WALL STREET: ILLUSIONE INIZIALE, TORNANO LE VENDITE

14 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’avvio positivo originato dagli ultimi dati macroeconomici e da alcune notizie societarie incoraggianti, sui listini americani sono tornate a prevalere le vendite ed a meta’ seduta trattano ai peggiori livelli giornalieri. Il Dow Jones arretra dello 0.73% a 11988, l’S&P500 dello 0.65% a 1368, il Nasdaq e’ in ribasso dello 0.52% a 2338. Resta dunque forte incertezza sui mercati, ancora legata alla crisi del comparto dei mutui e alle ripercussioni che potra’ avere sul settore finanziario e sui consumi e gli investimenti. L’indice industriale e’ sceso sotto la soglia dei 12000 punti per la prima volta dallo scorso 6 novembre.

All’indomani del secondo peggior sell-off del 2007 che ha visto chiudere i listini ai minimi giornalieri (solitamente un segnale poco incoraggiante, indicatore di nuove vendite), i listini non sono in grado di contenere i guadagni iniziali spingendosi ulteriormente al ribasso.

L’ondata di vendite dello scorso 27 febbraio e’ un ricordo ancora fresco e gli operatori sono in allerta su ogni eventuale segnale che possa indicare un rallentamento della crescita economica, mantenendo cosi’ un’elevata avversione al rischio.

Dopo la crisi che ha messo in ginocchio grossi istituti finanziari come New Century Financial ([[NEWC]]), Countrywide ([[CFC]]) e Accredited Home Lenders ([[LEND]]), in mattinata e’ stata la societa’ di servizi e consulenza fiscale H&R Block ([[HRB]]) ad impensierire maggiormente gli operatori. L’azienda ha comunicato che a causa dell’alto livello di morosita’ nel ripagamento dei mutui, sara’ costretta a riportare una perdita trimestrale e rimandare la presentazione dei risultati fiscali.

Ad offrire supporto iniziale ai listini erano stati in avvio gli ultimi dati macro e la trimestrale di Lehman Brothers. Nel mese di febbraio i prezzi all’importazione sono cresciuti dello 0.2%, al di sotto delle attese, mentre il deficit delle partite correnti si e’ ristretto rispetto al record segnato nel trimestre precedente.

Lehman Brothers ([[LEH]]), che ha un’esposizione maggiore sui mutui ipotecari rispetto alla concorrente Goldman Sachs ([[GS]]) che ha diffuso i numeri trimestrali nella giornata di ieri, ha riportato numeri fiscali migliori delle attese, ma il fatto non e’ stato sufficiente a rassicurare gli operatori.

A livello settoriale, i maggiori cali sono segnati ancora una volta dai titli finanziari, bancari e del brokeraggio. In controtendenza le azioni biotech e dei servizi petroliferi, questi ultimi in leggero progresso nonostante il calo del petrolio, arretrato (-53 centesimi a $57.40) in seguito alla diffusione dei dati sulle scorte (visita la sezione Target News per i dettagli)

Sugli altri mercati, sul valutario l’euro e’ in progresso sul dollaro a quota 1.3235. L’oro arretra di $7.40 a $642.00 l’oncia. In rialzo i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.479%.

BORSA: NEW YORK PIOMBA A MINIMI 2007 SU TIMORI DEFAULT MUTUI

Nuovo scossone a Wall Street, con il Dow Jones e lo S&P 500 piombati ai minimi del 2007 dopo che General Motors ha ravvivato i timori che i default dei mutui ipotecari possano contagiare il resto dei mercati finanziari. La principale casa automobilistica mondiale cede il 2,79% a 29,66 dollari, mettendo piombo sull’indice Dow Jones che è sceso sotto la soglia dei 12.000 punti.

Nonostante il gruppo di Detroit abbia archiviato il rosso nel quarto trimestre, chiuso con 950 milioni di dollari di utile netto dopo le perdite passate, i 32 centesimi per azione di utile operativo sono inferiori di 90 centesimi alle previsioni degli analisti, a causa delle perdite della società finanziaria Gmac, di cui Gm ha il 49%, proprio sul fronte dei mutui.

I timori del mercato sono per un diffondersi incontrollato dei default anche al di fuori dei mutui ‘subprime’, quelli su cui finora si sono verificati la maggior parte dei default che rischiano di provocare il crac di New Century Financial e stanno tenendo sotto pressione i titoli finanziari e bancari. “C’é la possibilità che le difficoltà del ‘mattone’, specie nel settore dei mutui e nello specifico nei subprime, possano contagiare significativamente il resto dei mercati finanziari”, spiega alla Bloomberg Michael Vogelzang, capo degli investimenti del fondo Boston Advisors.

Il Dow Jones a metà seduta è in forte calo e cede l’1,03% a 11.952,03 punti, mentre lo Standard & Poor’s 500 lascia sul terreno lo 0,93% a 1.365,15. Forte calo anche per il Nasdaq, che perde lo 0,72% a 2.333,69.

Le perdite si aggiungono a quelle di ieri, che già da sé avevano cancellato i rialzi messi assieme nelle tre precedenti sedute. Le perdite più pesanti le accusano i titoli del comparto finanziario, anche oggi oggetto di pesanti vendite: si teme che la crisi delle insolvenze dei mutui, se dovesse ampliarsi e toccare anche i mutui di qualità superiore ai ‘subprime’, possa finire per intaccare le commissioni delle banche e forzarle a stringere i cordoni delle borse, erogando meno crediti al settore immobiliare.

In netto calo (-3,8% a 69,30 dollari) Lehman Brothers, che oggi ha annunciato un utile record, ma ha anche dovuto spiegare che i risultati trimestrali sono stati più bassi a causa della debolezza del settore dei mutui residenziali. Giù anche Bank of America, -1,8% a 48,57 dollari, e JPMorgan Chase -1% a 46,25 dollari. Netto calo, sul fronte delle blue chip della grande distribuzione che fanno parte del Dow Jones, Wal-Mart, che cede l’1,26% a 45,38 dollari.