WALL STREET IN LEGGERO RIALZO A META’ SEDUTA

15 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici americani trattano in leggero rialzo a meta’ seduta nonostanet i deludenti dati macroeconomicci che avevano innescato le vendite in fase di avvio. Gli operatori trovano conforto nel recupero finale di ieri che ha permesso ai listini di chiudere in territorio positivo cancellando parte delle forti perdite riportate nelle sedute precedenti. Il Dow Jones avanza dello 0.10% a 12146, l’S&P500 dello 0.27% a 1390, il Nasdaq e’ in progresso dello 0.07% a 2373.

Gli operatori sembrano cosi’ ignorare il mix di notizie negative giunte in mattinata dal fronte economico che hanno evidenziato un’accelerazione delle pressionin inflazionistiche ed un rallentamento dell’attivita’ manifatturiera.

A febbraio i prezzi alla produzione sono saliti dell’1.3%, ben oltre le attese, spinti dai prezzi degli autocarri, dei beni capitali e del tabacco; in forte progresso anche il dato “core” avanzato il doppio delle stime (0.4% contro 0.2%). L’Empire State Index, l’indicatore che monitorizza l’andamento dell’attivita’ manifatturiera nell’area di New York, e’ crollato a 1.9 punti dopo essere salito di 24.4 nel mese precedente. Il Philadelphia Fed si e’ ridotto a 0.2 punti contro un consensus di 3.5.

Migliori i dati sul comparto del lavoro, con le nuove richieste per sussidi di disoccupazione in calo di 12 mila unita’ a quota 318 mila.

All’interno del Dow Jones i maggiori rialzi sono registrati da Altria ([[MO]]), Citigroup ([[C]]), Du Pont ([[DD]]) e JP Morgan ([[JPM]]). Bene anche Alcoa ([[AA]]) il cui titolo e’ schizzato sulla notizia della chisura di uno stabilimento in Ghana a causa di problemi elettrici: i prezzi dell’alluminio hanno ricevuto una spinta sulle prospettive di una ridotta offerta.

In leggero calo il colosso retail Wal-Mart ([[WMT]]) in seguito ad una notizia apparsa sui maggioroi quiditiani nazionali secondo cui il gruppo sarebbe intenzionato ad offrire servizi bancari come mutui, carte di debito e polizze assicurative.

Tra le notizie di fusioni ed acquisizioni societarie, l’InterContinental Exchange ([[ICE]]) ha avanzato una proposta al CBOT Holdings ([[CBOT]]) che valuta le azioni di quest’ultimo con un premium del 12.8% rispetto al prezzo di chiusura di ieri.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio e’ in lieve rialzo dopo che l’OPEC ha deciso di lasciare invariata l’attuale produzione. I futures con consegna aprile segnano un progresso di 23 centesimi a $58.39 al barile. Sul valutario l’euro e’ in lieve progresso rispetto al dollaro a quota 1.3241. L’oro e’ in recupero: i contratti sul metallo prezioso avanzano di $7.70 a $650.20 l’oncia. In leggero calo i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.5320%.

BORSA: WALL STREET INCERTA, SCONTA RIALZO PREZZI PRODUZIONE/ANSA

Wall Street prova a superare l’incertezza d’apertura e prosegue con gli indici che viaggiano sul filo della parità: i listini provano a neutralizzare il disappunto dell’inatteso rialzo dei prezzi alla produzione di febbraio con la nuova ondata di fusioni e acquisizioni. Non contribuisce a dare tranquillità, tuttavia, un nuovo intervento dell’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, che intervenendo a Boca Raton (in Florida) dice di vedere rischi di contagio d’instabilità dal settore dei mutui subprime (i finanziamenti ad alta remunerazione e con alti rischi di insolvenza) a quello più in generale dei prestiti.

I prezzi alla produzione sono saliti a febbraio dell’1,3%, più del doppio rispetto alle previsioni, con il dato core (al netto di energia e alimentari) schizzato dello 0,4%, il doppio delle attese. Quanto alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, sempre continuando la carrellata di dati macroeconomici, si registra un calo di 12.000 unità a quota 318mila, in questo caso battendo le stime. L’indice Fed di Philadelphia che sintetizza l’andamento dell’attività industriale nell’area, scende a marzo a 0,2 contro lo 0,6 precedente, con un peggioramento netto rispetto alle ipotesi degli analisti che si attendevano un rialzo a 4,0.

Un sollievo alle contrattazioni giunge dalle operazioni di fusioni e acquisizioni: l’IntercontinentalExchange (-3,36% a 127,6 dollari) di Atlanta ha fatto un’offerta da 9,9 miliardi di dollari sul Cbot (Chicago Board of Trade), per dar vita alla prima piattaforma mondiale dei derivati. I soci del Cbot (+13,4% a 188,45 dollari), devono peraltro decidere il 4 aprile se fondersi con il Chicago Mercantile Exchange (-4,86% a 536,55 dollari), l’altro listino della città dell’Illinois che ha fatto un’offerta da 8 miliardi di dollari.

Volatile il comparto dei titoli subprime: Novastar Financial balza del 23,21% (a 5,15 dollari), Fremont accelera del 8,26% (a 7,21 dollari), Accredited Home Lenders rimbalza addirittura del 66,23%, a 10,04 dollari. Bene anche CountryWide che sale del 3,37% a 35,55 dollari. In luce poi PHH, società che fornisce servizi immobiliari, che guadagna il 12,12% (a 31,18 dollari) dopo che l’offerta sul da 1,8 miliardi di dollari in contanti presentata da Blackstone e General Electric.

Male ConocoPhillips (-1,28% a 67,04 dollari) in scai al taglio del giudizio sul titolo da parte di Goldman Sachs, da ‘buy’ a ‘neutral’ perché il colosso petrolifero vuole quadruplicare il buyback del 2007 a 4 miliardi di dollari. A meno di due ore dalla chiusura di Wall Street, il Dow Jones cede lo 0,01% a 12.131,80 punti, il Nasdaq si porta a 2373,52 (+0,06%), mentre lo Standard & Poor’s si ferma a quota 1.389,23 (+0,15%).