Wall Street in calo: deludono i dati macro e le stime del FMI

16 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dopo la pubblicazioni degli ultimi dati macro deludenti sul fronte dei consumi e la revisione al ribasso delle stime sulla crescita mondiale da parte del Fondo Monetario Internazionale, si fanno piu’ pesanti le perdite dell’azionario americano in avvio di settimana.

In chiusura lo S&P500, indice allargato di Wall Street, cede -3,14 punti (-0,23%) a 1.353,64, il Dow Jones -49,88 punti (-0,39%) a 12.727,21, il Nasdaq -11,53 punti (-0,40%) a 2.896,94.

Euro recupera sopra $1,22, con le cifre sulle vendite al dettaglio che portano a una netta riduzione dei guadagni del dollaro. I rendimenti dei Treasuries lasciano ampio terreno per strada (a un punto base o due dai minimi record) e l’oro accelera.

I numeri sono risultati inferiori alle attese in giugno, registrando un calo del -0,2%. Male la componente auto, con la domanda di vetture che non e’ stata cosi’ sostenuta come si aspettavano gli analisti. Meglio del previsto invece ha fatto l’indice Empire State dell’area di New York, che in luglio e’ risalito dopo la brutta batosta di giugno.

Il Fondo monetario internazionale ha incitato la Banca centrale europea a fare di piu’, tornando ad acquistare titoli di stato. “Tensioni nei mercati periferici risalite ai picchi di fine 2011”. Confermate previsioni Italia: -1,9% in 2012, pareggio conti in 2013 ma debito salirà al 126,4% del Pil. Secondo Olivier Blanchard, chief economist dell’organizzazione, Italia e Spagna possono farcela solo con tassi ragionevoli.

Scambiano in ribasso anche le principali Borse europee, con Milano che cede circa mezzo punto percentuale.

Tra gli eventi piu’ importanti in agenda in questi giorni, il discorso del Presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke. Nel corso di una audizione al Senato Usa, domani il banchiere centrale interverra’ sullo stato di salute dell’economia. Le speranze – da molto tempo – sono per il varo di nuove misure di quantitative easing, ovvero manovre non ortodosse di allentamento monetario. Ma le ultime dichiarazioni del timoniere della Banca centrale americana, finora, non hanno avallato tali aspettative.

L’indice S&P500 ha terminato la settimana in rialzo grazie alla variazione positiva di venerdì, dopo che dalla Cina sono giunti segnali di nuovi stimoli, monetari e/o fiscali, a favore della ripresa. Notizia accolta in senso positivo, ha diminuito i timori sul rallentamento economico globale e sul calo degli utili aziendali.

Nel secondo trimestre crescita economica cinese in calo a +7,6%. Il Premier Wen Jiabao ha avvertito che la situazione attuale è molto difficile e che ci saranno ancora parecchie difficoltà e ostacoli da superare in questo periodo.

Riguardo alla stagione degli utili, l’attenzione è tutta su Citigroup, che riporta utili per azione $0,95, contro attese per $0,90. Entrate a $18,6 miliardi, rispetto a stime per $18,9 miliardi. In ribasso i titoli di Goldman Sachs: domani annuncera’ i risultati d’esercizio relativi al secondo trimestre.
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Il chief executive di Airbus annuncia che il rivale Boeing ha ridotto il prezzo del modello Boeing 737 Max, nel tentativo di acquistare quote di mercato sull’A320neo.

Dalle ultime indiscrezioni stampa pare che per problemi che portavano all’utilizzo improprio del freno, Ford Motor avrebbe richiamato diverse vetture del modello Escape.

In ambito valutario, l’euro in calo moderato sul dollaro a $1,2272. Dollaro/yen a JPY 78,86, mentre euro/yen a JPY 96,75.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio a quota $88,43 al barile, mentre quotazioni oro a $1.591,6 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano all’1,473%.