WALL STREET IN ACCELERAZIONE, SPINTA DA BERNANKE

27 Aprile 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta in lettera. Exxon Mobil (XOM), Marjaton Oil (MRO), Cardinal Health (CAH), Centex Corp (CTX) e MGM Mirage (MGM) hanno pubblicato risultati inferiori alle attese, mentre Contrywide Fnacial (CFC), AstraZeneca (AZN), Comcast (CMCSA), Dow Chemical (DOW) e Kellog (K) hanno battuto le stime. IL prezzo del greggio e’ in ribasso di circa l’1% a $71 al barile.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in denaro di 26 punti a 11380, il Nasdaq e’ in rialzo di 17 a 2351 e l’S&P500 sta guadagnando 4 punti a 1310.
L’indice “advance/decline” sta facendo registrare una lettura di +300.
L’indice VIX e’ al livello di 11.77.
Positive le performances dei settori servizi per l’educazione, casino, prodotti per la casa, farmaceutici e biotecnologia; in ribasso invece immobiliare, acciaio, metalli e alluminio.
I volumi sul NYSE sono di 954 milioni di titoli scambiati.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, SSTI sta perdendo l’1.5%, mentre FILE guadagna il 2%.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Questa sera dopo la chiusura, le societa’ di Microsoft (MSFT), Altera (ALTR), Conexant (CNXT), Eastman Chemical (EMN) e MetLife (MET), fra le altre, pubblicheranno i risultati trimestrali.

Domani mattina, saranno pubblicati i dati macro sul “chain-deflator”, sull’indice del costo dell’impiego, sul prodotto interno lordo, sul “sentiment” dell’Universita’ del Michigan e sull’indice PM di Chicago.

POSIZIONI RIALZISTE:

HON (APERTA IL 21/12 A $38.00; CHIUSA IL 18/4 A $44.22; PERF. +16.37%)

SSTI (APERTA IL 29/12 A $5.16; ATTUALE $4.92; PERF. –4.65%)

FILE (APERTA IL 25/1 A $27.35; ATTUALE $28.80; PERF +5.30%)

VRSN (APERTA IL 30/3 A $23.50; CHIUSA IL 21/4 A $25.25; PERF +7.45%)

BORSA: NEW YORK POSITIVA, BERNANKE ANNULLA EFFETTO-CINA/ANSA

La borsa statunitense, che nelle prime fasi delle contrattazioni era negativa, come conseguenza della stretta di politica monetaria decisa oggi dalle autorità di Pechino, ha improvvisamente imboccato la strada del rialzo in coincidenza con l’ intervento del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, davanti al Congresso.

Bernanke peraltro si è limitato a dire una ovvietà, cioé che “ad un certo punto” la manovra di rialzo dei tassi d’ interesse avviata nel giugno del 2004 e finora mai interrotta avrà una fine. Nulla di nuovo sotto il sole e niente di più scontato, perché è del tutto normale che ogni cosa debba avere un inizio ed al tempo stesso una fine, tanto più che la Fed ha alzato senza sosta i tassi di riferimento per ben 15 volte di fila e si accinge a farlo per l’ ennesima volta – la sedicesima – il 10 maggio prossimo.

Eppure, il mercato azionario è rimasto sollevato dalle parole di Bernanke, il quale ha inoltre precisato che è possibile che la banca centrale si prenda a questo punto una pausa, per poi peraltro eventualmente – se la situazione lo richiederà – riprendere a far salire il costo del denaro. Insomma, dopo aver detto appunto qualche cosa di scontato – che cioé i rialzi prima o poi finiranno – Bernanke è tornato addirittura sui suoi passi, ammonendo che l’ eventuale stop potrebbe essere di breve durata. La Borsa sta però appunto salendo, al punto che in particolare l’ indice tecnologico, il Nasdaq composite, guadagna circa un punto percentuale.

Tutto questo in una giornata in cui peraltro alcune trimestrali societarie hanno deluso, a cominciare da quella del colosso petrolifero Exxon, che lascia sul terreno 73 cents, a 62,37 dollari, in quanto l’ utile per azione è stato pari a 1,37 dollari, contro 1,47 messi in conto dagli analisti di Thomson Financial.

In generale, in ogni caso, i progressi coinvolgono la maggior parte dei settori, con le utilities che beneficiano del fatto che il rendimento dei titoli di Stato oggi è sceso, con questo rendendo più appetibile il dividend/yield, cioé il rapporto prezzo/dividendo, offerto dalle società di questo settore, in media pari al 3,6%. Exelon, ad esempio, guadagna 32 cents, a 53,73 dollari, mentre Duke Energy sale di 45 cents, a 28,91 dollari.

Bene anche i bancari, considerato che gli istituti hanno in ‘pancia’ ingenti quantitativi di obbligazioni, le quali si sono già fortemente deprezzate a seguito dei reiterati rialzi dei tassi di riferimento. Bank of America – che ieri ha annunciato un maxi-buy back da 12 miliardi di dollari, ad esempio avanza di 72 cents, a 48,43 dollari.

Soffrono invece le quotazioni dei titoli delle aziende legate all’ andamento delle materie prime. E’ il caso del gigante dell’ alluminio Alcoa, che scivola del 2,6% a 34,04 dollari (il maggiore ribasso nell’ indice Dow Jones), perché in questo caso é scattata appunto la sindrome cinese, cioé la prospettiva di un rallentamento dell’ economia di Pechino alla luce della stretta odierna. Cede inoltre anche Phelps Lodge, colosso del rame, -1,06 dollari a 34,04 dollari come conseguenza della discesa dei prezzi di questa commodity, oggi -3,1%.

Fra i ribassi di maggiore entità, quello di Aetna, uno dei maggiori assicuratori nella sanità, -17% a 38,5 dollari, in quanto la trimestrale ha evidenziato un’ incidenza crescente degli oneri sostenuti per accaparrarsi nuovi segmenti di clientela. Tutto questo nonostante che l’ utile netto sia comunque aumentato del 3,2%. L’ attesa è adesso per la trimestrale di Microsoft, che sarà diffusa dopo la chiusura degli scambi; nel frattempo il titolo è in progresso di 15 cents, a 27,25 dollari.

Attorno alle 18.40 ora italiana l’ indice Dow Jones sale dello 0,39% a 11.399,32 punti, il Nasdaq composite dell’ 1,04% a 2.357,86 e lo S&P 500 dello 0,61% a 1.313,41.