WALL STREET IN FORTE RIALZO, NASDAQ +5.49%

16 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Anche oggi la seduta di borsa e’ stata caratterizzata da un’elevata volatilita’. Dopo aver attraversato piu’ volte la linea della parita’, gli indici sono riusciti comunque ad imboccare la strada dei rialzi ed archiviare la seduta in territorio positivo, spinti dal brusco ritracciamento del greggio. Il Dow Jones, mossosi in un trading range di oltre 600 punti, ha guadagnato il 4.68% a 8973, l’S&P500 e’ avanzato del 4.19% a 945, il Nasdaq del 5.19% a 1717.

Complice il forte aumento delle scorte settimanali, il greggio ha continuato a cedere terreno, scivolando al di sotto della soglia psicologica dei $70 per la prima volta dall’agosto dello scorso anno. Le previsioni di rallentamento economico stanno frenando gli acquisti sul comparto energetico, l’Opec ha recentemente rivisto al ribasso per il secondo mese consecutivo le stime sulla domanda globale per il 2009. I futures con consegna novembre sono arretrati di $4.69 (-6.3%) a $69.85 al barile. La perdita rispetto ai massimi dello scorso luglio e’ ora superiore al 50%.

Le condizioni economiche restano deboli. Ad alimentare la forte indecisione degli operatori, almeno nella prima parte della seduta, erano stati proprio gli ultimi dati sulla congiuntura Usa da cui e’ emerso un quadro ancora fiacco dell’economia statunitense. Sia l’inflazione che il mercato del lavoro hanno offerto timidi segnali positivi ma la produzione industriale e l’attivita’ manifatturiera hanno registrato un brusco deterioramento nell’ultimo periodo.

A settembre i prezzi al consumo sono risultati invariati (a differenza dei prezzi alla produzione) mentre le richieste di sussidio da parte dei disoccupati sono scese in misura superiore alle attese. La produzione industriale pero’ ha registrato una contrazione del 2.8% (peggior calo dal dicembre 1974), e il Philly Fed, che traccia l’andamento dell’attivita’ manifatturiera nell’area di Philadelphia, ha registrato un crollo a -37.5 punti, attestandosi a livelli nettamente inferiori al consensus.

Il segretario al Tesoro Usa Henry Paulson ha dichiarato che “il congelamento del mercato del credito e lo shock che ne e’ conseguito stanno avendo un enorme peso sull’economia reale”. “Ci aspettano ancora alcuni mesi difficili” ha ammonito Paulson. Data la gravita’ della situazione a livello globale, tra gli operatori hanno ripreso a circolare voci di un nuovo taglio coordinato ai tassi d’interesse da parte delle Banche Centrali. La scorsa settimana si e’ assistito ad un’azione congiunta di Fed, Bce e altre sei banche centrali che ha avuto come esito l’abbassamento di mezzo punto percentuale del costo del denaro. La Fed si riunira’ nuovamente a fine mese per le decisioni di politica monetaria.

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Tra le news societarie, riflettori puntati sull’ultima tornata di trimestrali. Merrill Lynch che sta per essere acquistata da Bank of America, ha riportato una perdita di $5 miliardi nel terzo trimestre, una voragine, dovuta alle svalutazioni per complessivi $9.5 miliardi di assets illiquidi. Merrill ha gia’ iscritto in bilancio perdite colossali pari a $40 miliardi relative ai mutui subprime, ma dice di aver “fatto notevoli progressi” nella riduzione dei rischi in bilancio, avendo tagliato il 98% dell’esposizione sui mutui Alt-A.

L’altra banca, Citigroup, ha perso $2.8 miliardi. E’ il quarto trimestre consecutivo in rosso per il colosso bancario Usa, dopo l’ennesima tornata di svalutazioni per un totale di $4.4 miliardi su bonds, operazioni bancarie e crollo del fatturato in varie areee di business dovuto “all’impatto di un’ambiente economico difficile e di un mercato dei capitali debole”.

Il colosso della telefonia mobile Nokia ha registrato un calo del 30% dei profitti, mentre eBay, che ha fatto meglio del consensus sugli utili, ha diffuso un outlook negativo pre i prossimi mesi che ha spinto al ribasso il titolo. Risultati migliori del consensus per Baxter e per la conglomerata indutriale United Technologies, in linea i numeri del gruppo assicurativo UnitedHealth. Subito dopo la chiusura delle borse saranno i giganti hi-tech Google ed IBM, tra gli altri, a diffondere gli ultimi numeri fiscali.

Sugli altri mercati, sul valutario, in calo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.3454. Pesante l’oro. I futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno perso $34.50 a $804.50 l’oncia. In rialzo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.9340% dal 4.011% di mercoledi’.

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