Wall Street in cerca di spunti, sell-off sui Treasury

8 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Rendimento dei Treasury sui massimi di sette mesi, dollaro in rialzo, materie prime sul fondo mentre i titoli finanziari si mettono in mostra. Si inquadra cosi’ la giornata a Wall Street con indici intorno alla parita’ mentre le borse europee chiudono contrastate: in calo frazionale Londra e Francoforte, al top Milano.

A tenere banco a Wall Street e’ la vendita dei titoli di Stato Usa all’indomani dell’accordo tra Repubblicani e amministrazione Obama sul rinnovo dei tagli alle tasse voluti dall’ex presidente Bush. Si teme che i conti pubblici Usa non possano fare altro che peggiorare, motivo per cui i prezzi dei Treasury sono oggi in ritirata. Ma c’e’ chi offre una lettura della situazione piu’ incoraggiante, anche per i listini azionari.

C’e’ chi fa notare che la decisione presa da Washington e’ in contrasto con le misure di austerita’ adottate in Europa. “Sara’ interessante vedere tra due anni quale dei due approcci avra’ dato i risultati migliori anche se va detto che gli Usa hanno una maggiore flessibilita’ su come gestire la situazione economica attuale rispetto a molti paesi del Vecchio Continente”, ha spiegato a Marketwatch Gary Jenkins, a capo delle ricerce sul reddito fisso di Evolution Securities.

L’agenda macroeconomica americana e’ scarna: le richieste per prestiti immobiliari sono calate la settimana scorsa dello 0.9% come conseguenza del rialzo dei tassi ai massimi di quattro mesi e mezzo. Le scorte di petrolio settimanali sono calate molto piu’ delle attese.

In Europa intanto a livello settoriale, i bancari si sono difesi (+2.3%)nonostante un nuovo rapporto metta in evidenza la forte esposizione di alcuni istituti europei sui derivati e su altri titoli illiquidi. I CDS (credit default swaps) di Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena presi di mira dagli hedge fund che individuano debolezze nel sistema bancario italiano.

Dopo il via libera dell’Ecofin al pacchetto di aiuti all’Irlanda e l’ok, seppur sofferto, del Parlamento irlandese al budget di austerita’, il clima sembra più disteso, anche se restano vive alcune polemiche velate nate in seno ai massimi esponenti della finanza europea per diversita’ di vedute.

Una di queste e’ testimoniata proprio dalle dichiarazioni del numero uno dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, che ha criticato aspramente la Germania che ha bocciato senza appello la proposta dello stesso Juncker e del ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti di introdurre gli eurobond.

Secondo quanto reso noto da Borsa Italiana il controvalore provvisorio degli scambi a Milano nel giorno dell’Immacolata e’ pari a 2.881 miliardi, in aumento rispetto ai 2.515 miliardi di ieri. I titoli piu’ scambiati sono stati Unicredit (304.830 milioni di pezzi scambiati), Intesa Sanpaolo (104.172 milioni), Fiat (53.176 milioni, Telecom Italia (52.552 milioni).

Sul fronte societario Usa, Texas Instruments (TXT) ha abbassato le sue stime su utili e ricavi del quarto trimestre. Il gruppo di semiconduttori si aspetta utili tra $0.61 e 0.65 per azione. Il consensus e’ nella parte centrale di tale range.

Costco (COST) ha annunciato utili nel quarto trimestre in rialzo del 18%. L’Eps e’ stato di $0.71 contro attese per $0.69. Il colosso del fai da te Home Depot (HD) ha detto di aspettarsi utili adjusted 2010 da $1.97.

Sul Nyse i volumi sono superiori alla media ( 427 milioni di azioni passate di mano contro le solite 422 milioni) mentre sul Nasdaq sono stati scambiati meno titoli rispetto a quanto accaduto recentemente (832 milioni contro 926 milioni). Nel primo caso i titoli in rialzo sono meno di quelli in ribasso (1199/1710), accade il contrario nel secondo (1337/1175). Le azioni sul Nyse che hanno toccato nuovi massimi superano quelli che hanno toccato nuovi minimi (104/22) mentre sul Nasdaq il rapporto e’ 142 a 16.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in calo dello 0.56% a quota $88.19 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna -2.09% a $1379.50 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in flessione dello 0.19% a quota $1.3236. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale vale 3.26% contro il 3.165% di ieri.