WALL STREET: IN ARCHIVIO IL DELUDENTE MESE DI MAGGIO

31 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il pesante sell-off in avvio di settimana, sui mercati azionari americani sono tornati a prevalere gli acquisti che hanno permesso ai listini di chiudere l’ultima sessione del deludente maggio, in territorio positivo. Il Dow Jones e’ avanzato dello 0.67% a 11168, l’S&P500 dello 0.81% a 1270, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.65% a 2178. Ad offrire supporto, il calo del greggio, oggi particolarmente sotto pressione.

Nella ricerca di nuovi segnali che potessero offrire maggiori informazioni sull’atteggiamento della Fed in ambito di politica monetaria, l’attenzione degli operatori e’ stata polarizzata dal rilascio delle minute dell’incontro del Fomc svoltosi lo scorso 10 maggio.

Dai dettagli e’ emerso che la Banca Centrale continua ad avvertire una continuazione delle pressioni inflazionistiche e si e’ detta preoccupata dall’incremento dei prezzi, tanto da avanzare l’ipotesi di un futuro rialzo del costo del denaro pari ad addirittura mezzo punto percentuale.

Fino ad adesso, nella lunga serie di rialzi dei tassi, iniziata due anni fa, la Banca Centrale ha sempre attuato un aumento dei fed funds pari allo 0.25%, per sedici volte consecutive. Tra le ipotesi proposte da alcuni esponenti della Fed si e’ discussa anche la possibilita’ di una pausa alle strette creditizie per permettere ai precedenti rialzi di produrre i relativi effetti sull’economia, ma e’ molto improbabile che nel prossimo meeting Bernanke & Co. lasceranno invariati i tassi a breve. I futures indicano una probabilita’ di un nuovo aumento del costo del denaro pari al 72%; prima del rilascio delle minute tale probabilita’ era del 56%.

A spingere i listini al rialzo, gia’ fin dall’apertura, era stato il brusco calo del greggio, sotto pressione grazie alla disponibilita’ offerta dagli Stati Uniti a partecipare ai colloqui multilaterali con l’Iran per la risoluzione sul nucleare.

La notizia, interpretata in maniera negativa dagli esperti ed operatori specializzati nel comparto energetico, nonostante la condizione imposta dagli Usa di un abbandono definitivo del programma sull’arrichimento dell’uranio da parte di Teheran, ha avuto l’effetto di spingere al ribasso l’oro nero che e’ arrivato a toccare un minimo di $70.05, per poi recuperare parte del terreno sul finale.

I futures con scadenza luglio hanno archiviato la seduta in ribasso di 74 centesimi, a $71.29 al barile. La performance mensile e’ pari ad un calo del 3%. Quella di giovedi’ sara’ una giornata ricca di aggiornamenti per il settore energetico, con il rilascio dei dati sulle scorte settimanali (slittati di un giorno a causa della chiusura dei mercati per il Memorial day) e la decisione OPEC sulle quote di produzione.

Tra gli altri aggiornamenti macro, va menzionato il nuovo progresso dell’attivita’ manifatturiera nell’area di Chicago. Nel mese di maggio, l’indicatore e’ cresciuto a 61.5 punti attestandosi ad un livello superiore a quello atteso dagli analisti (56).

Per la cronaca societaria, a contribuire maggiormente al rialzo del Dow Jones sono stati Hewlett-Packard, Intel e Merck; hanno registrato le perdite piu’ accentuate Microsoft, IBM e Procter & Gamble.

Tra gli altri titoli, in evidenza quelli del comparto Internet, Google ed eBay in particolare. Entrambe le societa’ hanno visto tagliarsi il target price da parte degli analisti di Merrill Lynch: le azioni hanno chiuso in territorio negativo, con una perdita piu’ accentuata (circa l’1%) per il colosso delle aste online.

In controtendenza, ed in forte rialzo, le azioni della societa’ sviluppatrice di schede grafice, ATI Tech, che beneficiano dell’interessamento da parte del colosso dei chip Advanced Micro. ATYT e’ cresciuto di quasi nove punti percentuali.

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Sugli altri mercati, in forte calo l’oro, dopo tre sessioni consecutive di rialzi. I futures con consegna giugno sono arretrati di $11.40 a $642.50 all’oncia. Sul valutario, euro in flessione rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2815. In ribasso, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 5.113% dal 5.08% di martedi’.