da parte di Fed e Bce. L’attenzione è stata, in particolare, concentrata sulle esportazioni, che hanno pesato sul surplus della bilancia commerciale, salendo di appena +1% a luglio su base annua, contro il +11,3% di giugno. Il consensus era per una crescita di +8%. Euro a $1,2304. Alla chiusura il Dow Jones che perdeva intraday 70 punti termina in rialzo di 42.76 punti, +0.3%, a 13,207.95, guidato da Hewlett-Packard (il Dow e’ in rialzo +0,9% per la settimana); il Nasdaq Composite sale +0.07% (2.22 punti) a 3,020.86 (+1.8% per la settimana); lo S&P 500 e’ salito +0.22% (3.07 punti) a 1,405.87 (+1,1% nelle ultime 5 sedute). Lo S&P ha avuto un rialzo del 10% dall’1 giugno (quando la chiusura fu 1,278.04) salendo questa settimana sopra quota 1400.

Gia’ nella giornata di ieri l’indice S&P500 aveva chiuso sui massimi dallo scorso 1° maggio; il listino continua a viaggiare al di sopra della media di fine anno stimata dagli strategist di Wall Street, a quota 1.389 punti. Il quadro è decisamente migliorato dai minimi di giugno, grazie anche ai risultati di bilancio migliori delle attese comunicati dal fronte corporate.

Di fatto, delle società che fino ad oggi hanno comunicato i conti relativi al secondo trimestre del 2012, il 72% ha battuto le attese degli analisti. In un’intervista rilasciata a Bloomberg Henrik Drusebjerg, senior strategist presso Nordea Bank AB di Copenhagen, che gestisce asset per 220 miliardi di dollari, afferma comunque che il mercato è in una fase di “wait-and-see”, ovvero di attendismo, in un contesto in cui “i dati macroeconomici non sono stati certo brillanti”.

Riguardo all’outlook dei mercati, intervistato da Marketwatch, Peter Cardillo, responsabile economista di mercato per Rockwell Global Capital, afferma che la debolezza dei dati provenienti dalla Cina “lasciano presagire un ulteriore allentamento di politica monetaria da parte del paese già nel fine settimana, e conferma il bisogno della Bce e della Fed di andare verso la stessa direzione”.

Decisamente debole il trend di Manchester United, titolo del club inglese sbarcato oggi sul NYSE (New York Stock Exchange) con il simbolo “MANU”. Prezzo di collocamento a $14 per azione, andrebbe a valutare uno dei più famosi club di calcio sui $2,3 miliardi. Ma il titolo fa +0,21% appena.

Research In Motion, la nota marca produttrice dei BlackBerry, in rialzo +5% circa. Due persone a conoscenza dei fatti dichiarano che IBM sarebbe interessata all’unità di servizi alle imprese della società. Al momento però nessuno avrebbe mostrato interesse a comprare Rim nella sua totalità. Le quotazioni beneficiano anche della decisione del tribunale della California di annullare una sentenza secondo cui RIM avrebbe violato la proprietà intellettuale del produttore di software Mformation Technologies.

In calo Yahoo -5% , dopo la notizia secondo cui il nuovo amministratore delegato Marissa Mayer avrebbe deciso di adottare una strategia che cambierebbe i piani della società e che rivaluterebbe, tra le molte cose, il piano di restituire agli investitori parte dei profitti generati dalla vendita della quota societaria in Alibaba.

Focus anche su Nvidia, che sale +0,82% dopo i risultati di bilancio: i profitti del secondo trimestre sono scesi -21%, ma hanno battuto le stime. Tra i semiconduttori, bene anche Broadcom +2,56%.

Deboli i titoli finanziari, con JPM -0,29%, American Express -0,92%, Goldman Sachs -0,34%. Tra altri titoli di rilievo, giù Cisco -1,27% e Chevron -0,24%; bene McDonald’s +1,18% e Johnson & Johnson +0,35%.

In ambito valutario, l’euro azzera perdite sul dollaro a $1,2304 (-0,01%). Dollaro/yen -0,46% a JPY 78,19, mentre euro/yen -0,48% a JPY 96,21.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio giù -0,85%, a quota $92,57 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.626,60 l’oncia (+0,40%). Focus sulle quotazioni del grano, dopo che il dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti ha tagliato le stime sulla produzione della commodity agricola del 17% circa, causa l’impatto della siccità. Le stime, pari a 10,779 miliardi di bushel di grano per l’intero 2012, sono decisamente inferiori rispetto all’outlook di 12,97 miliardi di bushel attesi appena un mese fa, e corrispondono al minimo dal 2006. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in flessione all’1,649%.

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IPO MANCHESTER UNITED