WALL STREET IN RIALZO, GUIDANO I FINANZIARI

23 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di settimana in rialzo per gli indici americani. A determinare il tono positivo in mattinata sono state le notizie secondo cui il governo americano non effettuera’ la totale nazionalizzazione delle banche in difficolta’ come invece era stato lasciato intendere da alcuni esponenti del Senato lo scorso venerdi’, ma potrebbe comunque rilevare alcune quote degli istituti.

A portare una ventata di ottimismo e’ stato anche il documento congiunto del Dipartimento del Tesoro, del Board della Federal Reserve, della FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation), e di altri istituti di controllo (Office of the Comptroller of the Currency e Office of Thrift Supervision), in cui si legge il pieno supporto al sistema bancario per garantirne le funzione principali. Il governo assicurera’ che le banche avranno capitale e liquidita’ sufficienti a fornire i prestiti necessari per ripristinare la crescita economica.

Da quanto si legge da un articolo apparso in mattinata sul Wall Street Journal, Washington rilevera’ una quota compresa tra il 25% e il 40% di Citigroup (che non verra’ dunque interamente nazionalizzata); Kenneth Lewis, CEO di Bank of America, ha invece diffuso una nota ai dipendenti, durante il weekend, che ha placato i timori di un intervento significativo del governo sulla banca. Nei minuti iniziali i due titoli avanzano rispettivamente del 15% e del 10%.

In Europa, Royal Bank of Scotland ha annunciato la separazione, un po’ nello stile di Citigroup, in due divisioni, una delle quali sara’ esclusivamente formata dagli asset che saranno venduti, mentre in Giappone il gruppo SFCG ha ceduto alla crisi dichiarando bancarotta. Per Marc Pado, strategist di Cantor Fitzgerald, il problema resta nel settore finanziario, mentre in tutti gli altri comparti la situazione appare “meno disastrata di quanto temono in molti”.

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Sugli altri mercati, nel comparto energetico avanza il greggio. I futures con consegna aprile segnano un rialzo di $0.90 a $40.93 al barile. Sul valutario, in ribasso l’euro nei confronti del dollaro a quota 1.27820. Scende l’oro a $984.00 l’oncia (-$18.20). Arretrano i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 2.839%.