Wall Street in rally, indici +3%

20 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Wall Street ha chiuso la giornata di contrattazioni in territorio nettamente positivo, con un rialzo medio del 3,0%, complice il dato relativo ai nuovi cantieri edili. Il Dow Jones ha guadagnato il 2,87% chiudendo a quota 12103,85; il Nasdaq e’ cresciuto del 3,19% at 2603,73 punti. Gli investitori guardano con ottimismo anche alla performance delle borse europee, che hanno beneficiato di un Ifo tedesco migliore delle attese e di ottimi risultati sul fronte dell’asta spagnola.

Tornando all’unico dato economico Usa in calendario in giornata, nel mese di novembre i nuovi cantieri edili hanno segnato un balzo del 9,3% attestandosi a 685.000 unità, ben al di sopra delle attese e al massimo dall’aprile del 2010. Confortante anche la componente delle licenze di costruzione, che si sono attestate al record dal marzo dello scorso anno.

Wall Street recupera così dopo le perdite della vigilia, mettendo a segno un rally pre-natalizio. Si segnalano i rialzi dei finanziari: Bank of America +2,6%, JPM +3,1%, America Express +2,65%, con l’indice di riferimento che misura la performance del settore sullo S&P 500, ovvero il Select Sector SPDR ETF (XLF), che guadagna quasi il 3%. Molto bene anche il titolo E*Trade che mette a segno un rialzo superiore del 4%.

I buy interessano anche i titoli tecnologici, in attesa della pubblicazione dei conti dal gigante dei software Oracle, che al momento segna +1,5%. Forte balzo di Cisco +4,10% e Apple +2,45%. Bene anche Google +1,31% e Microsoft +2%. Gli acquisti interessano anche le società di semiconduttori: l’indice Philadelphia Semiconductor balza infatti di quasi il 4%.

Arrivano intanto anche i dati sulle vendite dei negozi retail relative alla settimana terminata il 17 dicembre. Stando ai numeri raccolti dall’International Council of Shopping Centers e da Goldman Sachs, le vendite sono salite del 4,6% su base annua, registrando il miglior risultato in almeno nove settimane. “Dopo la debolezza delle prime due settimane di dicembre, i consumatori si sono riversati nei negozi la scorsa settimana, con l’obiettivo di completare i loro acquisti nazionali – ha commentato Michael Niemira, responsabile economista di ICSC”. Detto questo, secondo lo stesso Niemira, i consumatori sono ancora indietro nel completare la fase di shopping, per cui “l’ultima settimana prima di Natale (ovvero questa) sarà probabilmente molto, molto intensa”.

Tra le storie societarie, occhio ad AT&T dopo che la società di telecomunicazioni secondo alcune fonti avrebbe cancellato la tanto controversa offerta da $39 miliardi per l’unità wireless americana di Deutsche Telekom. Il titolo At&t sale dello 0,95%.

Apple Inc vince la battaglia legale contro la taiwanese HTC Corp, sulla tecnologia adottata in alcuni smartphone. Esito che ora potrebbe segnare la strada di altre procedure legali contro concorrenti nel mercato.

Facendo un paragone con gli altri listini azionari, da segnalare che, dagli inizi del 2011, l’indice S&P500 è calato del 4,2%, il Dow è in rialzo dell’1,6%, il MSCI Asia Pacific ha ceduto il 20%, mentre lo Stoxx Europe 600 il 15%.

“L’azionario americano offre il migliore rapporto rischio-rendimento tra i paesi industrializzati”, ha detto a Bloomberg Kevin Gardiner, a capo della strategia di investimento per Barclays Wealth a Londra. “Anche in caso di un rallentamento nella ripresa economica Usa, crediamo che la crescita degli utili societari debba reggere”.

Sul fronte valutario, l’euro sale dello 0,89%, a $1,3114.La moneta unica è piatta nei confronti del franco svizzero (-0,04%), a CHF 1,2180, mentre verso lo yen avanza dello 0,51% a JPY 101,94. Quanto ai Treasuries, il rendimento decennale avanza di 6,2 punti base attestandosi all’1,890%.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio salgono più di 3 dollari a quota $97,10 al barile (+3,43%), mentre le quotazioni dell’oro avanzano di 20 dollari a $1.616,90 (+1,27%). A spingere in rialzo il costo delle materie prime, spiegano gli analisti, sono le proteste in Kazakhistan e la crisi nucleare iraniana.