Wall Street in agitazione, Coree e Irlanda mettono pressione

23 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Partenza in rosso per i listini azionari americani, con gli investitori che anzi che rilassarsi e chiudere posizioni in occasione del Thanksigiving, giovedi’ prossimo, decidono di vendere, inquieti per gli sviluppi geopolitici in Corea e per la situazione fiscale fragile di piu’ di un paese nell’area euro.

Il Dow Jones cede l’1.02% a quota 11064.52, il Nasdaq l’1% in area 2506.77, mentre l’S&P 500 l’1.13% a 1184.26.

A nulla sono servite le buone notizie giunte dal fronte economico Usa: stando alla seconda lettura del PIL, la crescita dell’economia nel terzo trimestre e’ stata superiore al previsto, cosi’ come lo sono stati consumi, investimenti aziendali e esportazioni. Ma il rialzo e’ ancora troppo moderato, sottolineano gli analisti, per poter sperare in un calo dei preoccupanti – anche se stabili – livelli di disoccupazione.

Sempre sul fronte prettamente macro ora l’attenzione si spostera’ alle 16 italiane sulla vendita di case esistenti e quattro ore dopo sulla pubblicazione delle minute della Fed sull’ultimo incontro di politica monetaria.

Una certa debolezza continua a riscontrarsi anche in Europa, dopo le principali borse sono in pesante calo per una seconda seduta consecutiva. A base del movimento degli indici e’ la paura del contagio della crisi del debito sovrano dei paesi periferici dell’area euro e le condizioni finanziarie dei PIIGS stessi. Il conflitto tra le due Coree non ha fatto che esacerbare tale tono negativo.

I bond irlandesi sono sottoposti a nuove pressioni oggi dopo che il primo ministro Brian Cowen e’ alle prese con una crisi di governo mentre cerca disperatamente il sostegno alle misure di austerita’ da $15 miliardi in quattro anni necessarie perche’ Dublino si assicuri un piano di salvataggio da parte di UE e FMI.

Nonostante il Giorno del Ringraziamento sia alle porte non si puo’ dunque certo parlare di clima festivo a New York, amche se i volumi sono sotto la media. La tensione e’ altissima con lo scambio di bombardamenti in Corea ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. Secondo Pyongyang il Sud ha fatto fuoco per primo, mentre per Seul l’attacco di Pyongyang e’ stato “intenzionale e pianificato” e costituisce una “chiara violazione dell’armistizio” tra le due Coree, ha detto il ministero degli Esteri sudcoreano. La tesi della Corea del Nord e’ che il bombardamento dell’isola di Yeonpyeong e’ avvenuto in risposta al fuoco dell’esercito sudcoreano, che “ha sparato per primo”.

Intanto il mercato si interroga su quale sara’ il prossimo paese dell’area periferica dell’euro a capitolare: Portogallo o Spagna? Il governo di Dublino nel frattempo traballa, con possibili nuove elezioni a gennaio. In pratica il piano di salvataggio dell’Irlanda ha intensificato, anzi che alleviato, la crisi del debito sovrano dei PIIGS.

In ambito societario, i titoli di Hewlett-Packard sono richiesti dopo che l’impresa di computer ha riportato risultati fiscali molto confortanti e emesso un outlook migliore delle attese.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna gennaio sono in flessione dell’1.32% a quota $80.66 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna +0.01% a $1358 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in calo dello 0.69% a quota $1.3533. Quanto ai Treasuries i prezzi sono in forte rialzo, con il rendimento che scambia in progresso di 4.7 punti base a quota 2.75%.