WALL STREET: IL DOW JONES CHIUDE A +0.00%

26 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici Usa hanno chiuso in rosso una seduta priva di spunti positivi. Il Dow Jones ha chiuso con un raro caso di variazione nulla (0.00%) a 9962. In rosso l’S&P 500 che ha chiuso a -0.20% a 1084 e il Nasdaq, che ha messo a segno un -0.54% a 1839, ai minimi di nove mesi. Si tratta di una cattiva notizia non solo per i tecnologici, ma anche per il mercato in generale. L’indice spesso agisce come un “leading indicator” per l’intero mercato.

Sui mercati azionari americani continua a dominare l’incertezza. Le cifre contrastanti emerse dai bilanci societari e le previsioni per lo piu’ poco incoraggianti per i prossimi trimestri non sono riusciti a cancellare i timori di un rallentamento della crescita dei profitti nella seconda meta’ dell’anno. Tassi d’interesse, petrolio e situazione geopolitica sono poi ulteriori elementi che contribuiscono a frenano le decisioni di investimento.

La situazione e’ di difficile interpretazione e molto spesso gli stessi addetti ai lavori hanno pareri praticamente opposti. E’ il caso delle analisi tecniche pubblicate in mattinata dalle banche d’affari Merrill Lynch e CS First Boston: ottimista la prima, ancora bearish l’altra. Prudential, preoccupata per le prospettive di utili per il 2005, riduce il peso dei titoli tecnologici e teme un rallentamento della crescita e una flessione della profittabilita’. Giudizi positivi sui titoli della telefonia fissa da parte di UBS.

Una nota di buonumore e’ arrivata comunque dal fronte societario, dove proseguono le operazioni di fusioni e acquisizioni. Il gruppo farmaceutico Mylan Laboratories, il primo in Usa nel ramo dei farmaci generici, acquistera’ la Britannica King Pharmaceuticals per $4 miliardi. Fa discutere la notizia pubblicata dal settimanale Newsweek, in base alla quale il colosso della telefonia AT&T. sarebbe finita nel mirino della finanziaria Kohlberg, Kravis,Roberts & Co, meglio nota come KKR.

E’ stata definita oggi la fascia di prezzo per il debutto in borsa di Google. Il valore oscillera’ tra i $108 e i $135, valori record per Wall Street. E non manca chi scommette che il prezzo salira’ ancora di piu’ grazie al meccanismo di assegnazione delle azioni con l’asta olandese. “La questione”, dichiara Kevin Calabrese, analista per la Argus Research in un’intervista su Bloomberg ” non e’ tanto quale e’ il valore della compagnia, ma quanto piuttosto la gente e’ disposta a pagare”.

Hanno riportato risultati migliori delle attese International Paper, BellSouth, Kellogs e il colosso delle carte di credito American Express. Dopo la chiusura delle borse sono attesi altri risultati, tra cui quelli di Novatel Wireless e di Centex.

Tra le blue chip del Dow Jones, i migliori guadagni li hanno registrati Verizon, SBS Communications, Microsoft, AIG, America Express. Chiusura in rosso invece per Pfizer, Du Pont, Wal Mart, Coca Cola e Alcoa. [Vedi decine di azioni in movimento segnalate da
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Per quanto riguarda gli indicatori economici, alle 16:00 ora italiana e’ stato pubblicato il dato relativo alle vendite di case esistenti . Nel mese di giugno l’indicatore si e’ attestato a 6.95 milioni di unita’, sbaragliando le attese degli analisti, che avevano pronosticato un valore di 6.65 milioni di unita’ (dato annualizzato).

Sugli altri mercati, il dollaro e’ sostanzialmente stabile nei confronti dell’euro. Nel tardo pomeriggio a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2150. Chiusura negativa per l’oro. Il metallo prezioso ha perso 20 centesimi a $390.30 all’oncia al New York Mercantile Exchange.

In flessione anche il prezzo del petrolio. Il future con scadenza settembre ha ceduto $0.27 a $41.44 al barile. Sulle quotazioni del greggio continuano a pesare, tuttavia, le preoccupazioni per le tensioni in Iraq, i timori di possibili attentati e le ripercussioni sull’offerta del possibile fallimento del maggior esportatore russo, OAO Yukos.

Perdono terreno i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.48% contro il 4.43% della chiusura di venerdi’.