Wall Street immobile, Oracle -11,6% penalizza il Nasdaq

21 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Chiusura contrastata a Wall Street dove il listino dei titoli tecnologi, il Nasdaq, ha perso quasi l’1% dopo i deludenti risultati di Oracle, che gettato un’ombra sull’intero settore. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,03% a quota 12107,74; il Nasdaq ha perso lo 0,99% a 2577,97 punti. New York si e’ allineandosi al trend delle piazze europee che, dopo essere salite in attesa della maxi asta della Bce, hanno fatto bruscamente dietrofront. Gli analisti spiegano il trend con l’alta volatilità presente sull’azionario ma anche con il fallimento dell’operazione.

Oggi dal fronte macroeconomico degli Stati Uniti è stato reso noto il dato relativo alle vendite di case esistenti. Il dato è salito a novembre del 4% su base mensile, attestandosi però a un livello inferiore alle previsioni. Il mercato immobiliare continua a rimanere la spina nel fianco degli Stati Uniti: e il quadro è più preoccupante se si considera che nel periodo compreso tra il 2007 e il 2011, i numeri sono stati gonfiati del 14%.

Tra le storie societarie di rilievo Oracle, che vede il titolo crollare del 14%, dopo i risultati di bilancio, comunicati nella serata di ieri, inferiori alle stime. Il tonfo mette sotto pressione il settore hi-tech e soprattutto il Nasdaq; male, sebbene a ritmi più contenuti, Google -0,68%, Apple -0,42%, Microsoft -0,56%. Il Philadelphia Semiconductor Index, poi, che misura la performance dei titoli delle società di semiconduttori, cede l’1,52%.

Diametralmente opposta la performance di Research In Motion, che sale dell’6,20% circa dopo che il Wall Street Journal ha pubblicato indiscrezioni secondo cui Microsoft e Nokia starebbero pensando di presentare un’ offerta congiunta per rilevare il colosso del Blackberry. Dalle ultime indiscrezioni si apprende tuttavia che RIM avrebbe rifiutato l’offerta arrivata da Amazon.

Tra i settori, male i finanziari dopo che un rapporto pubblicato dal Wall Street Journal parla di maggiori regole per il settore. Cedono Citi -1,7%, Bank of America -0,77%, JPM -0,57%. L’indice del comparto Financial Select Sector SPDR ETF è in flessione dell’1%.

Sul fronte valutario, l’euro scende dello 0,37%, a $1,3032, mentre sale dello 0,26% nei confronti del franco svizzero, attestandosi a quota CHF 1,2220. Contro lo yen scende dello 0,18%, a JPY 101,64.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dell’1,58%, a $98,78 al barile, mentre le quotazioni dell’oro sono piatte (+0,01%, a $1.617,80). Il petrolio recupera posizioni dopo i dati resi noti dal dipartimento di Energia Usa, che hanno messo in evidenza che, a livello settimanale, le scorte di distillati sono scese di 2,4 milioni di barili, quelle di benzina di 400.000 barili e quelle di petrolio crude di 10,6 milioni di barili.