WALL STREET IN GINOCCHIO, LA CRISI CONTINUA

17 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Altra seduta nel segno delle vendite per gli indici americani, spinti in forte ribasso dalle continue paure sullo stato del comparto finanziario, la cui crisi sembra lontana dall’essere conclusa dopo il fallimento di Lehman Brothers e il salvataggio d’emergenza del gruppo assicurativo AIG da parte del governo americano. I listini hanno chiuso ai minimi giornalieri, appesantiti da un’ondata di Sell materializzatasi proprio nei minuti finali di contrattazione. Il Dow Jones ha chiuso in calo del 4.06% a 10609, l’S&P500 ha ceduto il 4.72% a 1156, il Nasdaq il 4.94% a 2098.

E’ evidente come gli ultimi sviluppi abbiano drasticamente cambiato il panorama finanziario e’ cio’ contribuisce a rendere maggiormente nervosi gli investitori. Il timore di una nuova ondata di svalutazioni e’ costantemente alto e la Fed, gia’ impegnata a pompare liquidita’ sul mercato nel tentativo di “lubrificare” il sistema economico, si e’ dovuto rivolgere al Dipartimento del Tesoro americano per ricevere nuovi prestiti che le permettano di gestire meglio le proprie risorse finanziarie.

“La Fed sta cercando di fare il possibile in brevissimo tempo, ma le richieste sembrano infinite e c’e’ una sola maglia da cui scucire” ha affermato Kevin Giddis, managing director di Morgan Keegan. “In questo momento, mentre parliamo, il credito si sta riducendo. Le operazioni di prestito tra le banche sono praticamente congelate”.

Al fine di calmare i nervi degli investitori, sempre meno propensi ad accollarsi nuovi rischi nelle scelte d’investimento, e’ intervenuta anche la SEC (l’organo di controllo delle borse americane) con un nuovo piano di regolamentazione che vieta, a partire da giovedi’, determinate pratiche di operazioni di borsa legate allo “short” selling, da molti ritenuto in parte responsabile dell’elevata volatilita’ che ha caratterizzato le borse di recente.

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Le due restanti banche d’affari indipendenti di Wall Street, Goldman Sachs (GS) e Morgan Stanley (MS) (dopo l’uscita di scena di Lehman Brothers e Merrill Lynch) hanno registrato la peggiore performance giornaliera di sempre, con cali superiori ai 20 punti percentuali. A poco sono servite le rassicurazioni offerte dal n.1 di Morgan sul solido stato del gruppo. Per Kenneth Lewis, ad di Bank of America (BAC), l’istituto che ha rilevato Merrill Lynch nel weekend, sia Goldman che Morgan saranno soggette ad una fase di trasformazione nei prossimi mesi.

Morgan Stanley (MS), il cui titolo ha ceduto il 26% nell’ultima seduta, ha riportato un calo dei profitti del 7% nel terzo trimestre, migliore delle attese, ma il management sta considerando se lasciare il gruppo indipendente o cercare di concludere una partnership con un’altra grossa banca d’affari per difendersi dalle turbolenze tuttora in corso. Alcune speculazioni riportano di un possibile merger con Wachovia (WB), anche quest’ultima in forte calo nell’ultima seduta. “Alla luce degli ultimi sviluppi nel comparto finanziario, banche, assicurazioni, fondi ed altri istituti non regolamentati saranno costretti a subire ulteriori perdite”, ha commentato un trader dal floor del Nyse. “Siamo di fronte ad un rischio sistemico nel mondo finanziario”.

La fuga dall’azionario ha originato un afflusso di nuovi investimenti su beni ad inferiori rischio come Titoli di STato ed oro. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.41% dal 3.49% di martedi’, quello sul T-Bill a 90 giorni e’ piombato ai minimi di 54 anni. In forte rally l’oro. Il metallo prezioso ha archiviato la seduta con un progresso giornaliero di $70 a $850.50 l’oncia.

Nel comparto energetico, in gran recupero il petrolio. I futures con consegna ottobre hanno guadagnato $6.01 a $92.16 al barile. Sul valutario, l’euro in recupero rispetto al dollaro a quota 1.4312.

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